Conclusi i Trials dei fenomeni statunitensi

Mostruoso record del mondo di Sydney McLaughlin nei 400 H femminili

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I Trials olimpici statunitensi si sono conclusi con un bilancio sontuoso. Due record assoluti e undici migliori prestazioni mondiali dell’anno (complessivamente sei nelle gare maschili e sette in quelle femminili) sono stati stabiliti durante gli 11 giorni di gare di Hayward Field a Eugene.

Sydney McLaughlin, vice campionessa mondiale del Qatar 2019, ha demolito il primato mondiale dei 400 ostacoli femminili nella finale con lo straordinario crono di 51”90 in una giornata caldissima, diventando la prima atleta della storia ad infrangere la barriera dei 52 secondi.

McLaughlin ha migliorato il precedente record detenuto da Dalilah Muhammad, che vinse il titolo mondiale a Doha in 52”16. In quell’occasione McLaughlin vinse la medaglia d’argento stabilendo il precedente record personale con 52”23.

E’ il secondo primato mondiale caduto in questa edizione dei Trials dopo quello realizzato da Ryan Crouser nel getto del peso con 23.37m.

McLaughlin ha annunciato lo scorso febbraio il cambio di allenatore passando da Joanna Hayes a Bob Kersee, che ha seguito anche Jackie Joyner Kersee e Allyson Felix. Sotto la guida del mitico coach statunitense la ventunenne atleta ha cambiato preparazione correndo pure alcune gare sui 100 ostacoli. Su questa distanza ha migliorato il record personale con 12”65.

Mclaughlin si mise in luce fin da quando era giovanissima con una serie di primati giovanili in diverse specialità (200 metri, 400 metri, 400 ostacoli). Iniziò a praticare atletica seguendo le orme del fratello Taylor, medaglia d’argento ai Mondiali Under 20 di Bydgoszcz 2016. Il padre Willie McLaughlin raggiunse la semifinale ai Trials olimpici statunitensi del 1984.

La madre Mary è stata una buona atleta a livello di high school. Nel 2015 Sydney si mise in luce per la prima volta vincendo il titolo mondiale under 18 sui 400 ostacoli a Cali stabilendo la migliore prestazione under 18 con 55”94. Nel 2016 si qualificò per le Olimpiadi di Rio a soli 16 anni diventando la più giovane atleta statunitense a gareggiare nella rassegna a Cinque Cerchi.

Sydney McLaughlin: “Ricorderò questo momento per il resto della mia vita. Ci sono molti aspetti che non potete vedere, ma questo record è il risultato del lavoro svolto con il mio nuovo allenatore Bob Kersee e della fiducia che ho nei suoi confronti.

Sono contenta di aver scelto di allenarmi con Bob Kersee. Bob sa esattamente come farmi arrivare in forma al momento giusto. Sono cresciuta come persona. Ho fede in Dio e so che mi aiuterà a raggiungere i miei obiettivi”.

La prima a congratularsi con Sydney è stata proprio l’ormai ex primatista del mondo Dalilah Muhammad che così ha parlato dell’avversaria:

Tra noi c’è un buon rapporto. Non siamo rivali. Abbiamo bisogno di stimolarci a vicenda per rendere al massimo e realizzare questi record”.

La campionessa olimpica in carica Dalilah Muhammad è tornata su eccellenti livelli con 52”42 dopo un inverno difficile nel quale ha dovuto combattere contro il covid e un infortunio. La campionessa NCAA Anna Cockrell ha conquistato il terzo posto e la qualificazione per le Olimpiadi in 53”70 battendo la medaglia d’argento mondiale di Pechino Shamier Little (53”85).

Dalilah Muhammad: “Questo record è eccitante per i fan dell’atletica. Ho ancora molti margini di miglioramento. Posso fare bene a Tokyo”.

200 metri maschili: Lyles vola in 19”74, nuovo record under 20 di Knighton

Noah Lyles ha vinto l’attesissima finale dei 200 metri con la migliore prestazione mondiale dell’anno di 19”74 battendo di quattro centesimi di secondo Kenny Bednarek, che ha migliorato il record personale con 19”78.

Ha destato ancora sensazione il fenomeno Erriyon Knighton, che si è qualificato per la sua prima Olimpiade a 17 anni migliorando il primato mondiale under 20 con 19”84. Knighton aveva già migliorato il primato under 18 con 20”04 in batteria prima di battere il record del mondo under 20 di Usain Bolt con 19”88 in semifinale.

Lyles era ancora uno studente di high school quando gareggiò per la prima volta ai Trials olimpici statunitensi nel 2016 sfiorando la qualificazione alle Olimpiadi di Rio de Janeiro con il quarto posto. Tre anni dopo Lyles vinse due titoli mondiali sui 200 metri e nella staffetta 4×100 a Doha 2019.

Noah Lyles: “Fin dal 2016 il mio obiettivo principale è sempre stato partecipare alle Olimpiadi. Ho avuto un avvicinamento alle Olimpiadi pieno di grandi risultati ogni anno vincendo due titoli mondiali e tre trofei della Diamond League.

Poi c’è stato un periodo di pausa a causa della pandemia. Il 2020 è stato il mio anno più duro. Anche il 2019 non è stato facile, ma nulla in confronto all’anno scorso. I Trials sono la prova più difficile da superare”.

Noah Lyles (foto USA Today)
Noah Lyles (foto USA Today)

Fred Kerley non si è qualificato pur migliorando il record personale con 19”90 ma potrà concentrarsi sui 100 metri e sulla staffetta 4×100. Isiah Young si è piazzato al quinto posto in 20”03.

Mu realizza la migliore prestazione mondiale dell’anno sugli 800 metri

Athing Mu ha vinto la finale degli 800 metri femminili stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno e il record nord americano under 20 con 1’56”07. Poche settimane fa aveva vinto il titolo NCAA sui 400 metri stabilendo il primato nord americano under 20 con 49”57.

Raevyn Rogers si è classificata al secondo posto in 1’57”66 davanti alla primatista statunitense Ajée Wilson (1’58”39).

Ju’Vaughn si qualifica nel salto in lungo e nel salto in alto

Il campione NCAA indoor e outdoor del salto in alto e del salto lungo Ju’Vaughn Harrison si è qualificato per le sue prime Olimpiadi in entrambe le specialità.

Nel salto in alto Harrison ha vinto superando tutte le misure fino a 2.33m al primo tentativo prima di commettere due errori a 2.36m.

Darryl Sullivan è partito con qualche incertezza (un errore a 2.16m e due errori a 2.24m) ma ha rimesso le cose a posto superando 2.27m, 2.30m e 2.33m al primo tentativo. Shelby McEwen ha valicato l’asticella a 2.30m al primo tentativo ma si è arreso alla quota successiva di 2.33m.

Il campione olimpico di Londra 2012 Erik Kynard è rimasto fuori dalla squadra olimpica con 2.27

Harrison ha fatto successivamente doppietta vincendo anche il salto in lungo con 8.47m, misura che migliora il personale di due centimetri. Marquis Dendy si è piazzato al secondo posto realizzando 8.38m al secondo tentativo.

JuVaughn Harrison (foto Getty Images)
JuVaughn Harrison (foto Getty Images)

Nella sua serie Dendy ha realizzato altri due salti da 8.29m e 8.28m. Lo studente NCAA Steffin MCarter completa il terzetto che volerà a Tokyo eguagliando il personale con 8.26m. il campione olimpico Jeff Henderson non difenderà il titolo a Tokyo dopo il sesto posto dei Trials con 8.08m.

Il programma delle gare dell’ultima giornata è stato ritardato di cinque ore a causa della calura opprimente. La temperatura ha raggiunto i 44°C.

Ju’Vaughn Harrison: “Il ritardo del programma mi ha permesso di avere più tempo per recuperare e mangiare qualcosa. Ero pronto per gareggiare ma non era possibile a causa del caldo”.

1500 metri maschili

Il campione NCAA Cole Hocker ha vinto la finale dei 1500 metri in 3’35”28 precedendo di sei centesimi di secondo il campione olimpico Matt Centrowitz. Il ventiduenne Yared Nigusse ha conquistato il terzo posto in 3’36”19 superando nel finale Craig Engels.

Hocker non ha realizzato il minimo olimpico (3’35”00) ma dovrebbe qualificarsi per le Olimpiadi grazie al ranking di World Athletics.

Hocker diventa l’atleta più giovane a qualificarsi per le Olimpiadi sui 1500 metri dai tempi di Marty Liquori nel 1968. Hocker ha già corso 23 gare dallo scorso Gennaio e in tredici di queste competizioni ha stabilito il record personale.

Matt Centrowicz: “Sono impressionato dai risultati realizzati da Cole Hocker da Gennaio. Non sta dando segnali di rallentamento”.

Cole Hocker (foto IndyStar)
Cole Hocker (foto IndyStar)

5000 metri maschili

Il vice campione olimpico Paul Chelimo ha vinto la finale dei 5000 metri in 13’26”82 davanti a Grant Fisher (13’27”01) e Woody Kincaid (13’27”13). La gara si è svolta al mattino per permettere agli atleti di correre in condizioni climatiche migliori evitando le ore più calde.

Eptathlon femminile

Annie Kunz ha vinto l’eptathlon femminile con il record personale di 6703 punti battendo Kendell Williams (6683 punti) e Erica Bougard (6667 punti). Kunz ha realizzato 12”95 sui 100 ostacoli con vento a favore 15.73m nel getto del peso, 1.81m nel salto in alto, 23”71 sui 200 metri, 6.50m nel salto in lungo, 45.06m nel lancio del giavellotto e 2’15”24 sugli 800 metri.

Prima di questa settimana Kunz aveva un personale di 6153 punti. In tutte le sette prove ha battuto il primato personale o è andata molto vicina a realizzarlo. Kendell Williams ha avuto un’ottima seconda giornata nella quale ha realizzato 6.73m nel salto in lungo e 47.41m nel lancio del giavellotto.

Annie Kunz: “Sono cresciuta molto dal 2019 quando arrivai tredicesima ai Mondiali di Doha. Ho la sensazione che il cielo sia il limite”.

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