Veronica Inglese (Foto Fidal)
Veronica Inglese (Foto Fidal)
Fastweb Casa ADSL

Veronica Inglese atleta dell’Esercito, barlettana come Pietro Mennea, è una grande mezzofondista, capace di ottenere in carriera ben 12 titoli italiani, in varie categorie, una medaglia di bronzo ai campionati europei juniores, nel 2010 in Serbia, nei 5000 metri e soprattutto, una medaglia d’argento ai campionati europei assoluti di Amsterdam del 2016, nella mezza maratona.

Da ricordare che, sempre in quell’anno, probabilmente il migliore della sua carriera, ottenne anche un ottimo sesto posto, sempre agli europei di Amsterdam nei 10000 metri e poi un buon trentesimo posto nella finale, sempre dei 10000 metri, alle Olimpiadi di Rio.

Da allora, purtroppo, una serie molto lunga di problemi fisici, ne hanno condizionato la preparazione in maniera importante e impedito di presentarsi alle competizioni dove, peraltro, è tornato quest’anno, per un test nella sua città natale, vincendo a maggio la ViviBarletta.

Ma non tutti i problemi sono stati risolti e l’ultima notizia ufficiale di lei è di agosto quando, in un comunicato ufficiale della Fidal, è emersa la necessità di un piccolo intervento chirurgico per risolvere un problema al piede sinistro emerso nel mese di giugno (morbo di Haglund). L’operazione è stata eseguita, ad Arezzo, il 2 settembre, dal professor Giuliano Cerulli.

Non conosco i tempi di recupero previsti e non ho trovato nessuna informazione, on line, in giro. Sono certo, però, che la grande passione, spirito di sacrificio e talento di Veronica saranno più forti di questo ennesimo contrattempo e che l’atleta barlettana potrà, presto, riprendere la preparazione per cercare di salire, anche lei, sull’aereo per Tokio.

A brevissimo cercherò di intervistarla in merito alle sue condizioni fisiche e, anche, sul bellissimo progetto di cui si è fatta carico, proprio negli ultimi mesi, insieme al suo compagno Eusebio Haliti, di rilanciare la società sportiva GS Avis Barletta, quella dove nacque atleticamente, in un’epoca dorata, il leggendario Pietro Mennea.