Doha 2019 le pagelle degli azzurri: la marcia

Risultati e aspettative a confronto, a pochi giorni dalla chiusura dell'edizione 2019 dei Campionati del mondo.

Eleonora Anna Giorgi Doha 2019
Eleonora Anna Giorgi al traguardo (foto Colombo/FIDAL)
Fastweb Casa ADSL

Calato il sipario sui Mondiali di Doha: è tempo di bilanci. Settore per settore, proverò ad assegnare un voto a ciascuno degli azzurri. Non se la prendano gli eventuali promossi o bocciati: il mio è solo un parere personale. Basato sul confronto tra risultati e aspettative: queste ultime messe nero su bianco qualche giorno fa, poco prima dell’inizio dei Campionati.

È il turno della marcia. Il mio articolo precedente, riguardante la maratona, lo trovate qui.

Eleonora Giorgi, voto 9,5

Eleonora Anna Giorgi Doha 2019
Eleonora Anna Giorgi (foto Colombo/FIDAL)

L’unica medaglia dell’Italia è merito suo. Eleonora non tradisce le attese, più forte del caldo, dell’insidia delle squalifiche, e della stragrande maggioranza delle avversarie. Conquista uno splendido bronzo nella 50 km di marcia. Il punteggio pieno le sfugge perché, avesse rispettato appieno i pronostici, si sarebbe presa l’argento. Ma molte altre atlete da piani alti della classifica hanno avuto ben più grattacapi dell’azzurra. Che dimostrando una tempra niente male, si ritaglia un posto tra le grandi della specialità. Peccato che non potrà ripetersi a Tokio: la IAAF ha deciso di cancellare questa distanza a partire dalle Olimpiadi del prossimo anno.


Michele Antonelli, voto 8

Michele Antonelli Roma 2016
Michele Antonelli (foto Colombo/FIDAL)

Al traguardo è stremato. Si accascia al suolo. L’ultimo briciolo di energia speso per completare, passo dopo passo, la sua interminabile 50 km. Una partenza cauta, una fase centrale in gran recupero, ed un finale in difesa. Fatto sta che il suo sedicesimo posto, oltre a rappresentare l’unico risultato utile di un italiano in questa gara (al femminile ovviamente c’era Eleonora Giorgi), supera e di molto le aspettative della vigilia. Per un atleta ritiratosi sia Mondiali 2017 che agli Europei dello scorso anno, tutto ciò assume un valore particolare. Tanto più se rispetta i criteri di selezione per il Gruppo Elite della FIDAL per il prossimo anno.


Valentina Trapletti, voto 7

Valentina Trapletti Doha 2019
Valentina Trapletti (foto Colombo/FIDAL)

Valentina è l’unica dei nostri ad essere più che soddisfatta della sua 20 km. Nonostante tutta la devastazione che marciare in quelle condizioni climatiche può procurare. La tattica giusta sembra ancora una volta la progressione. Quella dell’azzurra è lineare: 34ma al quinto km, 24ma a metà gara, 17ma al termine della sua fatica. La volontà era quella di riscattare con un risultato onorevole una stagione finora senza acuti. Missione compiuta. Certo, la prestazione non è eccezionale (nel 2017 fu sedicesima, due anni prima nelle prime 15), ma bisogna anche contestualizzare. Con una lunga carriera alle spalle, è bene raccogliere senza troppe recriminazioni.


Matteo Giupponi, voto 6

Matteo Giupponi Doha 2019
Matteo Giupponi (foto Colombo/FIDAL)

Non cerca scuse Matteo, intervistato nel dopo gara. Il 25mo posto nella 20 km non gli va giù. “Speravo di fare molto meglio e da qui devo ripartire per la prossima stagione.” Risultati alla mano, si scopre che quest’anno non era andato oltre il 14mo posto in Coppa Europa ad Alytus. Nonostante l’insoddisfazione al traguardo, la startlist parlava chiaro, non c’erano i presupposti per fare poi tanto meglio. Per questo motivo l’azzurro si merita comunque la sufficienza, sperando che la sua voglia di migliorare si traduca in risultati per lui più soddisfacenti negli anni a venire.


Antonella Palmisano, voto 5

Antonella Palmisano Doha 2019
Antonella Palmisano (foto Colombo/FIDAL)

L’Antonella che abbiamo visto non era quella del quarto posto olimpico e del podio ai Mondiali 2017. Sofferente, spenta, mai in gara, non va oltre la tredicesima posizione. Ironicamente, quell’impietoso crono di 1h37’36”, viziato dal caldo, rappresenta la migliore prestazione stagionale della campionessa azzurra. Quest’anno non aveva mai marciato i suoi 20 km, e la mancanza di feeling sulla distanza si può imputare anche a questo. Se poi, come essa stessa ipotizza, il vero problema è che mal digerisce condizioni meteo simili, non c’è proprio da stare tranquilli: gira voce che alle Olimpiadi di Tokio non troveremo un clima così diverso.


Massimo Stano, voto 5

Massimo Stano Doha 2019
Massimo Stano (foto Colombo/FIDAL)

Bisogna decidersi. È stata una decisione ingiusta, quella di punire l’azzurro con tre cartellini rossi e due minuti di stop in pit lane? Oppure il nostro ha avuto la sua percentuale colpe? Prima di gridare allo scandalo, è il diretto interessato ad ammettere, nel dopo gara, che “evidentemente ho marciato male.” Peccato. Perché fino al tredicesimo di 20 km è pienamente in corsa per il podio. E invece, dopo lo smacco della penalità, non gli resta che chiudere la gara in sicurezza e al 14mo posto, quantomeno per onorare la maglia. Ammettiamo che ci sia stata una notevole dose di sfortuna. Ma come mai Massimo non ha modificato lo stile, con tutte quelle proposte di squalifica che salivano vertiginosamente in pochi kilometri?


Becchetti, Colombi, Caporaso, sv

Mariavittoria Becchetti Doha 2019
Mariavittoria Becchetti (foto Colombo/FIDAL)

Come per la maratona, anche la marcia registra una serie impressionante di ritiri. Mariavittoria Becchetti, Nicole Colombi e Teodorico Caporaso (tutti nella 50 km) le vittime azzurre. Le condizioni estreme in cui si sono trovati a gareggiare giustificano l’aver alzato bandiera bianca. Per questo ricevono ciascuno un “senza voto.” Non meritano la nostra disapprovazione. Al contrario sono gli altri, arrivati al traguardo, ad aver fatto, nessuno escluso, una grande impresa.