Daniele Biffi (foto personale)
Daniele Biffi (foto personale)
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Nelle varie fasi della mia vita in cui l’Atletica è stata parte importante, quella che ricordo con maggior piacere, ed anche qualche rimpianto, è stata quando l’ho praticata agonisticamente, sia pur in età abbastanza avanzata oltre i 40 anni, da master.

E’ successo tra il 1998 e il 2011, di cui gli anni più coinvolgenti sono stati i primi dieci, quelli trascorsi, praticamente ogni giorno, al Campo Mario Giuriati di Milano.

Su quella pista ho certamente vissuto dei momenti indimenticabili e tutte le persone che ho incontrato, conosciuto e, in parte, frequentato sono rimaste sempre stampate nella mia mente.

I ricordi più forti sono, ovviamente, per coloro con cui ho condiviso i miei allenamenti e non solo con il mio quotidiano compagno di avventura, Salvino, ma anche per tanti altri, anche atleti assoluti più o meno forti, con cui si facevano spesso delle ripetute e di cui, ovviamente, alla fine vedevo sempre la schiena.

C’era un ragazzo…. sembra la canzone di Morandi, allenato per un breve periodo da un ottimo quattrocentometrista di quei tempi, il grande Marco Vaccari, e noi del campo lo chiamavamo “il grande Biffi” non ricordo perché, ma era così.

Daniele, io lo ricordo come nella foto in copertina, all’epoca aveva circa 30 anni e probabilmente era arrivato all’atletica un po’ tardi per poter ambire a risultati tali da consentirgli di competere in manifestazioni assolute importanti.

Di fatto i suoi personali di sempre nelle specialità praticate li ha fatti nel 2002 sui 400 metri, con 49″58, proprio a 30 anni, mentre nel 2006, a 34 anni, ha fatto i suoi migliori crono sui 200, 22″13 e sui 100, 10″90.

Non so che lavoro facesse quando frequentavamo la stessa pista di atletica, ma a un certo punto so che decise di trasferirsi in Germania, a Berlino, per una precisa scelta di vita legata a sue esigenze personali interiori.

Sinceramente pensavo che sarebbe tornato indietro e, invece, Daniele in Germania si è integrato alla perfezione, facendosi una famiglia, avendo una figlia nata nel dicembre del 2007, ma la sua passione per l’Atletica non solo non è stata abbandonata ma, anzi, è diventata la molla trainante di ogni sua attività professionale e, in tale ottica, è diventato preparatore atletico, personal trainer, consulente alimentare ed anche mental coach, con particolare riferimento agli atleti master, quelli classificati come tali dai 35 anni in su.

Tutto questo, ovviamente, mantenendosi in grande forma e partecipando lui stesso a gare master di vario genere, nelle sue due gare preferite, i 400 e i 200 metri, con eccellenti risultati tra cui citiamo su tutti, nel 2019, l’ottimo secondo posto nei 400 indoor M45 ai mondiali di Torun con 52″07 e poi, a settembre a Jesolo, il quarto posto nella finale degli europei disputati in Italia, sempre sui 400 M45 con 52″83.

Una vita felice, quale può essere quella di chi vive e lavora quotidianamente della propria passione sportiva ma, purtroppo, il destino è sempre in agguato per tutti e, un brutto giorno, pochissimo tempo dopo l’ultima sua ottima prestazione italiana degli europei, si è presentato alla sua porta raffigurato da quel brutto male che tutti noi temiamo.

A 47 anni una bruttissima botta che certamente può avere importanti contraccolpi psicologici. Daniele sparisce per qualche mese, inevitabilmente non riesce più a rispondere ai messaggi di tutti coloro che lo seguono sui suoi canali social ma poi riappare, il 20 febbraio, in un video estremamente coraggioso in cui lo si vede con la tuta dell’Italia e un cappellino in testa.

Dice di aver avuto un tumore, quasi a scusarsi con tutti coloro che gli avevano scritto e a cui non era riuscito, negli ultimi mesi, a dare una risposta, promettendo loro che si era annotato tutto e avrebbe quanto prima provveduto.

Il suo è un racconto pieno di speranza e positività, pur nella gravità di quanto accadutogli e sofferto: un’operazione e 3 cicli di chemioterapia che sembrano avergli aperto la strada della guarigione.

Le sue parole sono cariche di propositi per il futuro legati anche alla sua “grande voglia di tornare a correre” appena avrà fatto l’ultimo ciclo di chemio, che dice dovrà ancora sostenere.

Da quel giorno vari altri video compaiono, con una certa frequenza sulla sua pagina YouTube: prima per comunicare la fine dell’ultimo ciclo di cure, poi per annunciare l’esito di vari esami di controllo e consulti con i medici.

Tra fine maggio ed inizio giugno posta, addirittura, dei video dove appare in mini test su 100, 200 e 400 metri con dei crono certamente accettabili per una persona che avesse avuto i suoi problemi. Sembra che tutto stia andando sempre meglio e che la battaglia con il nemico oscuro stia per essere vinta

L’8 giugno, poi, in un video da casa sua legge, quasi in diretta, l’esito di una TAC dove sembra che tutto continui ad andare nel migliore dei modi.

Ma poi, come il peggiore degli incubi, quando la giusta cautela di una simile situazione sembrava potesse essere abbandonata, succede qualcosa di nuovo che fa riaffiorare, in un attimo, tutte le peggiori paure e angosce: a metà giugno a Daniele viene diagnosticato un nuovo tumore, probabilmente derivante dall’altro che si era esteso.

Altri due mesi senza avere più notizie e poi, il 13 agosto, un nuovo video in cui Daniele riappare provato ma sorridente, con la solita incredibile grinta e forza d’animo.

Il suo racconto racchiude all’interno una situazione tutt’altro che sotto controllo, come era sembrata sino a due mesi prima ma, ancora una volta, il messaggio esprime una forza d’animo spaventosa e mentre racconta di aver passato ben 34 giorni all’Istituto dei Tumori di Milano per fare nuovi cicli di chemioterapia, sembra stia raccontando di una seduta di allenamento.

Nelle sue parole, sempre cariche di estremo ottimismo, c’è solo la consapevolezza che questa volta la sua ripresa agonistica dovrà essere più lenta anche perché, purtroppo, i cicli di chemio non sono terminati, anche se non dovrà più essere ricoverato salvo quando subirà un’altra operazione per rimuovere la neoplasia ancora in essere.

Ma Daniele non è certo capace di stare fermo o, ancor peggio, piangersi addosso per un destino che continua ad accanirsi su di lui, e la sua miglior reazione è quella di fare un modesta ma continua attività fisica e, soprattutto, di continuare indomito il suo lavoro e la sua missione.

Ecco allora che i suoi video hanno ripreso con regolarità da quel 13 agosto e sono certo che la sua grande passione lo stia aiutando tanto quanto, ovviamente, il grande impegno di tutti i medici e paramedici, ma credo anche che il grande affetto che le tantissime persone che lo seguono non gli hanno mai fatto mancare, sia stato linfa vitale per farlo lottare con ancor più determinazione e coraggio.

Per chi non lo conoscesse mi fa piacere rimandare alla sua pagina YouTube, dove potrete anche trovare tutti i video che raccontano della sua battaglia e di come la sta affrontando.

Io che ho il piacere di conoscerlo non posso che salutarlo pubblicamente con tantissimo affetto e con il suo motto: “Sempre a Canna” Grande Biffi.

FASTANDFIT il canale YouTube di Daniele Biffi

Il video della finale dei campionati europei master 400 metri M45

Daniele Biffi e figlia (foto profilo whatsapp)
Daniele Biffi e figlia (foto profilo whatsapp)

 

 

 

 

 

 

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