Il campione olimpico Emmanuel Wanyonyi ha vinto il primo titolo mondiale della sua carriera negli 800 metri stabilendo il record dei Campionati di 1’41”86 in uno straordinario arrivo allo sprint. Wanyonyi è l’ottavo atleta keniano della storia a vincere il titolo mondiale sugli 800 metti.

L’algerino Djamel Sedjati e il campione mondiale in carica Marco Arop hanno corso in meno di 1’42” fermando il cronometro in 1’41”90 e in 1’41”96.

Emmanuel Wanyonyi: “Non volevo dare nulla per scontato. Ho fatto tutto per conquistare la medaglia d’oro. Ora dovrò difendere il titolo mondiale. Voglio diventare due volte campione del mondo. Forse incomincerò a pensare anche al record del mondo. Nei giorni scorsi ho incontrato David Rudisha. Mi ha consigliato di riposare e rimanere concentrato. La gara è stata dura e veloce. Sapevo che sarebbe andata così. Ero preparato mentalmente per questa gara”.

Il giovane irlandese Cian McPhillips si è piazzato al quarto posto migliorando il record nazionale di Mark English con lo straordinario tempo di 1’42”15. Il primatista spagnolo Mohamed Attaoui ha migliorato il primato stagionale con 1’42”21. Il britannico Max Burgin ha tolto sette centesimi di secondo al suo record personale fermando il cronometro in 1’42”29. Il giamaicano Navasky Anderson ha migliorato il record nazionale con 1’42”70 precedendo di sette centesimi di secondo il botswano Tshepiso Maselela. In una delle finali di più alto livello della storia tutti gli otto finalisti sono scesi al di sotto della barriera dell’1’43”.

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Finale 5000 metri femminili

La keniana Beatrice Chebet ha vinto l’attesissima finale dei 5000 metri femminili in 14’54”36 battendo la campionessa mondiale e olimpica dei 1500 metri Faith Kipyegon (14’55”07) e la vice campionessa olimpica e mondiale dei 5000 e dei 10000 metri Nadia Battocletti (14’55”42). Tutte le tre atlete hanno vinto due medaglie alle Olimpiadi. Chebet ha ripetuto la stessa doppietta 5000-10000 metri delle Olimpiadi di Parigi ad un anno di distanza.

Beatrice Chebet: “Correre con atlete del calibro di Faith Kipyegon e Nadia Battocletti, dovevo credere in me stessa. Non è stata una gara facile. Sono venuta qui senza pressioni e sapevo che non dovevo mettermi sotto stress. Se perdi o vinci, devi credere in te stesso e nella possibilità di tornare ancora più forte”.

Battocletti è diventata la seconda donna italiana a vincere una medaglia ai Mondiali sui 5000 metri dopo la valdostana Roberta Brunet nell’edizione di Atene 1997.

Battocletti si è portata in testa a 500 metri dalla fine dopo una prima parte di gara corsa su ritmii lenti (3’17”13 al primo chilometro, 6’19”94 ai 2000m e 9’18”66 ai 3000).

Kipyegon e Chebet hanno tallonato l’azzurra prima di sorpassarla all’inizio del rettilineo opposto. Nadia ha lottato fino alla fine e ha staccato la statunitense Shelby Houlihan e Gudaf Tsegay nella lotta per il terzo posto.

Houlihan ha tagliato il traguardo al quarto posto in 14’57”42 precedendo Tsegay (1457”82). Ad una giornata dalla conclusione l’Etiopia non ha ancora vinto una medaglia d’oro in questa edizione dei Mondiali.

Chebet e Battoceletti sono diventate ottime amiche nonostante la rivalità e si sono abbracciate al traguardo. “StraordiNadia”, come l’azzurra viene chiamata dal suo fan club di Cavareno, è stata festeggiata dai genitori e dal suo ragazzo Gianluca Munari, maestro di sci.

Con l’argento di Nadia Battocletti l’atletica italiana ha vinto la settima medaglia di questi Mondiali. Si tratta del nuovo record di podi in una singola edizione della rassegna iridata.

Nadia diventa la prima donna azzurra a festeggiare due medaglie nella stessa edizione dei Mondiali: ci erano riusciti soltanto Pietro Mennea (argento 4×100 e bronzo 200 nel 1983) e Francesco Panetta (oro 3000 siepi e argento 10.000 nel 1987). Il massimo storico per l’Italia era di sei medaglie in un’edizione a Goteborg nel 1995 con due ori, due argenti e due bronzi.

Nadia Battocletti: “Mi sono detta che era il giorno per provare a osare e sono molto felice e fiera di me stessa. L’idea è balenata alla vigilia insieme al papà-coach Giuliano: ho pensato che forse nei 10.000 avevo perso quell’attimo, anche se probabilmente non sarebbe cambiato il risultato della gara, che mi ha fatto capire di doverci provare. La tattica delle americane, a lungo in testa, mi ha agevolato e a 600 metri dal traguardo quando ho visto salire le africane mi sono messa subito al comando. Trovarmi davanti all’ultimo giro è stato emozionante, ai duecento eravamo un quartetto e ho pensato che comunque non potevo rischiare troppo, si deve essere anche scaltri e le ho fatte passare, cercando di scalare una marcia nel finale. In mente avevo ‘Rain, in your black eyes’ di Ezio Bosso, una melodia che aumenta di ritmo negli ultimi minuti. Ero arrivata qui per mostrare a me stessa che stavo bene, che gli allenamenti prima o poi pagano, e adesso sto raccogliendo tanto. Mi piace trovarmi in questa posizione, mi piace il confronto e la competitività con le migliori al mondo, ma prima e dopo la gara c’è molto rispetto: è proprio questo che mi è sempre piaciuto dell’atletica e che mi ha portato a continuare. E’ stato emozionate turnare nel luogo dove mi piazzai settima nella mia prima Olimpiade. Ringrazio il mio staff e la Federazione che mi coccolano, il mio fan club che mi ha seguito sul maxischermo a Cavareno. E’ importante avere la mia famiglia per condividere con i miei genitori i momenti più belli. Voglio sognare in grande”.

Seconda giornata dell’eptathlon femminile

Anna Hall ha vinto la sua prima medaglia d’oro nell’eptathlon femminile con l’eccellente punteggio di 6888 punti completando la collezione di medaglie dopo il bronzo di Eugene 2022 e l’argento di Budapest 2023. Hall ha vinto il terzo eptathlon di quest’anno dopo i successi a Goetzis con il record personale di 7032 punti e ai Campionati statunitensi di Eugene con 6899 punti. Nella sua carriera Hall ha vinto anche due titoli statunitensi sui 400 metri nel pentathlon ai Campionati statunitensi indoor nel 2023 e ha realizzato primati personali di 54”42 sui 400 metri ostacoli e di 50”82 sui 400 metri e 12”75 su 100 metri ostacoli.

Hall è nata e cresciuta vicino a Denver in Colorado. Il padre David Hall è stato un decatleta e ha giocato come quarterback di football americano e a basket. Le sorelle Kathryn e Julia hanno praticato atletica e tennis. Anna è fidanzata con il giocatore di football americano Darius Slayton.

Anna Hall: “Questa medaglia significa molto per me. Sono davvero contenta di aver vinto la medaglia d’oro. Ho vissuto un periodo difficile a causa di un infortunio nel 2024 e il mio fisico non mi ha permesso di gareggiare al massimo del mio potenziale. In futuro continuerò a lavorare duramente per provare a migliorare in ogni specialità”.

L’irlandese Kate O’Connor si è aggiudicata la medaglia d’argento migliorando il record personale con l’eccellente punteggio di 6714 punti. O’Connor ha stabilito primati personali in cinque gare su sette ed è diventata la prima atleta del suo paese a vincere una medaglia nell’eptathlon ai Mondiali.

La britannica Katarina Johnson Thompson, due volte campionessa mondiale a Doha 2019 e a Budapest 2023, e la statunitense Tallyah Brooks hanno vinto la medaglia di bronzo a pari merito con 6581 punti.

Hall ha concluso la prima giornata in testa con 4154 punti e aveva un vantaggio di 248 punti so O’Connor. Hall aveva solo sette punti di ritardo rispetto al punteggio della prima giornata realizzato in occasione della vittoria al meeting di Goetzis. O’Connor era seconda con 3906 punti dopo le prime quattro prove davanti a Johnson Thompson (3893 punti).

Il ventaggio di Hall si è leggermente ridotto a 217 punti dopo il salto di 6.17m nel lungo, mentre O’Connor ha fatto registrare la misura di 6.22m.

Brooks ha migliorato il record personale nel salto in lungo portandolo all’eccellente misura di 6.79m all’inizio della seconda giornata. Con questo risultato la statunitense è salita al secondo posto nella classifica generale. Johnson Thompson ha ridotto lo svantaggio a soli 50 punti dopo aver realizzato 6.42m nel salto in lungo.

La tre volte campionessa olimpica Nafissatou Thiam si é ritirata dalla gara dop il salto in lungo

Hall ha migliorato il record personale nel lancio del giavellotto con 48.13m mantenendo la testa della classifica con 5856 punti. O’Connor è scivolaata al quarto posto nella classifica generale dopo il salto in lungo ma ha migliorato il record personale nel lancio del giavellotto con 53.06m nel lancio del giavellotto portandosi al secondo posto a 122 punti da Hall.

O’Connor aveva un vantaggio consistente nei confronti di Brooks, che era al terzo posto con 5662 punti dopo aver lanciato il giavellotto a 43.47m. Johnson Thompson inseguiva al quarto posto con 5578 punti dopo aver lanciato a 41.49m

Hall ha tagliato il traguardo in 2’06”08 sugli 800 metri chiudendo la gara al primo posto con 6888 punti. O’Connor ha portato il record personale con 2’09”56 portando il record nazionale con 6714 punti. Hall é diventata la prima specialista statunitense a vincere il titolo mondiale dall’edizione di Stoccarda 1993 in cui si impose Jackie Joyner Kersee.

Brooks ha fermato il cronometro in 2’13”17 chiudendo la prova con lo stesso punteggio di Johnson Thompson, che è si è piazzata al secondo posto in 2’07”38 sugli 800 metri.

Katarina Johnson Thompson: “Non ho parole. Ancora non ci credo. L’ho fatto tante volte ma non è mai facile. Questa medaglia significa molto per me. Non ho festeggaiato finché non mi hanno messo la medaglia al collo. Gareggio da tanto tempo. Non era mai successo prima che due atlete vincessero due medaglie a pari merito. Mi sarebbe spiaciuto se un’atleta avesse perso di un punto”.

La tedesca Sandrina Spremgel si é classificata al quinto posto con 6434 punti, soltanto due in più rispetto dell’olandese Sofie Dokter. La finlandese Saga Vanninen, campionessa europea e mondiale indoor e oro europeo under 23, ha chiuso al settimo posto con 6396 punti davanti alla britannica Jade O’Dowda (6391 punti)

Sveva Gerevini si è piazzata tredicesima con 6167 punti, terza prestazione in carriera al rientro dall’intervento di fine marzo al tendine d’Achille destro. La cremonese ha realizzato la misura di 44.16 nel giavellotto, record personale dopo nove anni, e 2’08”89 sugli 800 metri.

Finale Getto del peso femminile

La due volte campionessa europea indoor e outdoor Jessica Schllder ha arricchito la sua collezione di medaglie vincendo l’oro mondiale con 20.29m tre settimane dopo aver vinto anche la Diamond League a Zurigo.

Jessica Schilder: “Non riesco ancora a credere che sia successo. Non perché non fossi preparata, ma perché non sono stata bene settimana scorsa. Ho avuto la febbre. Per tre giorni. Avevo poca fiducia perché non pensavo che fosse più possibile vincere una medaglia. Il mio allenatore mi ha detto che nulla è impossibile. Gli ho creduto al 100%”.

La campionessa olimpica Maddison Lee Wesche ha guidato fin dal primo tentativo quando ha eguagliato il record personale con 20.06m. Schilder ha superato la neozelandese stabilendo la sua miglior prestazione in una gara di campionato con 20.29m.

Chase Jackson ha acciuffato la medaglia di bronzo con 20.21m al sesto tentativo collezionando la terza medaglia della carriera dopo i due titoli mondiali vinti a Eugene 2022 e Budapest 2023.

Lancio del giavellotto femminile

L’equadoregna Jaleisy Angulo ha vinto il titolo mondiale a sorpresa con il record nazionale di 65.12m nella finale del lancio del giavellotto. Angulo è stata l’unica atleta a superare i 65 metri.

La lettona Anete Sietina ha migliorato il record personale con 64.64m vincendo l’argento davanti all’australiana Mackenzie Little, terza con 63.58m.

Juleisy Angulo: “Il mio obiettivo era raggiungere la finale. Sono molto molto emozionata. La mia compagna di allenamento Flor Ruiz Hurtado vinse l’argento due anni fa a Budapest. Ho pensato che avrei potuto raggiungere questo livello un giorno. Ho sognato la medaglia mondiale da quando ho iniziato a praticare l’atletica. Ho subito due interventi chirurgci”

20 km di marcia femminile

La spagnola Maria Perez ha difeso con successo il suo titolo mondiale nella 20 km di marcia in un eccellente 1h25’54”. Perez ha completato la “doppia doppietta” pochi giorni dopo aver conquistato il secondo oro mondiale nella 35 km.

Perez ha tagliato il traguardo in 1h25’44 all’interno del Japan National Stadium con 12 dodici secondi di vantaggio sulla messicana Alegna Gonzales, che ha stabilito il record nord americano con 1h26’06”.

Maria Perez: “Ho gareggiato in cinque edizioni dei Mondiali e porto a casa la quarta medaglia. Sono la donna più felice del mondo. Non sono venuta qui per fare la storia dello sport mondiale. Sono venuta per migliorare me stessa e non per concentrarmi sul tempo. Non è stato facile ma sono riuscita a trovare il tempo per festeggiare. L’ultima volta che ho gareggiato alle Olimpiadi del 2021 ho provato una sensazione dolce-amara perché mi piazzai quarta, Ora sono davvero felice. Dedico questa medaglia alla mia amica Antonella Palmisano”.

La giapponese Nanako Fuji si è aggiudicata la medaglia di bronzo in 1h26’18” battendo la medaglia di bronzo della 35 km Paula Milena Torres dell’Equador con lo stesso tempo. Per il Giappone è la seconda medaglia in questi mondiali dopo il bronzo vinto da Hayato Kazuki nella 35 km di marcia.

Nanaki Fuji: “Vincere la medaglia di bronzo nel mio paese è davvero speciale. Sono onorata di farlo in Giappone. Sto indossando la medaglia di bronzo in onore del mio allenatore che è morto lo scorso mese”.

Torres ha superato la peruviana Kimberly Garcia durante le fasi finali della gara. Garcia, due volte campionessa mondiale nella 20 km e nella 35 km a Eugene 2022m ha tagliato il traguardo in quinta posizione con il record nazionale di 1h26022”

La primatista mondiale Yang Jiayu, che ha battuto Perez in occasione della vittoria alle Olimpiadi di Parigi 2024m si è piazzata al sesto posto con il primato stagionale di 1h27’16” davanti alla spagnola Wu Qunming (1h28’08”).

Antonella Palmisano, medaglia d’argento sui 35 km nella prima giornata di questi campionati, si éritirata dopo il decimo km. Al traguardo Palmisano ha abbracciato l’amica Maria Perez.

L’azzurra Alexandrina Mihai, campionessa europea under 23, si è piazzata al quindicesimo posto in 1h29’44”, due posizioni meglio di Federica Curiazzi, diciassettesima in 1j29’48”.

Antonella Palmisano: “Sapevo che avrei potuto pagare la stanchezza muscolare e l’avevo messa in conto. Non mi spaventava il ritmo forte, cercavo di esserci, ma le gambe hanno smesso di rispondere. Dopo il ritiro di Parigi mi ero ripromessa di non sminuirmi, devo essere contenta del mio percorso e di tornare a casa con un argento. Ho voluto aspettare al traguardo Maria Perez, in segno di riconoscenza per la nostra amicizia”.

Sette donne sono rimaste in lotta per le medaglie a metà gara. Perez e Leon sono transitate al 10 km in 44’37” davanti a Yang, Gonzales, Fuji, Wu e Torres.

Perez ha spinto sull’acceleratore insieme a Gonzales, Fuji e Leon, Il quartetto è transitato al 15 km in1h04’59”. Perez ha sferrato l’attacco decisivo al 16 km prendendo un vantaggio di tre secondi su Gonzales e Fuji. Perez ha preso un vantaggio di nove secondi su Gonzales al 18 km.

20 km di marcia maschile

Il brasiliano Caio Bonfim si è aggiudicato il titolo mondiale nella 20 km in 1h18’35”. Bonfim ha superato il cinese Zhaozhao Wang e lo spagnolo di origini scozzesi McGrath durante l’ultimo giro.

Caio Bonfim: “Ho superato gli atleti cinesi e lo spagnolo nell’ultimo giro. Ho perso il mio anello nuziale durante il terzo km. Credo che mia moglie accetterà questa notizia perché ho vinto. Dedico la vittoria ai miei figli. Il più grande dei miei figli Miguel mi ha detto che aveva nostalgia di me. La mia vittoria compenserà questa assenza”.

Il cinesse Wang Zhaozhao si è classificato al secondo posto in 1h18’43” aggiudicandosi la seconda medaglia della sua carriera ai Mondiali dopo aver conquistato il titolo ai Campionati Asiatici dello scorso Maggio.

Paul McGrath ha vinto il bronzo in 1h18’45” aggiudicandosi la prima medaglia della sua carriera. McGrath è figlio di madre spagnola e di padre scozzese, che ha trasmesso al figlio la piassione per il calcio e per la squadra scozzese del Celtic Glasgow.

Decathlon maschile (prima giornata)

Lo statunitense Kyle Garland guida la classifica del decathlon con 4707 punti, solo sette in meno rispetto al punteggio della prima giornata dei Campionati statunitensi di Eugene dove vinse stabilendo il record personale di 8869 punti. Il norvegese Sander Skotheim è secondo con 4543 punti, a 68 punti dalla prestazione dopo la prima giornata in occasione della migliore prestazione mondiale dell’anno e record nazionale di 8909 punti realizzata al meeting di Goetzis.

Garland ha aperto la gara con 10”51 sui 100 metri prima di saltare 7.92m nel salto in lungo prendendo il comando. Lo statunitense ha lanciato successivamente il disco alla misura di 17.02m.

Il campione mondiale indoor e outdoor Sander Skotheim ha esordito con 10”91 prima di sfiorare il muro degli 8 metri con 7.97m nel lungo. Il norvegese ha realizzato la misura di 14.50m nel getto del peso e ha superato la misura di 2.14m. Garland ha valicato l’asticella a 2.11m.

Skotheim ha corso I 400 metri in 47”86, mentre Garland ha tagliato il traguardo in 48”73.

Damian Warner, campione olimpico a Tokyo 2021, ha dovuto rinunciare a gareggiare per un infortunio al tendine d’Achille durante il riscaldamento.

Semifinali Staffetta 4×100

I campioni olimpici del Canada Aaron Brown, Jerome Blake, Brendon Rodney e André De Grasse hanno vinto la prima semifinale in 37”85 battendo il quartetto statunitense composto da Christian Coleman, Ronnie Baker, Trayvon Bromell e T’Mars McCallum, secondo con 37”98 davanti alla Germania (38”12). Il team giamaicano composto da Ackeem Blake, dal campione olimpico dei 100 metri Oblique Seville, da Ryiem Forde e dal vice campione olimpico e mondiale Kishane Thompson hanno sbagliato l’ultimo cambio.
La staffetta 4×100 azzurra composta da Fausto Desalu, Marcell Jacobs, Lorenzo Patta e Matteo Melluzzo è stata eliminata con il sesto posto in 38”52. La gara degli azzurri è stata condizionata da un errore tra Marcell Jacobs e il primo frazionista sudafricano Shaun Maswanganyi al suo esterno. Dopo un ricorso il Sudafrica ha avuto la possibilità di correre da sola in una gara di ripescaggio nella sessione mattutina dell’ultima giornata con l’obiettivo di correre in meno di 38”34, ultimo tempo utile di qualificazione per l’ammissione alla finale. Il ricorso italiano è stato respinto.

Il Ghana (Ibrahim Fuseini, Benjamin Azamati, Joseph Paul Amoah, Abdul Rasheed Saminu) ha vinto la seconda semifinale con il record nazionale di 37”79 davanti all’Olanda (37”96) e al Giappone (38”07)

Semifinali staffetta 4×100: femminile

Il quartetto giamaicano composto da Jodean Williams, dalle gemelle Tia e Tima Clayton e Jonelle Smith ha vinto la batteria della staffetta 4×100 in 41”80 davanti alla Spagna (42”53)

Le statunitensi Jaious Sears, Twanisha Terry, Kayla White e Sha’Carri Richardson si sono aggiudicate la seconda semifinale in 41”60. L’ultima frazionista tedesca Gina Luckenkemper ha guidato la Germania al secondo posto in 41”86 davanti alla Gran Bretagna (41”88)

Il Canada ha stabiliito il record nazionale con 42”88. La Polonia si è qualificata per la finale con 42”83.

Sfortunata l’Italia a causa dell’infortunio di Vittoria Fontana, costretta a fermarsi in curva per un problema alla coscia sinistra. Gloria Hooper è riuscita a prendere il testimone che arriva alle altre frazioniste Dalia Kaddari e Alessia Pavese che terminano la prova al sesto posto in 49”41.

Semifinali staffetta 4×400

Il Sud Africa ha vinto la prima batteria in 2’58”81. Il Qatar si è qualificato per la semifinale in seconda posizione con l record nazionale di 3’00”15 battendo l’Olanda (3’00”23)

Gli Stati Uniti non sono riusciti a qualificarsi direttamente per la finale dopo una collisione con i team dello Zambia e del Kenya al terzo cambio. Il team statunitense è stato ammesso a correre di nuovo la batteria insieme al Kenya. Lo Zambia è stato invece squalificato.

Il Botwsana guidato da Letsile Tebogo ha realizzato il miglior tempo delle semifinali con 2’57”68 precedendo il Belgio (2’57”98). La Gran Bretagna è stata promossa in terza posizione in 2’58”11 dopo la squalifica dell’Australia.

Semifinale staffetta 4×400 femminile

La formazione statunitense formata da Alexis Holmes, Rosey Effiong, Quanera Hayes e Britton Wilson ha realizzato la migliore prestazione mondiale dell’anno con 3’22”53 battendo il Belgio (3’23”96)

La Giamaica (Dejanea Oackley, Stacey Ann Wiiiams, Roneisha McGregor e Nickisha Pryce) ha vinto l’altra semifinale con 3’22”77. La campionessa europea under 23 Henriette Jaeger ha trascinato la Norvegia al record azionale con 3’23”84.

Il quartetto italiano con Anna, Polinari Virginia Troiani Alessandra Bonora e Alice Mangione si è qualificato con il quarto posto per la finale con 3’24”71, ultimo crono di recupero. Le azzurre corrono il terzo tempo italiano di sempre, a poco più di un secondo dal record di 3’23”40 realizzato nella scorsa stagione, e centrano l’ingresso in finale per la terza edizione consecutiva della rassegna iridata.

Qualificazione del lancio del disco maschile:

Il campione del mondo in carica Daniel Stahl ha realizzato la migliore prestazione della qualificazione con 69.90m precedendo Kristjan Ceh (68.08m). i fratelli lituani Martinas Alekna e Mykolas Alekna si sono qualificati con 67.15m e 65.39m