Eliud Kipchoge Ineos 1:59 Challenge
Eliud Kipchoge
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Eliud Kipchoge e il sogno di essere il primo uomo sotto le due ore in maratona. Per quanto possa sembrare assurdo, non è una sfida impossibile (nel breve termine, s’intende). Il keniano ci aveva già provato nel 2017, sul circuito dell’Autodromo di Monza. Mancò l’impresa di appena 25 secondi.

Sono passati due anni, in mezzo lo stratosferico record (ufficiale) di 2h01’39” a Berlino. Dalla vittoria alla London Marathon dell’aprile scorso, Eliud ha avuto occhi solo per un progetto: l’Ineos 1:59 Challenge. In programma la mattina di sabato 12 ottobre (a meno di rinvii per cattivo tempo) al Parco Prater di Vienna.

Condizioni perfette

Il miliardario inglese Jim Ratcliffe ci ha visto giusto, nel promuovere un’iniziativa che sta avendo una risonanza mondiale.

La sua Ineos ha avuto un ruolo chiave nella sponsorizzazione e nella promozione dell’evento, con tanto di canale Youtube, dal palinsesto incessante di interviste e documentari su tema del limite, che trasmetterà la sfida di Kipchoge, in diretta streaming, con tutta probabilità, la mattina presto secondo le esigenze del protagonista.

Nulla è lasciato al caso: la città di Vienna è stata scelta proprio per il clima favorevole in questo mese.

Oltre a una preparazione meticolosa e senza intoppi, marchio di fabbrica del 34enne keniano, Eliud potrà contare sull’aiuto di ben 41 lepri, che detteranno il ritmo prestabilito e si alterneranno in testa alla carovana per schermare il vento, in un complesso gioco di soste e ripartenze che è proprio la ragione principale per cui la IAAF non potrà (come già nel 2017) ratificare l’eventuale record.

Lepri d’eccezione

Che lo sponsor non abbia badato a spese, lo si vede anche scorrendo l’elenco dei pacer. E d’altra parte, dettare il ritmo ad un fuoriclasse come Kipchoge (2’50″/km!) è un lusso che possono permettersi solo altri campioni.

Tra questi, i tre fratelli Ingebrigtsen, l’oro olimpico del 1500 metri Matt Centrowitz, il vecchio leone Bernard Lagat (ancora competitivo a 45 anni!) e un maratoneta da 2h04′ come Justus Kimutai.

E non finisce qui: a leggere gli altri nomi (in primis quelli di Julien Wanders, record europeo di mezza maratona, e di Selemon Barega, rivelazione dei 5000 metri degli ultimi anni), si scopre che la crème de la crème del mezzofondo e del fondo mondiale si è prestata alla causa.

Saranno gli alfieri del re della maratona in quella che anche loro, evidentemente, percepiscono come un’impresa epocale.