Irene Siragusa, Gloria Hooper, Johanelis Herrera ed Anna Bongiorni al traguardo (foto Colombo/FIDAL)
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Ad un giorno dalla strepitosa qualificazione con tanto di record italiano, le azzurre della 4×100 scendono di nuovo in pista. Il compito: onorare la finale mondiale con un’altra prestazione degna del loro livello. Nulla più: il disavanzo tecnico con le favorite non permette chissà quali voli pindarici. Già ci eravamo stupiti dell’ingresso nelle otto: un’impresa in cui le nostre leonesse hanno avuto il gran merito di crederci contro ogni pronostico.

Con un’altra prova magistrale, Johanelis Herrera, Gloria Hooper, Anna Bongiorni ed Irene Siragusa dimostrano (nell’ordine) di non essere lì per caso. Cambi molto buoni (forse l’ultimo un po’ schiacciato) e tanta cattiveria in pista. Il tutto per un 42″98 che avvicina il 42″90 di ieri. L’unica altra volta in cui l’Italia era scesa sotto i 43 secondi. Un possibile ottavo posto diventa settimo con l’errore del quartetto cinese (pasticciaccio nel terzo cambo, saranno squalificate).

Davanti, la Giamaica (41″44) regola il Regno Unito (41″85) nella sfida per la vittoria; terzi gli Stati Uniti (42″10). La gara maschile, in scena subito dopo, sarebbe andata agli USA (37″10) sempre sulla Gran Bretagna (37″36) ed uno splendido Giappone (37″43).

Al traguardo, tanta soddisfazione per le azzurre, che possono già cominciare a lavorare in prospettiva Olimpiadi di Tokio. L’Italia delle staffette si dimostra un avversario temibile in un contesto internazionale, con gli uomini della 4×400 che hanno centrato la finale appena due ore prima…

E tre qualificazioni mancate d’un soffio per le altre formazioni (4×100 uomini, 4×400 donne, 4×400 mista): un decimo e due noni posti. Ogni volta, questione di centesimi. Ci vuole sfiga.