Massimo Stano Doha 2019
Massimo Stano in gara (foto Colombo/FIDAL)
Fastweb Casa ADSL

Qui a Doha, era tra i grandi favoriti della 20 km di marcia. Il suo era il terzo tempo dell’anno, nella morsa dei giapponesi. A metà gara, guidava il gruppetto degli inseguitori del vincitore Toshikazu Yamanishi. L’andatura lasciava intuire una grande condizione, e c’erano ottime possibilità di salire sul podio. Ma le cose sarebbero cambiate di lì a poco.

Massimo Stano riceve tre proposte di squalifica in rapida successione. Tutte per sospensione. Alla terza, secondo il regolamento recentemente introdotto, scatta la regola della pit-lane. L’azzurro è costretto a fermarsi per due minuti. La prova è compromessa. In breve tempo, passa dalla frustrazione alla rassegnazione, per finire con l’autoironia. Nasconde le prime lettere del pettorale, lasciando a vista un grande “NO”.

Riparte per onorare la gara, a un ritmo lento che lo mette al sicuro da altre sanzioni: un altro cartellino rosso, e sarebbe squalificato. Chiude quattordicesimo in 1:31:36, a quattro minuti dal primo. Quasi un quarto d’ora sopra il personale. Ma ad alzare i tempi è soprattutto il caldo. Anche oggi tanti atleti ritirati e svenuti, nella notte qatariana.

L’altro italiano, Matteo Giupponi, ha sofferto per tutto il tempo. Ma non naufraga nel finale, anzi: recupera fino alla 26ma posizione, col tempo di 1:34:29. La spedizione della marcia azzurra ritorna con un bronzo mondiale (Eleonora Giorgi, 50 km) e tanti rimpianti nella gara corta.