Memorial Van Damme 2020 (locandina)
Memorial Van Damme 2020 (locandina)
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Bruxelles ospiterà un’edizione particolare del Memorial Ivo Van Damme AG Insurance in uno Stadio Re Baldovino purtroppo senza pubblico a causa della pandemia da covid 19 e con un programma diverso da quello delle passate edizioni con gare come il tentativo di record del mondo dell’ora di corsa con Mo Farah, Sifan Hasan e Brigid Kosgei e i 1000 metri con Faith Kipyegon.

Il Meeting Director del Memorial Van Damme, ed ex quattrocentista belga, Cedric Van Branteghem ha presentato la quarantaquattresima edizione del grande meeting della capitale belga.

Abbiamo cercato in tutti i modi di trasformare l’attuale crisi in un’opportunità di fare qualcosa di completamente diverso. Un anno senza Memorial Van Damme sarebbe stato impensabile. Quest’anno è stato molto più complicato rispetto alle edizioni passate.

Ci siamo dovuti occupare delle autorizzazioni, dei visti e di molti aspetti amministrativi. Siamo contenti del risultato nella convinzione che diventerà un meeting davvero speciale.

Rimaniamo fedeli alla nostra tradizione nell’inserire nel programma una gara paralimpica. Ci sarà un ringraziamento ai nostri operatori sanitari che hanno prestato il loro servizio durante l’emergenza sanitaria” ha affermato Van Branteghem.

I protagonisti del Memorial Ivo Van Damme hanno parlato delle loro aspettative alla vigilia del meeting.

Duplantis: “Sto ritrovando le migliori sensazioni”

Armand “Mondo” Duplantis insegue l’obiettivo di battere il primato del mondo outdoor stabilito da Sergey Bubka nel lontano 1994 al Sestriere.

Il ventenne svedese ha battuto due volte il primato mondiale indoor di Renaud Lavillenie con 6.17m a Torun e 6.18m a Glasgow lo scorso inverno e ha superato 6.00m a Montecarlo, 6.01m a Stoccolma e 6.07 a Losanna nelle prime tre gare stagionali della Wanda Diamond League.

Con la prestazione di Losanna Mondo ha migliorato di due centimetri il personale all’aperto realizzato in occasione della vittoria agli Europei di Berlino 2018 con 6.05m.

Potrebbe cadere il primato del Memorial Van Damme detenuto da Bubka e dallo statunitense Jeff Hartwig con 5.95m.

Duplantis ha gareggiato una volta allo Stadio Re Baldovino nel 2018 classificandosi settimo con 5.68m nella gara vinta da Timur Morgunov con 5.93m.

Battere il record del meeting a Stoccolma è stato molto importante per me, ma voglio saltare 6.15m a Bruxelles. Molti pensavano che non sarei riuscito a superare 6.00m quest’estate, ma volevo dimostrare di essere in grado di superare questa misura. Sto ritrovando le migliori sensazioni della stagione indoor” ha affermato Duplantis.

Il principale avversario di Duplantis è il giovane statunitense Chris Nilsen, che ha battuto Duplantis alle Finali NCAA dell’anno scorso a Austin migliorando il record personale con 5.95m e ha vinto la medaglia d’oro ai Giochi Panamericani di Lima nel 2019.

L’azzurro Claudio Stecchi disputerà la seconda gara stagionale di Diamond League dopo il quarto posto di Montecarlo con 5.50m e il 5.52m di Losanna.

Il finalista degli ultimi Mondiali di Doha ha un personale stagionale di 5.73m realizzato a Bordeaux durante le indoor e un personale assoluto di 5.80m (secondo italiano di sempre alle spalle del suo allenatore Giuseppe Gibilisco).

In gara ci sarà anche il brasiliano Thiago Braz Da Silva, campione olimpico a Rio de Janeiro 2016 con 6.03m (record olimpico e primato sudamericano). Mercoledì sera è tornato su buoni livelli classificandosi terzo a Losanna con 5.72m. Thiago si allena a Formia con il guru del salto con l’asta Vitaliy Petrov.

Il belga Ben Broeders è uno degli astisti più in forma del momento e arriva all’appuntamento nel meeting di casa forte di due secondi posti alle spalle di Duplantis sia a Montecarlo con 5.70m sia a Stoccolma con 5.73m (primato stagionale).

Broeders ha stabilito il primato nazionale indoor con 5.80m lo scorso Febbraio nella gara francese di Clermont Ferrand vinta da Duplantis co 6.01m. L’altro atleta di casa in gara è Thomas Van der Plaetzen, campione europeo di decathlon ad Amsterdam 2016 e terzo ai Mondiali Indoor di Sopot 2014.

1000 metri femminili: Kipyegon attacca il primato del mondo di Masterkova

La keniana Faith Kipyegon (campionessa olimpica sui 1500 metri a Rio de Janeiro 2016 e vice iridata a Londra 2017) insegue l’obiettivo di battere il primato del mondo sui 1000 metri stabilito nel 1996 dalla russa Svetlana Masterkova a Bruxelles con 2’28”98.

Kipyegon è andata vicina all’impresa lo scorso 14 Agosto a Montecarlo arrivando a soli 17 centesimi di secondo dal record di Masterkova con 2’29”15 (secondo miglior tempo mondiale di sempre).

Kipyegon sarà guidata dalla Wavelight Technology, un fascio di luce, che mostra esattamente quanto devono correre gli atleti per battere il primato del mondo. La ventiseienne keniana è fiduciosa di riuscire a battere il primato del mondo. Nel 2018 Kipyegon si è fermata per un anno per diventare mamma di Alun.

Faith Kipyegon: “Sono davvero felice di essere qui a Bruxelles. Un paio di settimane fa ho sfiorato il primato del mondo di 17 centesimi di secondo, ma a causa del coronavirus non ho svolto una preparazione ottimale. Dopo Montecarlo sono tornata in Kenya per allenarmi sulla velocità. Sono molto fiduciosa per la gara di Venerdì. La Wavelight Technology mi porterà al record del mondo”.

La pesarese Eleonora Vandi avrà l’occasione di un confronto internazionale dopo il secondo posto ai Campionati Italiani di Padova sugli 800 metri.

La figlia d’arte dell’ex mezzofondista Luca Vandi e della quattrocentista Valeria Fontan ha un personale sugli 800m di 2’00”88 realizzato a Rehlingen nel 2019.

Il suo allenatore è l’ex mezzofondista marocchino Faouzi Lahbi (bronzo ai Mondiali Indoor di Indianapolis 1987 sugli 800 metri). Le altre protagoniste sono la rappresentante del Benin Noelle Yarigo, la keniana Fancy Cherono e la spagnola Esther Guerrero.

Mo Farah: “Sono eccitato di tornare a correre in pista”

Il quattro volte campione olimpico Mo Farah va a caccia del primato mondiale dell’ora di corsa in pista detenuto dal 2007 dall’etiope Haile Gebrselassie, che percorse 21.285 km a Hengelo.

Il primato europeo è detenuto dall’olandese Jos Hermens, che percorse 20.944 nel 1976. Insieme alla star inglese correranno il belga Bashir Abdi. Abdi, che ha corso la maratona di Tokyo in 2h04’49” lo scorso 1 Marzo, proverà a battere il primato belga detenuto da Gaston Roelants dal 1972 (20.784 km).

Il meeting di Bruxelles si svolgerà senza spettatori, ma l’atmosfera verrà accesa dal ritmo della musica di un DJ, che farà suonare le canzoni preferite di Farah e Bashir durante la gara.

Mo Farah: “Sono contento di tornare a gareggiare in pista. Mi piaceva correre su strada ma la pista mi dà più soddisfazione. Nel 2017 avevo bisogno di trovare nuovi stimoli e ho provato la maratona ma ora la pista mi manca molto. Sono come un bambino che aspetta di vedere cosa può fare domani.

Il rinvio delle Olimpiadi è stato positivo per me perché mi ha permesso di tornare ad allenarmi in pista e ritrovare la fiducia. Sono contento di poter disputare alcune gare ma la cosa più importante è non avere infortuni.

Il Memorial Van Damme sarà la mia prima competizione dalla Maratona di Chicago dello scorso Ottobre. La pandemia ha cancellato tutta la stagione delle corse su strada.

Durante la pausa ho avuto l’opportunità di stare di più con i miei figli. Non è stato un anno facile per me. Il mio obiettivo è sempre stato vincere titoli, ma non ho esitato quando mi è stato proposto di attaccare il primato del mondo dell’ora.

E’ importante mantenere un ritmo regolare. Per battere il record del mondo avremo bisogno di correre in 2 minuti e 49 secondi di media al km. Sarà importante transitare in un buon tempo a metà gara. Sono molto amico di Bashir, ma quando gareggiamo seguiamo obiettivi diversi. Non vedo l’ora di gareggiare. Offriremo un grande spettacolo”.

Abdi Bashir: “Niente potrà sostituire gli spettatori al Van Damme, ma è bello avere un po’ di musica e di effetti sonori per rendere viva l’atmosfera”.

Sifan Hassan proverà a migliorare il primato del mondo dell’ora di corsa femminile. La fuoriclasse olandese dovrà percorrere 18.517 km per battere il primato del mondo detenuto dall’etiope Dire Tune, che realizzò questo limite a Ostrava nel 2007.

Hassan ha vinto la finale della Diamond League sui 5000 metri a Bruxelles lo scorso anno poche settimane prima di vincere il doppio titolo mondiale sui 1500 e sui 10000 metri a Doha. Nel 2019 ha stabilito il primato mondiale sul miglio con 4’12”33 a Montecarlo.

Nell’unica gara di quest’anno è stata costretta al ritiro sui 5000 metri nel meeting del Principato di Monaco che ha aperto la stagione della Diamond League. In pericolo il record europeo dell’ora di corsa detenuto dall’italiana Silvana Cruciata stabilito a Roma nel lontano 1981 con 18084 km.

Sifan Hassan: “E’ una stagione strana e difficile. Ho trascorso cinque mesi di lockdown in Etiopia. Ci sono poche occasioni per gareggiare e sono grata di aver ricevuto l’invito degli organizzatori.

E’ un record difficile da battere ma sono sulla strada giusta per riuscire nell’impresa. All’inizio della crisi sanitaria mi sono allenata in Etiopia per alcuni mesi e e successivamente mi sono trasferita a Saint Moritz. Tre settimane fa non mi sono sentita bene a Montecarlo e mi sono ritirata, ma nelle ultime settimane sono riuscita ad allenarmi bene. Mi sento pronta”.

Gli organizzatori hanno invitato anche la keniana Brigid Kosgei, primatista mondiale di maratona a Chicago del 2019 con 2h14’04” e l’israeliana Lonah Salpeter, campionessa europea sui 10000 metri e vincitrice nell’ultima edizione della Maratona di Tokyo in 2h17’45”. Kosgei sta preparando la maratona di Londra del prossimo 4 Ottobre.

Brigid Kosgei: “Ho cambiato i miei allenamenti a causa della pandemia. Questo tentativo di battere il record del mondo dell’ora rientra perfettamente nel mio programma di allenamento. Nelle ultime settimane ho lavorato sulla velocità in Kenya. Domani darò tutto”.

Rinuncia per infortunio di Nafi Thiam ma ci sarà KJT

La campionessa olimpica dell’eptahlon Nafissatou Thiam è stata costretta a rinunciare alla gara del triathlon contro Katarina Johnson Thompson originariamente programmata per un infortunio al tendine d’Achille.

Johnson Thompson, campionessa mondiale indoor del pentathlon e outdoor dell’eptathlon, gareggerà in due gare individuali sui 100 ostacoli e nel salto in alto (specialità dove detiene il primato britannico con 1.98m).

Katarina Johnson Thompson: “Non è sempre stato facile trovare la motivazione quest’anno. Vivo e mi alleno in Francia, che ha iniziato il lockdown molto presto. Non sono riuscita a vedere il mio allenatore per alcuni mesi, ma ho continuato ad allenarmi. Non è stato facile perché l’eptathlon è molto tecnico.

Sono comunque contenta di gareggiare nel salto in alto e nei 100 ostacoli. Sarebbe bello se venissero inseriti nel programma della Wanda Diamond League le gare di triathlon per permettere agli specialisti delle prove multiple di gareggiare in questo circuito.

Non posso lamentarmi perché sono fortunata a gareggiare spesso in questi meeting nel salto in lungo e nel salto in alto. La mia specialità preferita è il salto in alto. Sogno di poter saltare i 2 metri un giorno. Gli altri obiettivi sono i 7 metri nel salto in lungo e i 7000 punti nell’eptathlon. Voglio vincere il più alto numero di medaglie nelle grandi manifestazioni

Oltre a KJT il salto in alto femminile avrà altre protagoniste come l’australiana Nicola McDermott, che ha migliorato il personale con 1.98m nello scorso fine settimana a Sinn, le svedesi Erika Kinsey e Sophie Skoog e la specialista austriaca delle prove multiple Ivona Dadic (leader mondiale stagionale dell’eptathlon con 6419 punti).

Sui 100 ostacoli femminili Johnson Thompson affronterà la belga Anne Zagré (quarta agli Europei di Berlino) e Ivona Dadic.

1500 metri maschili: Sfida tra i fratelli Jakob e Henrik Ingebrigtsen

Un’importante aggiunta al programma del Memorial Van Damme è la sfida tra i due fratelli norvegesi Henrik e Jakob Ingebrigtsen, che hanno vinto il titolo europeo sui 1500 metri rispettivamente a Helsinki 2012 a a Berlino 2018. Filip ha rinunciato per un infortunio.

Jakob è entrato nella storia realizzando una storica doppietta europea sui 1500 e sui 5000 metri a 17 anni. Nelle prime uscite stagionali il giovane vichingo ha stabilito due record europei sui 2000 metri agli Impossible Games di Oslo con 4’50”01 e sui 1500 metri a Montecarlo con 3’28”68 strappandoli rispettivamente a Steve Cram e a Mo Farah.

Nell’ultima gara disputata il più giovane dei fratelli Ingebrigtsen si è classificato secondo alle spalle di Timothy Cheruiyot in 3’30”74 a Stoccolma.

Il cast incentrato sugli atleti europei presenta anche il britannico Charlie Da Vall Grice (primato personale di 3’30”62 a Montecarlo nel 20199 e l’ottocentista spagnolo Saul Ordonez (terzo ai Mondiali Indoor di Birmingham 2018 e primatista spagnolo sugli 800 metri con 1’43”65 a Montecarlo nel 2018).

200 metri maschili: Desalu contro Jonathan Borlée e Munyai

L’azzurro Eseosa Fausto Desalu è tra i favoriti di un 200 metri di stampo europeo. L’atleta allenato da Sebastian Bacchieri ha realizzato i due migliori tempi in Europa in questa stagione con 20”35 a Szekehsfervar impegnando Noah Lyles fino ai 150 metri e 20”36 a La Chaux de Fonds ma ha dovuto rinunciare agli Assoluti di Padova per un attacco influenzale.

I 200 metri maschili sono stati originariamente inseriti nel programma in onore dei tre fratelli Jonathan, Kevin e Dylan Borlée.

Soltanto Jonathan sarà in gara, mentre Kevin e Dylan sono stati costretti a rinunciare a causa di infortuni.

Jonathan Borlée (figlio del grande velocista belga Jacques Borlée) ha vinto la medaglia d’oro agli Europei di Amsterdam 2016 e Berlino 2018 e agli Europei Indoor di Glasgow 2019 con la staffetta 4×400 e ha vinto il bronzo europeo sui 400 metri a Berlino. Ha stabilito il record belga sui 400 metri con 44”43.

In gara anche lo slovacco Jan Volko, campione europeo indoor sui 60 metri a Glasgow 2019 in 6”60 e campione europeo under 23 sui 200 metri nel 2017.

400 metri femminili: con Sprunger la campionessa italiana Mangione

Sarà interessante vedere all’opera la neo campionessa italiana dei 400 metri Alice Mangione in un contesto internazionale di alto livello.

La ventitreenne siciliana di Niscemi in provincia di Caltanissetta ha vinto il titolo italiano dei 400 metri a Padova davanti a Rebecca Borga migliorando il record personale con 52”70. Dall’Agosto 2018 si è trasferita a Roma per allenarsi con la coach Marta Oliva.

La stella è la svizzera Lea Sprunger, campionessa europea a Berlino 2018 e quarta classificata ai Mondiali di Doha 2019 sui 400 ostacoli con il record nazionale di 54”06.

Le altre atlete da seguire sono la polacca Iga Witan Baumgart, campionessa europea con la staffetta 4×400 a Berlino 2018, la slovena Anita Horvat, vincitrice nei meeting di Trieste e Lignano Sabbiadoro e finalista agli Europei Indoor di Glasgow 2019, e la belga Paulien Couckyut (campionessa europea under 23 sui 400 ostacoli).

100 metri femminili: Siragusa e Fontana contro la belga Rosius

Il getto del peso è stato sostituito dai 100 metri femminili, dove sarà in gara la ventenne belga Rani Rosius, che di recente ha vinto il titolo nazionale sui 100m in 11”39 diventando la seconda velocista del suo paese dopo Kim Gaevert. Dodici anni dopo il ritiro dalle scene il Belgio potrebbe aver trovato un nuovo talento.

Rani Rosius: “Ho iniziato con l’atletica quando avevo 13 anni. Prima praticavo ginnastica ad alti livelli. Ho scoperto l’atletica a scuola con le corse campestri, ma non conoscevo molto della storia di questo sport quando ho cominciato.

Ora so cosa ha fatto Kim Gaevert in carriera e sogno di poterla emulare ai Giochi Olimpici. E’ un onore essere chiamata la nuova Kim Gaevert, anche se questo mi mette più pressione”.

Kim Gaevert ha avuto parole di stima nei confronti di Rani Rosius.

Venerdì vedrò Rani in azione per la prima volta. Sono contenta che il Belgio abbia ora un nuovo talento dello sprint. Ha ancora margini di miglioramento. Aspetto da tempo che una nuova sprinter possa battere il mio record belga. Un giorno forse potrebbero riuscirci le mie figlie, ma sarei contenta se Rani fosse la prima a superarmi”.

Lo sprint si colorerà di azzurro per la presenza delle velociste italiane Irene Siragusa e Vittoria Fontana.

Siragusa ha vinto due argenti ai Campionati Italiani di Padova sui 100 e sui 200 metri e il titolo italiano indoor sui 60 metri ad Ancona lo scorso Febbraio.

Fontana si è laureata campionessa europea under 20 sui 100 metri a Boras 2019 con il record italiano di categoria (11”40).

In gara anche l’equadoregna Angela Tenorio (10”99 di personale e medaglia d’argento sui 100m ai Mondiali under 20 di Eugene 2014) e la francese Carolle Zahi (11”01).

 

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