Lo statunitense Cordell Tinch ha vinto la medaglia d’oro sui 110 metri ostacoli maschili in un eccellente 12”99 coronando una stagione straordinaria nella quale ha conquistato anche la vittoria nella finale della Diamond League di Zurigo. Tinch è sceso al di sotto dei 13 secondi per la quarta volta dopo i successi di Keqiao in 12”87, di Losanna in 12”98 e di Zurigo in 12”92.

Cordell Tinch: “Dopo una stagione straordinaria sarebbe stato un peccato chiudere senza una vittoria. Bisogna seguire i propri sogni e non mollare mai. Quando ho tagliato il traguardo, ho provato sollievo, Volevo essere il migliore ostacolista del mondo. Mi sono preso una pausa dall’atletica per due anni. Se non mi fossi preso questa pausa, non sarei diventato campione del mondo“.

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Il giamaicano Orlando Bennett si è aggiudicato la medaglia d’argento in 13”08 precedendo il connazionale Tyler Mason (13”12). Lo spagnolo Enrique Llopis ha ripetuto il quarto posto delle Olimpiadi di Parigi in 13”16 precedendo di due centesimi di secondo il primatista giapponese Rachid Muratake (13”18).

Orlando Bennett: “Sono riuscito a correre bene fin dall’inizio. Ho provato a battere Cordell Tinch ma non è stato possibile. La gara è stata una scarica di adrenalina pura. Ora voglio godermi il Giappone, camminare finché le gambe non saranno stanche, visitare teatri e musei”.

Semifinale 110 metri ostacoli

Orlando Bennett, il secondo ostacolista più veloce delle batterie, ha vinto la prima semifinale in 13”27 precedendo Enrique Lllopis (13”29).

Cordell Tinch si é imposto nella seconda semifinale in 13”16. Il primatista svizzero Jason Joseph si è classificato al secondo posto in 13”18. Il giamaicano Demario Prince si è piazzato terzo in 13”22 precedendo per un millesimo di secondo il campione europeo e primatista italiano Lorenzo Simonelli (217 millesimi contro .218).

Dalla terza semifinale vinta dal giamaicano Tyler Mason con il record personale di 13”12 davanti al primatista giapponese Rachid Muratake (13”17) sono arrivati i tempi di ripescaggio per la finale. Il campione NCAA e oro mondiale under 20 Ja’Kobe Tharp si è qualificato con 13”19, mentre il campione francese Just Mathey Kwaou ha corso in 13”22, tre millesimi meglio di Simonelli.

Lorenzo Simonelli: “Era una finale che potevo raggiungere, ci puntavo tanto ma gli altri hanno corso più forte. Ho dato il massimo per poterci arrivare e questo un po’ mi tranquillizza perché comunque più di così non potevo fare in una stagione veramente molto complicata”.

Finale dei 1500 metri femminili

La fuoriclasse keniana Faith Kipyegon ha vinto il quarto titolo mondiale della sua straordinaria carriera sui 1500 metri in 3’52”15. La connazionale Dorcus Ewoi si è aggiudicata la medaglia d’argento migliorando il record personale con 3’54”92. L’australiana Jessica Hull, vice campionessa olimpica e primatista dell’Oceania, si è imposta nella lotta per il terzo posto in 3’55”16 precedendo di nove centesimi di secondo la vincitrice della Finale della Diamond League Nelly Chepchirchir (3’55”25). La campionessa statunitense Nikki Hiltz ha chiuso al quinto posto in 3’57”08 davanti all’etiope Freweyni Hailu (3’57”33)

Kipyegon ha collezionato tre medaglie d’oro alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016, Tokyo 2021 e Parigi 2021 sui 1500m e tre titoli mondiali su questa distanza oltre all’oro iridato sui 5000 metri di Budpaest 2023. Lo scorso Luglio Kipyegon ha migliorato il suo record mondiale sui 1500m con 3’48”68 al Prefontaine Classic di Eugene.

Faith Kipyegon: “Sapevo di essere in grado di difendere il titolo mondiale dopo aver battuto il record del mondo. Ringrazio Dio per aver corso forte. Volevo correre in modo confortevole senza spinte e cadute. Ero un po’ preoccupata dopo aver visto tanti atleti cadere. Volevo correre la mia gara”.

Finale salto in alto maschile

Il neozelandese Hamish Kerr ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto maschile con 2.36m completando la doppietta di titoli nelle grandi rassegne globali dopo la vittoria alle Olimpiadi dove si impose allo spareggio con Sheby McEwen con la stessa misura. Per gli all-blacks della Nuova Zelanda è la seconda medaglia d’oro di questi campionati dopo la vittoria di Geordie Beamish sui 3000 siepi.

Kerr ha avuto bisogno di tre tentativi per superare 2.31m e 2.34m. Il “Flying Kiwi”, come viene soprannominato in patria il saltatore neozelandese, ha stabilito successivamente la migliore prestazione mondiale dell’anno con 2.36m.

Hamish Kerr: “Io e Geordie Beamish abbiamo vinto i titoli mondiali indoor nello stesso giorno. Mi ha dato la motivazione. Dovevo vincere anch’io. E’ fantastico condividere insieme i nostri migliori momenti. L’aspetto che amo di più del salto in alto è il fatto di essere in grado di realizzare delle performance e di regalare un grande show agli spettatori. Ci siamo riusciti stasera. Vincere quando gli atleti non stanno saltando bene non è divertente. Essere in grado di lottare contro avversari forti per la medaglia d’oro è stato davvero speciale”.

Il campione del mondo indoor Sangyeok Woo ha superato 2.28m e 2.31m al secondo tentativo e 2.34m alla terza prova aggiudicandosi la medaglia d’argento tre anni dopo il bronzo dell’edizione di Eugene 2022. Il sudcoreano ha commesso un errore a 2.36m e due a 2.38m.

Il ceco Jan Stefela ha avuto bisogno di tre tentativi per superare la misura di 2.28m. Successivamente Stefela ha valicato l’asticella alla quota di 2.31m alla seconda prova per conquistare il bronzo per un numero minore di errori nei confronti del campione europeo indoor Oleg Doroshchuk. Lo statunitense Ju’Vaughn Harrison ha eguagliato il personale stagionale con 2.28m chiudendo al quinto posto. Il diciannovenne milanese Matteo Sioli si è messo in luce piazzandosi ottavo con 2.24m al secondo tentativo dopo aver iniziato la gara con un salto riuscito alla quota di 2.20m alla prima prova.

Matteo Sioli:“Mi sono divertito tantissimo, non è la misura che mi rispecchia però sono molto felice di essere qui. L’obiettivo era di arrivare in finale, l’ottavo posto per come era iniziata la stagione outdoor direi che è tanta roba. Tra due anni arriverò qui con molta più esperienza e con molta più voglia di vincere. Stasera si poteva fare 2,28 e anche 2,31, sull’ultimo tentativo ho fatto l’errore di iniziare a pensare e mi ha lasciato con tanta fame per l’anno prossimo”.

Lancio del martello maschile

Il canadese Ethan Katzberg ha difeso con successo il titolo mondiale del lancio del martello maschile realizzando la misura di 84.70m in una gara straordinaria nella quale quattro atleti hanno superato la barriera degli 82 00 metri. Katzberg ha collezionato il terzo titolo in una grande rassegna globale di campionato dopo le vittorie ai Mondiali di Budapest 2023 e alle Olimpiadi di Parigi 2024. La prestazione realizzata a Tokyo vale a Katzberg il quinto posto nelle liste mondiali di sempre. Il Canada fa doppietta nel lancio del martello dopo la vittoria di Camryn Rogers nella gara femminile.

Il tedesco Merlin Hummel ha stabilito il record personale con il primato personale di 82.77m aggiudicandosi la medaglia d’argento. Il vice campione olimpico Bence Halasz è salito per la terza volta sul podio iridato in carriera vincendo il bronzo con 82.69m. Mykhaylo Kokhan ha migliorato il record personale con 82.02m chiudendo la gara al quarto posto.

Ethan Katzberg: “Non posso chiedere di più. Tutti gli atleti in gara puntavano alla vittoria. Ci sono stati risultati incredibili. Quattro atleti hanno superato la barriera degli 82 metri. Sono a due metri dal record del mondo ma mi sto avvicinando”.

Semifinali: 400 metri femminili

Sydney McLaughlin Levrone, due volte campionessa olimpica e primatista mondiale dei 400 metri ostacoli, ha vinto la terza semifinale in un eccellente 49”29 migliorando dopo 19 anni il record statunitense di Sanya Richards Ross. McLaughlin Levrone sale al settimo posto nelle liste mondiali all-time. La campionessa mondiale indoor Amber Anning si è qualificata con il primato stagionale di 49”38 battendo la giamaicana Nickisha Pryce (49”46) e la primatista cilena Martina Weil (49”88).

Sydney McLaughlin Levrone: “Questa gara mi dà molta fiducia per la finale. Voglio eseguire bene al meglio anche la finale. Non mi aspettavo di correre così velocemente. Ho ancora molto da dimostrare. Mi sento forte. Ho fiducia nella mia forma. Darò tutto quello che ho nella finale”.

La campionessa europea e primatista polacca Natalia Bukowiecka si è aggiudicata in precedenza la prima semifinale in 49”67 davanti alla campionessa mondiale Marileidy Paulino (49”82) e alla campionessa europea under 23 Henriette Jaeger (49”87).

Selwa Naser, campionessa mondiale a Doha 2019 e argento olimpico a Parigi 2024, ha vinto la seconda seconda semifinale in 49”47 davanti alla cubana Roxana Gomez, che si è qualificata in seconda posizione con il primato stagionale di 49”87.

Semifinale 400 metri maschili

Il botswano Collen Busang Kebinatshipi ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno con 43”61 aggiudicandosi la seconda semifinale. Il giamaicano Rusheen McDonald si è qualificato per la finale grazie al secondo posto in 44”04 precedendo il trinidegno Jereen Richards (44”12). Jacory Patterson, il più veloce delle batterie con 43”90, si è qualificato solo per ripescaggio con il quarto posto in 44”19. Edoardo Scotti è sceso per la seconda volta al di sotto dei 45 secondi in questi mondiali e per la quarta volta in carriera con 44”77 due giorni dopo aver migliorato il record italiano con 44”45 in batteria, tempo che gli ha permesso di entrare nella top ten di sempre nelle liste europee. Scotti è arrivato a due centesimi di secondo dal 44”75 con il quale condivideva il precedente record italiano insieme a Luca Sito.

Il sudafricano Zakhiti Nene ha vinto la prima semifinale in 44”20 davanti al botswano Lee Eppie (44”51) e all’australiano Reece Reece Holder (44”63)

Batterie 800 metri maschili

Il campione olimpico Emmanuel Wanyonyi ha conquistato il successo nella quinta batteria in 1’45”05. Francesco Pernici ha colto il secondo posto in 1’45”11 davanti al primatista irlandese Mark English (1’45”13) con una straordinaria rimonta sul rettilineo finale. Il bresciano è andato subito al comando, affiancato da Wanyonyi. Dopo la penultima curva l’azzurro si è ritrovato in coda al gruppo ma è riuscito a reagire . Nel finale l’azzurro si è allargato in terza corsia per conquistare il secondo posto.

Emmanuel Wanyonyi: “Ero pronto per ogni tipo di gara in batteria e a ogni tattica. E’ stato importante evitare incidenti e risparmiare energie”.

Francesco Pernici: “Sono contento. Il lavoro ha dato i suoi frutti. Ho compiuto il primo passo. Spero di compierne un altro in semifinale. Nel finale si è aperto un varco e sono riuscito ad approfittare dell’occasione”.

Il finalista olimpico Max Burgin ha conquistato il successo nella sesta batteria in 1’44”73. Burgin ha realizzato il terzo miglior tempo britannico della storia con 1’42”36 al meeting di Londra e si è piazzato secondo nella finale della Diamond League a Zurigo dietro a Wanyonyi. Il botswano Tshepiso Maselela si è assicurato il secondo posto in semifinale con 1’44”74.

Max Burgin: “Sono felice del modo in cui è andata la gara. Ho corso bene e mi sono qualificato direttamente per le semifinali. Le batterie sono sempre stressanti. Non si sa mai quanto velocemente vengono corse. Ho affrontato la gara sapendo cosa serviva per qualificarmi. Sono felice di aver lanciato l’attacco a 600 metri

Lo spagnolo David Barroso ha vinto la prima batteria degli 800 metri in 1’44”94 davanti all’algerino Djamel Sedjati (1’45”01). Giovanni Lazzaro, bronzo europeo under 23, ha chiuso la gara all’ottavo posto in 1’47”00.

Giovanni Lazzaro: “Speravo di fare meglio, ma sono contento della stagione iniziata con il titolo italiano indoor e proseguita con il bronzo agli Europei under 23. E’ stato emozionante entrare nello stadio. Spero di avere più esperienza nelle prossime occasioni”.

Lo spagnolo Mohamed Attaoui ha vinto la seconda batteria in 1’45”23 precedendo il keniano Kelvin Kimtai Loti (1’45”35).

Il polacco Maciej Wyderka si è imposto nella terza batteria in 1’46”30 davanti al medagliato mondiale di Budapest 2023 Ben Pattison (1’46”51) e al campione europeo Gabriel Tual (1’46”54). Il sedicenne statunitense Cooper Lutkenhaus si è classificato al settimo posto in 1’47”68. Lutkenhaus si presentava con il tempo di accredito di 1’42”27 con il quale ha migliorato il record del mondo under 18 di Mohamed Aman in occasione del secondo posto ai Campionati statunitensi di Eugene.

L’irlandese Clan Mcphilips si é imposto nella quarta batteria in 1’44”91 davanti allo statunitense Bryce Hoppel (1’45”09) e al giamaicano Tyrice Taylot (1’45”13). Catalin Tecuceanu si é classificato al sesto posto con 1’46”22.

Donovan Brazier, tornato a grandi livelli quest’anno con la vittoria ai Campionati statunitensi di Eugene dopo un grave infortunio, si è aggiudicato l’ultima batteria in 1’44”66 battendo l’algerino Slimane Moula (1’44”77) e il croato Marino Bloudek (1’44”78).

Qualificazioni del salto triplo femminile

La cubana Leyanis Perez Hernandez ha realizzato la miglior misura delle qualificazioni del salto triplo femminile con 14.66m. Perez Hernandez ha vinto il titolo mondiale indoor a Nanchino con 14.93m, la finale della Diamond League di Zurigo e ha realizzato cinque delle migliori sei prestazioni della stagione. La primatista del mondo Yulimar Rojas è tornata a grandi livelli con 14.49m dopo il grave infortunio al tendine d’Achille. Rojas ha vinto l’oro olimpico a Tokyo e sette titoli mondiali indoor e outdoor. Thea Lafond, campionessa olimpica a Parigi 2024, si è qualificata con la quarta miglior misura di 14.40m. La campionessa europea under 20 Erika Giorgia Saraceni ha realizzato la misura di 13.82m al primo tentativo e ha proseguito con due nulli. Per la finale sarebbe servito un salto da 14.00m. Dariya Derkach ha esordito in questa stagione con 13.69m dopo due interventi chirurgici

Yulimar Rojas: “Ho dovuto aspettare questo momento da tanto tempo. E’ meraviglioso tornare in questo stadio. Riuscire a fare di nuovo quello che amo mi rende felice