La grande bellezza di Gaia Sabbatini

Intervista esclusiva alla Regina, dei social, dell'Atletica femminile. La sua bellezza esteriore è indiscutibile ma, quella interiore, è ancora più forte e l'ha portata ad essere una grande Atleta che vanta già 7 titoli italiani.

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Vent’anni, promettente specialista degli 800 e 1500 metri, Gaia Sabbatini è l’indiscussa leader femminile, dell’Atletica Leggera, nella classifica dei followers su Instagram, ben 72.000, dato che la pone al terzo posto assoluto tra tutti gli atleti italiani dietro al molto social Gimbo Tamberi e al poco, Filippo Tortu.

Certo, Instagram è il sito dei giovani che amano le immagini e quelle di Gaia sono tutte particolarmente belle, perché lei si presta molto in tal senso ma, dietro la sua figura statuaria e i suoi stupendi occhi verdi, c’è una passione infinita per l’Atletica che la spinge, giorno dopo giorno, a fare enormi sforzi per cercare di raggiungere i suoi sogni di Atleta.

E’ una storia come tante, di ragazze o ragazzi che sacrificano, in parte, la loro gioventù, per seguire degli obiettivi sportivi ma, nel caso di Gaia, mi piace sottolineare come i suoi canoni di bellezza le consentirebbero, magari, di scegliere strade meno faticose e, per certi versi, più divertenti, ma il fatto che lei ritenga i valori dell’Atletica più importanti di tutto il resto, la fa apparire ancora più bella.

La sua vita, tra l’altro, non è stata certamente semplice, essendo stata funestata, nel 2014, dalla gravissima perdita del padre, nota guida alpina e, come se non bastasse questa immane tragedia, ha dovuto anche subire l’umiliazione di una bocciatura, nel 2016, dal liceo classico che frequentava a Teramo perché, incredibilmente, non venivano accettate determinate sue assenze per ovvii motivi agonistici.

Il suo palmares sportivo è stato, sinora, molto interessante avendo conquistato ben 6 titoli italiani juniores tra il 2017 e il 2018 (il primo all’aperto, negli 800, al compimento del suo diciottesimo anno di età) e 1 titolo italiano promesse, quest’anno a febbraio.

A livello internazionale ricordo, in particolare, un ottavo posto ai Campionati Europei Juniores di Grosseto del 2017 e una finale sfiorata ai Campionati Mondiali di Tampere, sempre under 20, nel 2018.

Da qualche mese è entrata meritatamente a far parte delle Fiamme Azzurre, dopo essersi trasferita a Roma ed aver cambiato tecnico, essendo allenata ora da Andrea Ceccarelli che ha sostituito il suo primo allenatore di Teramo, Marcello Vicerè.

A dire il vero, il 2019, dopo l’ottimo titolo italiano promesse nei 1500, non è stato brillantissimo ed allora mi fa molto piacere poterla intervistare per parlare della sua stagione passata, del suo presente e, ovviamente, del suo futuro.

Ciao Gaia, grazie per aver accettato il mio invito a raccontare un po’ di te. Nella premessa ho parlato di un anno trascorso in cui hai avuto qualche problema, specie nel periodo all’aperto. Da cosa è dipeso?

In effetti il 2019 non è andato come sperato. Fondamentalmente è stata più una questione di testa piuttosto che fisica, anche se poi ho avuto, in inverno, dei problemi al nervo sciatico che mi sono trascinata per vari mesi.

Il punto principale, però, è stato che quest’anno ho fatto la maturità dell’Istituto Agrario. Essendomi trasferita, a novembre 2018, a Roma, ho seguito un percorso speciale, gentilmente concessomi dalla mia scuola di Teramo, che mi ha portato a passare, almeno 1 settimana al mese lì con, di conseguenza, un grande dispendio di energie mentali.

Per finire c’è stato un momento della stagione in cui mi sono, anche, sentita molto stanca, con poco energie fisiche e, dopo gli opportuni accertamenti, è emerso come fossi molto carente di ferro e tendente ad esserlo per cui, adesso, grazie a un nutrizionista, sto anche sopperendo a tale problematica.

Mi sembra molto interessante, a tal proposito, il tuo trasferimento nella capitale, coincisa con il tuo cambio di tecnico, da Marcello Vicerè ad Andrea Ceccarelli. Come mai questa scelta?

Il 2018 è stato un buon anno, l’ultimo da juniores, con 4 titoli italiani, 1 vittoria a un triangolare internazionale, i mondiali di Tampere. Nel passaggio alla categoria successiva sentivo, però, che mi serviva qualcosa di più per cercare di raggiungere i miei sogni di Atleta.

Io sono di Teramo, cittadina che amo ma che ha qualche limite, a livello di strutture sportive, per cui quando mi è stata offerta la possibilità di trasferirmi a Roma, l’ho presa al volo e sono molto felice di questa mia scelta. Con Marcello, ovviamente, nessun problema ma lui è di Teramo e non poteva seguirmi. 

Quando ci vediamo al campo, ogni volta che torno a casa, come oggi ad esempio, lui mi aiuta ancora se devo fare qualche allenamento particolare e gli sono molto grata per quanto ha fatto per me.

So che, a Roma, vivi nel Centro Sportivo Castelporziano, località Infernetto (ad Ostia), che sicuramente è una bellissima struttura per gli atleti ma che, di fatto, è una caserma, in un posto anche un po’ isolato.
Quest’anno, nell’ambito di una riunione della velocità organizzata a Rieti, avevamo invitato il velocista canadese Aaron Brown che ci aveva chiesto di poter arrivare in Italia, qualche giorno prima, con la fidanzata.
La sera che sbarcò, grazie alla collaborazione delle Fiamme Gialle lo facemmo ospitare proprio a Castelporziano e, chi li accompagnò mi raccontò che la ragazza del campione canadese, arrivata davanti alla struttura, disse meravigliata: “vi siete sbagliati questo è un carcere”.
Una ragazza come te, di vent’anni, non soffre un po’ in un contesto del genere?

Conosco bene l’episodio che mi hai raccontato, pensa che la sera che sono arrivati, era una domenica, li abbiamo accolti proprio io e Martina(Tozzi) e li abbiamo accompagnati alla loro stanza. Non avevano le facce felici e, alla fine, non ci hanno nemmeno ringraziate.

In ogni caso, per certi versi, c’è un po’ di sacrificio ma, allo stesso tempo, è uno stimolo a seguire una vita ancor più equilibrata per raggiungere determinati obiettivi perché, senza regole, non si va da nessuna parte.

Però, non sono neanche in clausura, dentro c’è un bel gruppo di atleti, sono diventata molto amica di Martina e insieme, anche con gli altri, quando possibile usciamo, andiamo a cena e riusciamo certamente a divertirci.

A proposito di cene, che rapporto hai con il cibo, fai fatica a mantenere la tua forma perfetta?

Mi piace tantissimo mangiare ma è evidente che, se si vuole essere atlete professioniste, bisogna fare dei sacrifici anche in questa direzione.

Parlando sempre del Centro Sportivo dove ormai vivi, è la sede del Gruppo delle Fiamme Gialle mentre tu, di fatto, da giugno sei stata arruolata dalle Fiamme Azzurre. Come mai?

Non avrei potuto essere arruolata nelle Fiamme Gialle perché loro hanno già la mia amica Martina che fa le mie stesse specialità e che, tra l’altro, è per me un grande aiuto e stimolo in allenamento.

Pur avendo avuto alcune proposte anche da altri gruppi, ho scelto le Fiamme Azzurre perché è un Corpo Militare che mi aveva sempre affascinato.

Sono, ovviamente, molto grata al Gruppo Militare delle Guardia di Finanza che mi dà la possibilità di allenarmi e vivere all’interno della sua struttura.

800 e 1500, in entrambe le gare hai ottenuto buonissimi risultati ma, consentimi di dire che sei anche abbastanza veloce, avendo corso dei discreti 400 per essere una mezzofondista. Qual’è la gara che ti piace di più e dove ti senti proiettata per il futuro?

Sicuramente i 1500, non so spiegarti bene perché ma è la competizione che sento più mia e dove penso di poter ottenere i maggiori risultati. Ti dico la verità, l’ho sempre un po’ sofferta nel senso che ho sempre la paura intrinseca di non riuscire ad arrivare al traguardo, ma è un timore che sto superando.

Pensa, io ti vedo più portata per gli 800 ma è solo una mia idea. Quindi vuoi abbandonare questa distanza?

Assolutamente no, continuerò su entrambe, sono ancora giovane per fare tante esperienze e, alla fine, magari hai ragione tu, dipende tutto dal cronometro che è sempre sovrano.

Come va la preparazione per il 2020, quali i prossimi impegni e gli obiettivi per la grande e lunga stagione all’aperto?

Va tutto bene, sono molto carica, determinata e con la mente totalmente libera adesso. Con Andrea non abbiamo ancora perfettamente delineato la stagione indoor ma, sicuramente, farò qualche gara e ti prometto che sarai uno dei primi a saperlo.

Il sogno più realistico, all’aperto, sono gli Europei di Parigi a fine agosto. Per le Olimpiadi preferisco pensare sempre alla capitale francese, ma nel 2024. 

Sei veramente una grande atleta e una bellissima persona, con valori enormi ma non posso non chiederti come è nata l’altra tua passione, quella per Instagram, di cui sei la Regina incontrastata delle Atlete Italiane.

Ti ringrazio di cuore per i complimenti. In merito a Instagram non c’è un motivo preciso, mi è sempre piaciuta questa piattaforma dove si possono pubblicare le proprie foto e ho cominciato, quattro/cinque anni fa, a farlo con una serie di hashtag accanto.

Non vi era nessun fine particolare ma, giorno dopo giorno, vedevo che acquisivo followers ed ora, incredibilmente, sono quasi 72.000.

Le tue foto sono veramente tutte molto belle e artistiche. Immagino tu sia aiutata da qualcuno in questo?

No, faccio tutto da sola, da sempre, semplicemente con l’ausilio di qualche amica/amico che me le scatta. E’ una cosa che mi diverte. 

Un sincero ringraziamento a Gaia per il tempo che mi ha dedicato. Nel farle il più grande in bocca al lupo per la splendida stagione che si merita, la mia speranza personale è che la sua storia di giovane ragazza, bellissima fuori e dentro, possa essere di stimolo ed esempio per tante altre come lei.
Gaia Sabbatini (foto di archivio)
Gaia Sabbatini (foto di archivio)

 

 

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