Filippo Tortu Doha 2019
Filippo Tortu dopo le semifinali (foto Colombo/FIDAL)
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Finisce con un prestigiosissimo settimo posto l’avventura di Filippo Tortu sui 100 metri ai Mondiali di Doha. Risultato di tutto rispetto, considerato che la sesta posizione, occupata da Zharnel Hughes (10″03), avrebbe richiesto un tempo sul piede del primato personale. Ben oltre la media di rendimento stagionale dell’azzurro.

E a dirla tutta, la vera impresa di Filippo è stata la qualificazione, agguantata all’ultimo tuffo. Un traguardo splendido quanto poco atteso. Il 10″11 della semifinale viene migliorato fino al 10″07 dell’ultimo sforzo, in una gara fotocopia in cui l’unica differenza è stata forse nel tempo di reazione, migliore di qualche centesimo rispetto al pomeriggio.

A vincere è stato, senza troppe sorprese, l’americano Christian Coleman. Un 9″76 di spessore, nettamente avanti al duo Gatlin-Simbine (9″89 e 9″90), relegato ai gradini più bassi del podio. Coleman eredita dal compagno di squadra Gatlin lo scettro di Campione del mondo: due anni fa fu argento, nella gara dell’ultima apparizione individuale di Usain Bolt.

Intervistato nel dopo-gara, Tortu ha ringraziato la famiglia e lo staff con cui ha lavorato duramente, e che gli ha “permesso di arrivare in gran forma a questo importantissimo appuntamento.” Un pensiero va al compagno di squadra Marcell Jacobs, 10″07 in batteria ma meno efficacie in semifinale. Insieme correranno la staffetta.

Con la Jamaica a corto di talenti (e tante nazioni agguerrite che aspettano al varco) la finale della 4×100 metri è un affare difficile, ma pienamente nelle corde della squadra azzurra.

Con tutta probabilità, Jacobs e Tortu affiancheranno Davide Manenti e Fausto Desalu, formazione “classica” di questa stagione. Le batterie sono previste nella serata di venerdì 4 ottobre.