Catherine Bertone - Berlino (Foto Colombo Fidal)
Catherine Bertone - Berlino (Foto Colombo Fidal)
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Prima di realizzare questo redazionale devo dichiarare i miei limiti di conoscenza sulle gare in strada ( maratone, mezze, marcia) e questo può rendere quel che scriverò, magari scontato, per i tantissimi appassionati di queste discipline che, tra l’altro, sono praticate a vari livelli da decine di migliaia di persone in tutta Italia.

Lo ammetto, io Catherine Bertone la conoscevo molto poco e, quando ho letto l’altro giorno della sua incredibile prestazione, nella MezzAosta, dove ha stabilito, di fronte al pubblico di casa, la sua miglior prestazione in carriera nella mezza maratona con il tempo di 1h12:39, mi sono un po’ vergognato.

Chi ama l’atletica, infatti, non può non conoscere la storia di questa atleta per cui non riesco a trovare un aggettivo idoneo, quelli che ci sono mi sembrano banali e scontati. Tutto quello che mi viene da dire, rimanendo senza parole a leggere il suo percorso di vita, è che rappresenta un esempio straordinario da cercare di seguire, certamente una bellissima immagine per tutta l’Atletica Italiana.

Per quelli che, come me, ne sanno poco, ricordo che Catherine è una signora italo- francese, di padre italiano e madre bretone, che è nata 47 anni fa in Turchia, dove il padre lavorava per la Fiat, che ha vissuto la sua infanzia in Brasile, che parla perfettamente 3 lingue (inglese, francese e portoghese) oltre naturalmente all’italiano, che è laureata in medicina, specializzata in malattie infettive, che lavora in un pronto soccorso pediatrico, dove spesso fa anche i turni di notte e, infine, che è madre di due splendide figlie.

Cercando di fare una veloce ricerca in merito alla sua passione sportiva e alla sua carriera, ho scoperto che i suoi primi importanti risultati sono arrivati nel 2011, all’età di 39 anni quando, dopo la nascita della sua seconda figlia decide, dopo tanti anni di attività di corsa amatoriale/master, di applicarsi in maniera più costante e succede l’incredibile, con un grande 2h36:00 alla maratona di Berlino.

Da quel momento la prospettiva e gli obiettivi dell’atleta valdostana cambiano e decide, con una forza di volontà e sacrificio senza eguali, di provare a migliorarsi ancora per cercare di gareggiare in manifestazioni sempre più prestigiose.

La sua determinazione non conosce ostacoli, da allora e, addirittura, un problema fisico, avuto nel 2013, che ne aveva rallentato la preparazione, la spinge a cimentarsi nella corsa in montagna dove sentiva meno il problema avuto e la fa arrivare, nel 2014, nona ai campionati del mondo in Colorado e poi, l’anno successivo, addirittura al bronzo, sempre in questa disciplina, nei mondiali di Zermatt.

I principali risultati

  • Medaglia di bronzo mondiali di corsa in montagna nel 2015
  • Campionessa italiana di maratona nel 2015
  • Primatista mondiale master MF 45 nella maratona nel 2017
  • PB nella maratona di 2h28:34 che le è valso il primato del mondo master
  • 28esima ai campionati europei di Amsterdam 2016
  • Argento a squadre ad Amsterdam 2016
  • 25esima Olimpiadi di Rio 2016
  • Ottava europei di Berlino 2018 maratona
  • Argento Coppa Europa maratona Berlino 2018
  • 5 presenze in nazionale assoluta
  • PB nella mezza maratona di 1h12:39 nel 2019

In tutto questo, dopo una partecipazione alle Olimpiadi di Rio, a 44 anni, Catherine avrebbe avuto, quest’anno, la possibilità e la condizione di preparare la maratona di Doha ma ha dovuto rinunciare, per una questione etica.

Nell’Ospedale di Aosta, dove lavora, le hanno fatto presente che sarebbe stato complicato, per carenza di personale, concederle un’aspettativa, di un mese, indispensabile all’atleta per preparare, in maniera specifica, una gara al massacro, nelle condizioni climatiche che ci sarebbero state in Qatar.

Un vero peccato ma, a mio avviso, un‘ennesima grande opportunità perchè, oggettivamente parlando, quella gara di Doha, in quelle situazioni, le avrebbe tolto tantissime energie e, invece, così, sono certo che avrà ancor più voglia, anche se sembra impossibile, per mettersi di nuovo in gioco e tentare l’ennesima impresa della sua carriera, quella di partecipare a Tokio, a 48 anni, alla sua seconda Olimpiade.

Da oggi io sarò uno dei suoi tantissimi tifosi e spero, a brevissimo, di poterla intervistare per il nostro quotidiano.