Il ritiro della discobola australiana Dani Stevens

    L'abbandono agonistico di una grande atleta campionessa anche di resilienza

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    La specialista australiana del lancio del disco, Dani Stevens, ha annunciato il ritiro dall’attività dopo una carriera straordinaria nella quale ha vinto un titolo mondiale a Berlino nel 2009 con il cognome da nubile di Samuels.

    Stevens è stata una delle migliori discobole a livello mondiale nell’ultimo decennio. In carriera ha partecipato a quattro Olimpiadi, a sei Campionati del Mondo e ha vinto tre medaglie ai Giochi del Commonwealth (due ori e un argento), un argento mondiale a Londra 2017, i titoli iridati nelle categorie under 18 e under 20 e 14 titoli australiani.

    Dani Stevens: “Ho sempre detto che avrei continuato ad allenarmi e a gareggiare a livello internazionale finché il mio fisico me lo avrebbe consentito. Ho deciso alcuni fa che la mia volontà era quella di disputare la mia quarta Olimpiade. Ho fatto tutto meticolosamente, dagli allenamenti al riposo.

    Sono arrivata al punto di essere davvero contenta di tutto quello che ho raggiunto nella mia carriera. Sento che è arrivato il momento di concludere la mia carriera. Come atleta può capitarmi spesso di sottovalutare tutto il mio impegno sia fisico che mentale. Non ho mai aperto gli occhi come dovevo per più di un decennio.

    Sento di avere meno peso sulle spalle, quando ho deciso di ritirarmi. Sono pronta ad un nuovo capitolo nella mia vita e a nuove esperienze”.

    Stevens è nata a Merrylands, un sobborgo di Sydney, il 26 maggio 1988. Iniziò la sua carriera a 10 anni al Greystanes Little Athletics Club di Sydney. Fa parte di un club ristretto di nove atleti in grado di vincere in carriera titoli mondiali a livello under 18, under 20 e seniores.

    Nel 2009 è diventata la più giovane discobola a vincere il titolo mondiale con 65.44m a soli 21 anni. Dopo alcune stagioni difficili per una serie di infortuni Stevens si classificò quarta alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016 con 64.90m e vinse l’argento ai Mondiali di Londra 2017 migliorando il primato personale di 1.65m con un lancio da 69.64m.

    L’anno successivo vinse il suo secondo oro ai Giochi del Commonwealth a Gold Coast davanti al pubblico di casa ma dovette sottoporsi ad un intervento chirurgico alla colonna vertebrale per la rottura di un disco del collo subita durante un incidente in palestra. I dottori le avevano dato poche speranze dicendole che non avrebbe più ripreso la piena funzionalità, ma Dani non si è mai data per vinta.

    Dopo 14 mesi di riabilitazione è tornata alle competizioni per qualificarsi per la sua quarta Olimpiade dove è stata la capitana della nazionale australiana. Stevens che, tra gli altri, ha ringraziato il suo allenatore Denis Knowles che l’ha guidata per tutta la carriera, ha voluto fare una breve sintesi della sua vita agonistica.

    Quando ripenso alla mia vita, rifletto sul fatto che l’atletica è legata a tutti gli aspetti della mia vita. I miei primi ricordi risalgono a quando andavo al club Little Athletics insieme ai miei genitori e a mia sorella al Venerdì sera e al Sabato mattina. Gareggiai nella squadra nazionale under 13 dove conobbi i miei migliori amici.

    Non lo sapevo allora, ma il mio futuro marito (il pesista australiano Joe Stevens) faceva parte della squadra del Queensland. E’ difficile scegliere il momento più bello della mia carriera. Vincere il titolo mondiale è stata una sensazione straordinaria. Battere il record personale fu una gioia che non riesco a spiegare.

    Gli altri due momenti sono stati le due edizioni dei Giochi del Commonwealth. Nel 2006 realizzai il record personale all’ultimo lancio davanti alla mia famiglia e ai miei amici. Nel 2018 conquistai l’oro a Gold Coast davanti alla mia famiglia.

    Sono stati i momenti più alti per diverse ragioni perché ho potuto condividere questi momenti con le persone più importanti della mia vita. Ho sempre detto che volevo suddividere le medaglie in dieci pezzi diversi e consegnarli alle persone a me più care.

    Le persone più vicine a me hanno fatto molti sacrifici e sono il risultato di ciò che ci siamo prefissati di raggiungere come un team”.

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