Antonio La Torre (Foto Fidal Colombo)
Antonio La Torre (Foto Fidal Colombo)
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La sensazione immediata che deriva dal conoscere Antonio La Torre è quella di una persona di poche parole ma di tanti fatti, come dimostra il suo vastissimo curriculum didattico e sportivo, cito tra l’altro che è stato, per vent’anni, l’allenatore di Ivano Brugnetti ricordato soprattutto per la medaglia d’oro olimpica, nella 20 Km. di marcia di Atene 2004.

Antonio, alla immediata vigilia della sua partenza per Doha, pur tra mille impegni, ha accettato cortesemente di rispondere a quattro veloci domande di sprintnews.it.

Ciao Antonio, grazie innanzitutto per la tua disponibilità. Vorrei sapere, per prima cosa, quali sia stato, in questo tuo primo anno da Direttore Tecnico della Nazionale, il momento più bello e quello più brutto?

Senza dubbio, alla fine dei Campionati Europei di Bydgoszcz, dove abbiamo ottenuto uno straordinario risultato di squadra, ho provato una grande soddisfazione non solo per il risultato tecnico ma anche e soprattutto perchè c’era stata quella trasformazione “da io a noi”, da me tanto auspicata.

Ho avuto modo, nel corso di quest’anno, di dialogare tantissimo con i vari tecnici degli atleti, attraverso un confronto, talora aspro, ma improntato sul massimo rispetto. Alla fine il mio principio del “basta alibi” è stato recepito e i risultati si sono subito visti.

Il momento peggiore è stato certamente la morte di Alessio Giovannini, persona che conoscevo da tantissimi anni, a me particolarmente cara.

Ti ringrazio per questo ricordo di Alessio che non sarà mai dimenticato. Ti chiedo, adesso, il nome di un atleta per cui vorresti un mondiale speciale, nel senso che te lo auguri di cuore, per tutta una serie di problemi che possa aver affrontato da un punto di vista umano.

Senza dubbio Gimbo Tamberi. 3 anni fa era destinato a fare una grandissima Olimpiade da protagonista e la mano del destino si è messa in mezzo precludendogli il suo grande sogno. Il suo impegno e la sua passione agonistica lo hanno riportato ad altissimi livelli e gli hanno fatto ottenere ancora ottimi risultati. Mi auguro di cuore che, in questo mondiale, possa ottenere quanto si è prefissato.

Ora la domanda che tutti ti hanno già fatto. Le tue aspettative di medaglie e quelle delle finali da raggiungere.

Sono convinto che sia Massimo Stano che Eleonora Giorgi possano lottare, ad armi pari, per il podio. Credo anche che tutti gli atleti delle gare in strada possano fare bene e piazzarsi in buone posizioni.

Per le finali auspico 8/10 atleti, tra cui 3 staffette, che hanno buone possibilità. Preferisco non fare nomi precisi anche se uno l’abbiamo già nominato e poi, se proprio devo farne uno, devo dire che ho una grandissima fiducia ed aspettativa sulle prestazioni di Luminosa Bogliolo.

Grazie veramente Antonio. Nel fare il più grosso in bocca al lupo a te e a tutti i nostri 66 eroi, un’ultima velocissima domanda. Chi vince i 100 metri?

Christian Coleman, ma speriamo che in finale ci sia anche qualche maglia azzurra.