Alex Schawzer (foto sole24ore.it)
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Sono anni che fremo, ogni volta che sento parlare di Alex Schwazer e, dopo la notizia di ieri in cui l’ex atleta altoatesino dichiara ufficialmente, tramite i suoi legali, di voler cercare di andare alle Olimpiadi di Tokio, non posso esimermi dal fare delle semplici, ma oggettive considerazioni, che porto avanti da tempo sull’argomento.

Come più volte scritto, la mia convinzione è che sia totalmente esagerato l’interesse mediatico che si crea ogni qualvolta questo signore, direttamente o tramite i suoi avvocati come ieri, prende qualche iniziativa, alla base della quale la parola che maggiormente troneggia è”complotto

Quel che è peggio, però, è che, questa personale tesi dello staff dell’ex atleta altoatesino, sia sostenuta, con grande certezza, da taluni fonti di informazione.

La ricomparsa di Schwazer sui giornali e in giro per il web, è cominciata da qualche settimana, da quando il Tribunale Penale di Bolzano, che sta gestendo il processo istruito a carico dell’ex atleta per frode sportiva susseguente all’ultima condanna per doping, ha preso atto di una lunga indagine, eseguita dal Ris di Parma, che ha sollevato dei dubbi sui campioni di urina alla base della seconda condanna, di 8 anni per doping, avvenuta nel 2016.

Le opinioni in giro su tale argomento sono sempre state molto discordanti, ma credo che, senza entrare nel merito di un’indagine articolata di carattere penale, vadano evidenziate e ricordate solo le cose oggettive e certe, che non possono essere in alcun modo disattese.

  • Alex Schwazer è un ex marciatore, condannato per doping, nel 2012, a tre anni e 9 mesi di squalifica, dopo aver pienamente confessato la sua colpa.
  • E’ ritornato alle competizioni ufficiali, nel maggio del 2016, a Roma, in una 50 km, facendo uno straordinario tempo che gli ha consentito di ottenere il minimo per le Olimpiadi di Rio.
  • Il tempo di quella gara fu di 3h39:00, con al secondo posto, staccato di 3’36”, l’australiano Jarrent Tallent, medaglia d’oro alle olimpiadi di Londra e argento a quelle di Rio, il quale al termine della gara dichiarò: “la mia sensazione è che abbia vinto uno che, ancora una volta, ha barato”. (ovviamente opinione personale)
  • Nel luglio del 2016 è stato condannato, definitivamente, dopo vari ricorsi, dal massimo tribunale sportivo mondiale, a 8 anni di squalifica.
  • Le Olimpiadi di Rio sono state vinte con il tempo di 3h40:56, che vuol dire poco, in quanto ogni percorso ha sue caratteristiche diverse per asfalto e clima, ma che conferma come il tempo di Schwazer, a Roma, sia stato certamente straordinario, oltre che gestito con incredibile energia mentale in quanto fece 35 km di corsa di testa, senza nessun riferimento.

La condanna di Schwazer ha coinvolto, in qualche modo, anche altre persone tra cui, in primis, ricordiamo la sua fidanzata di allora Carolina Kostner, atleta monumentale dello sport italiano, che venne anch’essa squalificata perchè riconosciuta colpevole di avere, in qualche modo, coperto il compagno di allora.

Due medici della Federazione Italiana di Atletica Leggera, Giuseppe Fischetto e Pier Luigi Fiorella, oltre a una Dirigente del Coni, Rita Bottiglieri, sono stati condannati, in primo grado, a due anni i medici e nove mesi la funzionaria, dal Tribunale di Bolzano, a seguito di dichiarazioni rese dall’ex atleta in merito alla prima squalifica da lui avuta.

Schwazer aveva dichiarato che le tre persone, poi condannate, erano perfettamente a conoscenza di quanto lui avesse fatto e che lo avevano coperto. I tre sono in attesa dell’appello.

Tra le varie teorie, elaborate da Schwazer e da Sandro Donati, suo allenatore dal 2016, nonchè paladino della lotta al doping, c’è sempre stata quella che si volesse colpire lo stesso Donati, da sempre in prima linea e in polemica con gli organi mondiali dell’antidoping, da lui accusati di non svolgere controlli adeguati in tal senso.

Ma le ipotesi a suffragio del “complotto” sempre tirato in ballo sono molteplici e, a turno, sono indirizzate in varie direzioni, tra cui ovviamente la Federazione Italiana.

Ora, io non voglio fare l’accusatore o il difensore di nessuno ma, qualsiasi tesi sostenuta dallo staff di Schwazer, è solo frutto di ricerche che, per ora, non hanno alcun valenza definitiva, esattamente come la ricerca ben più importante, a mio avviso, che gli effetti del doping sono permanenti per tutta la vita di un atleta, per cui chi si dopa, dovrebbe essere squalificato a vita, in un’ottica di equità nei confronti degli altri.

In definitiva, l’unico dato indiscutibile e incontestabile è che, il sig. Alex Schwazer è un ex atleta dopato, condannato due volte, di cui una reo confesso.

Ripeto, io non voglio giudicare, lascio a chi mi legge una valutazione serena sulla base dei soli fatti oggettivi, anche se l’ennesima provocazione di ieri in cui, addirittura, si dichiara, in spregio alla Federazione Italiana e a quella Mondale, che lui vuole prepararsi per le Olimpiadi di Tokio, mi sembra veramente troppo.

Ovviamente è solo propaganda, perchè realisticamente non ha nessuna possibilità, ne agonistica, ne tantomeno di giustizia sportiva, ma ogni occasione è buona per farsi pubblicità, quella stessa che, troppo spesso, si dimentica di fare ai veri atleti che fanno mille sacrifici per raggiungere dei risultati puliti.