Il 2021 dello sprint nel mondo

    Le imprese di Jacobs e degli altri grandi protagonisti nelle gare di velocità

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    Mentre la nuova stagione sta definitivamente entrando nel vivo, e in questo fine settimana avremo le prime riunioni in pista al coperto in vari palazzetti italiani, continuiamo la retrospettiva di quanto accaduto nell’anno appena trascorso con il settore più spettacolare e avvincente, quello della velocità, che tante gioie ha regalato ai nostri colori nazionali.

    E non potremmo farlo che iniziando con la gara regina dell’atletica, i 100 metri che mai come quest’anno, tra gli uomini, sono stati così incerti senza che ci sia stato un reale dominatore, ma sempre aperti ad ogni risultato come quello sorprendente dei Giochi di Tokyo.

    L’azzurro Marcell Jacobs ha conquistato la medaglia d’oro alle Olimpiadi stabilendo due record europei con 9”84 in semifinale e 9”80 in finale, il terzo tempo vincente più veloce nella storia delle manifestazioni a cinque cerchi, dopo le super prestazioni del suo predecessore Usain Bolt a Pechino 2008 (9”69) e a Londra 2012 (9”63).

    Jacobs ha iniziato il suo anno d’oro vincendo la medaglia d’oro agli Europei Indoor di Torun sui 60 metri stabilendo il record italiano e la migliore prestazione mondiale dell’anno con 6”47.

    Lo sprinter allenato da Paolo Camossi ha proseguito il suo periodo straordinario stabilendo il primato italiano con 9”95 al Memorial Giulio Ottolia di Savona. Nel circuito della Diamond League si è piazzato secondo a Stoccolma in 10”05 e terzo a Montecarlo con 9”99 prima di raggiungere il top della forma in occasione delle Olimpiadi.

    Fred Kerley, conosciuto fino all’inizio di quest’anno soprattutto come un quattrocentista, ha vinto la medaglia d’argento olimpica stabilendo il primato personale sui 100 metri con 9”84. Il canadese André De Grasse ha conquistato la seconda medaglia di bronzo per la seconda Olimpiade consecutiva migliorando il record personale con 9”89.

    I primi sei classificati sono scesi sotto i 10 secondi per la quarta finale olimpica di fila. Il cinese Su Bingtian e lo statunitense Ronnie Baker hanno corso la semifinale delle Olimpiadi in 9”83 precedendo Jacobs di un centesimo, ma non sono riusciti a salire sul podio. Per Su Bingtian si è trattato del nuovo primato asiatico.

    Trayvon Bromell ha stabilito la migliore prestazione mondiale dell’anno con 9”77 ad inizio Giugno a Miramar e ha vinto i Trials olimpici statunitensi a Eugene con 9”80 ma non si è qualificato per la finale olimpica dopo aver corso la semifinale in 10”00.

    Bromell si è riscattato nel meeting dopo le Olimpiadi correndo in 9”86 a Eugene, 9”97 a Bruxelles, 9”96 a Zurigo e stabilendo il nuovo primato personale di 9”76 in altura a Nairobi.

    Nel primo meeting dopo le Olimpiadi André De Grasse ha vinto al Prefontaine Classic di Eugene in 9”74 con vento a favore oltre la norma. Fred Kerley si è imposto a Bruxelles in 9”94 e nella finale della Wanda Diamond League di Zurigo in 9”87.

    Akani Simbine ha vinto al Golden Gala di Firenze in 10”08 un mese prima di stabilire il primato africano con 9”84 nel meeting del Continental Tour di Szekesfehrvar. Il sudafricano si è piazzato al quarto posto nella finale olimpica di Tokyo in 9”93.

    Il keniano Ferdinand Omanyala ha sfiorato la finale delle Olimpiadi correndo la semifinale in 10”00. Dopo le Olimpiadi lo sprinter africano ha proseguito la sua ascesa migliorando il record personale con 9”86 nel meeting di Andorf in Austria e ha fatto il debutto in Diamond League a Bruxelles dove si è piazzato al quarto posto in 10”02.

    Nell’ultima gara della stagione Omanyala ha migliorato il primato africano con 9”77 nel meeting del Continental Tour di Nairobi diventando l’ottavo delle liste mondiali di sempre.

    Lo statunitense Marvin Bracy non ha partecipato alle Olimpiadi ma è stato uno dei velocisti più costanti nei meeting di fine estate. Dopo aver migliorato il record personale con 9”85 a Memphis è sceso quattro volte sotto i 10 secondi a Rovereto (9”98), Padova (9”98), Berlino (9”95) e Zagabria (9”95).

    Undici velocisti sono scesi al di sotto dei 9”90 nel corso del 2021, mentre 28 hanno corso in meno di 10 secondi eguagliano il record della stagione 2015. Sono stati realizzati tre primati continentali: europeo con Marcell Jacobs (9”80), africano con Ferdinand Omanyala (9”77) e asiatico con Su Bingtian (9”83).

    Liste mondiali stagionali

    • Trayvon Bromell (Usa) 9”76 Nairobi 18 Settembre
    • Ferdinand Omanyala (Kenya) 9”77 Nairobi 18 Settembre
    • Marcell Jacobs (Italia) 9”80 Tokyo 1 Agosto
    • Su Bingtian (Cina) 9”83 Tokyo 1 Agosto
    • Ronnie Baker (Usa) 9”83 Tokyo 1 Agosto

    Ranking mondiale di World Athletics

    • 1 Fred Kerley (Usa) 1457 punti
    • 2 André De Grasse (Canada) 1432 punti
    • 3 Ronnie Baker (Usa) 1425 punti
    • 4 Marcell Jacobs (Italia) 1423 punti
    • 5 Akani Simbine (Sudafrica) 1405 punti

    Il podio olimpico di Tokyo 2021

    • 1 Marcell Jacobs (Italia) 9”80
    • 2 Fred Kerley (Usa) 9”84
    • 3 André De Grasse (Canada) 9”89
    Marcell Jacobs (foto Naoki Enokido)
    Marcell Jacobs (foto Naoki Enokido)

    100 metri femminili

    Lo storico primato del mondo dei 100 metri femminili è rimasto imbattuto per pochi centesimi di secondo, ma il 2021 passerà alla storia come una delle più grandi stagioni di sempre per questa specialità.

    La statunitense Carmelita Jeter era stata l’ultima velocista a scendere sotto la barriera dei 10”70 nel 2009 prima di questa stagione. Nel 2021 le sprinter giamaicane Elaine Thompson Herah e Shelly Ann Fraser Pryce hanno corso in totale sei prestazioni in meno di 10”70 durante l’estate 2021.

    Le prime cinque sprinter delle liste mondiali del 2021 (Thompson Herah, Fraser Pryce, Sha’Carri Richardson, Shericka Jackson e Marie Josée Ta Lou) hanno realizzato in tutto 22 tempi al di sotto dei 10”80 nella sola stagione 2021, più del doppio rispetto al precedente record di 10 tempi inferiori a questa barriera che risaliva all’ormai lontano 1998.

    Thompson Herah ha dominato la stagione vincendo tutte le gare tranne due sole sconfitte ai Trials Giamaicani (terza in 10”84) e a Losanna (seconda in 10”64). La ventinovenne giamaicana ha debuttato correndo in 10”76 ventoso e 10”78 a Clermont in Florida ad inizio Maggio e ha migliorato il personale stagionale con 10”71 al Memorial Istvan Gyulai di Szekesfehrvar in Ungheria.

    Alle Olimpiadi di Tokyo ha vinto la seconda medaglia d’oro consecutiva sui 100 metri stabilendo il record olimpico e il primato personale con 10”61.

    Tre settimane dopo la conclusione delle Olimpiadi di Tokyo Thompson Herah ha vinto i 100 metri del Prefontaine Classic di Eugene in 10”54 sfiorando per soli cinque centesimi di secondo il primato mondiale di Florence Griffith Joyner stabilito ai Trials olimpici di Indianapolis nel 1988.

    Cinque giorni dopo Shelly Ann Fraser Pryce ha risposto alla connazionale vincendo in 10”60 al meeting Athletissima sulla pista della Pontaise di Losanna per quattro centesimi su Thompson Herah. Per la prima volta due velociste sono scese sotto i 10”70 nella stessa gara.

    La campionessa olimpica ha completato la straordinaria stagione vincendo le ultime due gare di Diamond League a Parigi con 10”72 e nella finale di Zurigo con 10”65. In entrambe le vittorie ha stabilito il primato del meeting.

    Con il successo nella finale di Zurigo ha vinto il terzo Diamond Trophy della sua carriera dopo i successi nel 2016 e nel 2017. In tutta l’annata è scesa 14 volte sotto gli 11 secondi.

    Fraser Pryce ha migliorato due volte il record personale con 10”63 e 10”60 diventando la terza sprinter delle liste mondiali all-time e ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi in 10”74 precedendo per due centesimi di secondo l’altra giamaicana Shericka Jackson. La Giamaica ha monopolizzato il podio olimpico ripetendo la tripletta di Pechino 2008 quando Fraser Pryce vinse l’oro davanti a Kerron Stewart e a Sherone Simpson.

    A parte il dominio giamaicano, la stagione 2021 dello sprint femminile è stata caratterizzata dai grandi risultati delle due velociste svizzere Ajla Del Ponte e Mujinga Kambundji, che si sono classificate rispettivamente quinta e sesta nella finale olimpica di Tokyo. Kambundji ha eguagliato il sue record nazionale con 10”95 nella batteria delle Olimpiadi.

    Del Ponte ha risposto pochi minuti dopo all’amica e compagna di staffetta fermando il cronometro in 10”91 in un’altra batteria.

    Ajla ha vinto la medaglia d’oro agli Europei Indoor di Torun sui 60 metri stabilendo il record nazionale con 7”03 e ha battuto nuovamente il primato svizzero con 10”90 nel meeting di La Chaux de Fonds. Nella finale della Diamond League di Zurigo Del Ponte si è classificata al terzo posto in 10”93 precedendo di un centesimo Kambundji.

    L’ivoriana Marie Josée Ta Lou ha eguagliato il primato africano nella batteria delle Olimpiadi con 10”78 prima di piazzarsi al quarto posto in finale in 10”91.

    La statunitense Sha’Carri Richardson ha iniziato la stagione migliorando il record personale con 10”72 a Miramar e ha corso in 10”74 al meeting del Continental Tour di Walnut poche settimane prima di vincere la finale dei Trials statunitensi di Eugene ma una positività ad un controllo antidoping per uso di cannabis l’ha estromessa dalle Olimpiadi di Tokyo.

    Dopo un solo mese di squalifica Richardson è tornata in gara a Eugene dove ha corso in 11”14. Nell’ultimo 100 metri stagionale si è piazzata seconda al meeting di Padova in 11”19 con vento contrario di -1.0 m/s.

    Tehana Daniels è stata la migliore delle statunitensi alle Olimpiadi di Tokyo con il settimo posto nella finale in 11”02 e si è piazzata al quarto posto al Prefontaine Classic di Eugene in 10”83. Javianne Oliver ha vinto la classifica finale del World Indoor Tour ed è la migliore statunitense nel ranking mondiale di World Athletics in decima posizione.

    Dina Asher Smith ha iniziato molto bene la stagione con le vittorie nella tappa della Diamond League a Gateshead in 11”35 controvento, a Hengelo in 10”92 e ai Campionati britannici di Manchester in 10”91 ma un infortunio ha condizionato la sua preparazione per le Olimpiadi dove non ha superato la semifinale.

    La campionessa del mondo dei 200 metri di Doha 2019 si è riscattata con il secondo posto nella finale della Diamond League di Zurigo in 10”87.

    L’altra britannica Darryl Neita si è qualificata per la sua prima finale olimpica classificandosi sesta in 11”12 dopo aver corso la batteria in 10”96 e si è migliorata correndo in 10”93 nella finale della Diamond League di Zurigo.

    Nel corso del 2021 dieci velociste sono scese sotto i 10”89. Ventuno hanno corso in meno di 11 secondi e cento sono scese sotto 11”24. Sei dei migliori undici tempi tempi sono stati realizzati nel 2021.

    Liste mondiali stagionali

    • Elaine Thompson Herah (Giamaica) 10”54 Eugene 21 Agosto
    • Shelly Ann Fraser Pryce (Giamaica) 10”60 Losanna 26 Agosto
    • Sha’Carri Richardson (Usa) 10”72 Miramar 10 Aprile
    • Shericka Jackson (Giamaica) 10”76 Tokyo 31 Luglio
    • Marie Josée Ta Lou (Costa d’Avorio) 10”78 Tokyo 30 Luglio

    Ranking mondiale di World Athletics

    • 1 Elaine Thompson Herah (Giamaica) 1514 punti
    • 2 Shelly Ann Fraser Pryce (Giamaica) 1464 punti
    • 3 Shericka Jackson (Giamaica) 1413 punti
    • 4 Marie Josée Ta Lou (Costa d’Avorio) 1397 punti
    • 5 Dina Asher Smith (Gran Bretagna) 1375 punti

    Il podio olimpico di Tokyo 2021

    • 1 Elaine Thompson Herah (Giamaica) 10”61
    • 2 Shelly Ann Fraser (Giamaica) 10”74
    • 3 Shericka Jackson (Giamaica) 10”76
    Elaine Thompson-Herah (foto Reuters/Phil Noble)
    Elaine Thompson-Herah (foto Reuters/Phil Noble)

    200 metri maschili

    Come i 100 metri, anche i 200 metri sono stati aperti ad ogni risultato e non hanno avuto un dominatore assoluto nella stagione 2021. Il campione olimpico André De Grasse e gli altri due medagliati Kenny Bednarek e Noah Lyles sono stati i principali protagonisti.

    De Grasse ha vinto il titolo olimpico sui 200 metri con il record nazionale di 19”62 arricchendo la sua collezione che comprende in tutto sei medaglie olimpiche e quattro podi mondiali. De Grasse ha vinto due gare del Continental Tour a Szekesfehrvar in 19”97 e a Chorzow in 20”21 e si è piazzato secondo a Doha in 19”89 e nella finale della Diamond League a Zurigo in 19”72.

    Nonostante la vittoria alle Olimpiadi il canadese non è stato il dominatore assoluto della specialità avendo vinto soltanto tre delle sei altre gare disputate.

    Lyles ha vinto tutte le gare a parte la finale delle Olimpiadi di Tokyo dove ha vinto la medaglia di bronzo in 19”74. Il campione del mondo di Doha 2019 ha riscattato la delusione stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 19”52 al Prefontaine Classic di Eugene.

    Bednarek è stato il duecentista più prolifico di tutta la stagione. E’ sceso tredici volte sotto i 20 secondi. Si è classificato primo o secondo in tutte le gare stagionali sui 200 metri, ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi con il record personale di 19”68 e ha conquistato il Trofeo dei Diamanti vincendo la finale della Diamond League a Zurigo in 19”70.

    Fred Kerley si è classificato al quarto posto sui 200 metri in 19”90 ai Trials statunitensi mancando di poco la qualificazione alle Olimpiadi ma ha concluso alla grande la stagione correndo in 19”77 a Losanna con vento a favore oltre la norma, in 19”79 a Parigi e in 19”76 a Nairobi (primato personale).

    De Grasse, Lyles Bednarek e Kerley hanno fatto registrare 15 prestazioni al di sotto dei 19”80 in tutte le condizioni di vento (dodici delle quali con vento regolare) stabilendo il miglior bottino di sempre.

    Erriyon Knighton è stato votato Atleta Emergente dell’anno per World Athletics. A 18 anni non ancora compiuti lo statunitense ha battuto il record del mondo under 18 di Usain Bolt con 20”04. Ai Trials statunitensi di Eugene Knighton ha demolito il record under 20 dei 200 metri due volte con 19”88 in semifinale e 19”84 in finale qualificandosi per la sua pima Olimpiade. A Tokyo si è classificato al quarto posto nella finale in 19”93.

    Lo statunitense Terrence Laird e il liberiano Joseph Fahnbulleh sono stati i migliori della stagione universitaria NCAA. Laird ha realizzato il primato personale ad Austin in Marzo con 19”81 e si è piazzato secondo alle Finali NCAA in 19”94 ma ha mancato la qualificazione per le Olimpiadi con il sesto posto ai Trials di Eugene con 20”15. Fahnbulleh ha vinto la finale dei Campionati NCAA di Eugene in 19”91 davanti a Laird e si è classificato al quinto posto alle Olimpiadi di Tokyo in 19”98.

    Il campione olimpico della staffetta 4×100 Filippo Tortu ha stabilito la migliore prestazione europea dell’anno con 20”11 al meeting del Continental Tour di Nairobi. Soltanto il grande Pietro Mennea ha corso più velocemente nella storia a livello italiano con il 19”72 di Città del Messico, che è stato primato del mondo per 17 anni e resiste ancora come record europeo.

    Liste mondiali stagionali

    • Noah Lyles (Usa) 19”52 Eugene 21 Agosto
    • André De Grasse (Canada) 19”62 Tokyo 4 Agosto
    • Kenny Bednarek (Usa) 19”68 Tokyo 4 Agosto
    • Fred Kerley (Usa) 19”76 Nairobi 18 Settembre
    • Terrence Laird (Usa) 19”81 Austin 27 Marzo

    Ranking mondiale di World Athletics

    • 1 Kenny Bednarek (Usa) 1482 punti
    • 2 André De Grasse (Canada) 1466 punti
    • 3 Noah Lyles (Usa) 1428 punti
    • 4 Fred Kerley (Usa) 1398 punti
    • 5 Aaron Brown (Canada) 1364 punti

    Il podio olimpico di Tokyo 2021

    • 1 André De Grasse (Canada) 19”62
    • 2 Kenny Bednarek (Usa) 19”68
    • 3 Noah Lyles (Usa) 19”74
    André De Grasse (foto Colombo/FIDAL)
    André De Grasse (foto Colombo/FIDAL)

    200 metri femminili

    Elaine Thompson Herah ha corso più frequentemente sui 100 metri che sui 200 metri ma in avvicinamento alle Olimpiadi di Tokyo la giamaicana si è classificata al terzo posto ai Trials giamaicani in 22”02 e ha vinto la tappa della Diamond League a Gateshead in 22”43.

    Dopo aver trionfato nella finale olimpica dei 100 metri Elaine ha risparmiato energie nella batteria dei 200 metri prima di vincere la semifinale eguagliando il record personale con 21”66. La fuoriclasse di Banana Ground ha corso più velocemente in finale stabilendo il secondo miglior crono di sempre con 21”53.

    Con questa prestazione ha migliorato lo storico primato giamaicano di Merlene Ottey ed è diventata la prima velocista della storia a vincere i due titoli olimpici sui 100 e sui 200 metri in due edizioni consecutive delle Olimpiadi.

    La diciottenne namibiana Christine Mboma ha stabilito il primato mondiale under 20 con 21”81 vincendo l’argento olimpico come il suo connazionale Frankie Fredericks alle Olimpiadi di Barcellona 1992 e di Atlanta 1996.

    La statunitense Gabby Thomas ha dominato la finale dei Trials statunitensi in 21”61 a Eugene un mese prima di vincere la medaglia di bronzo alle Olimpiadi in 21”87. Shelly Ann Fraser Pryce ha vinto la finale dei Trials giamaicani in 21”79 ma non è riuscita a salire sul podio alle Olimpiadi classificandosi al quarto posto in 21”94.

    Prima di quest’anno c’era stata soltanto una gara di 200 metri nella quale quattro atlete erano scese sotto i 22 secondi. Quest’anno è successo due volte ai Trials statunitensi di Eugene e alle Olimpiadi di Tokyo.

    Per la prima volta otto velociste sono scese sotto i 22 secondi nell’arco della stessa stagione totalizzando 21 prestazioni complessive sotto i 22 secondi. Si tratta del miglior bilancio di sempre.

    Mboma ha dominato la seconda parte della stagione sui 200 metri dopo le Olimpiadi vincendo ai Mondiali Under 20 di Nairobi in 21”84, al Memorial Van Damme di Bruxelles in 21”84, nella finale della Diamond League a Zurigo in 21”78 e nelle due tappe del Continental Tour di Zagabria in 22”04 e di Nairobi in 22”39.

    Shericka Jackson, medaglia di bronzo olimpica sui 400 metri a Rio de Janeiro 2016, si è concentrata con successo sui 100 e sui 200 metri. Ai Trials giamaicani di Kingston Jackson si è qualificata per le Olimpiadi classificandosi seconda sui 200 metri con il record personale di 21”82 alle spalle di Fraser Pryce.

    Nelle due gare europee prima dei Giochi Olimpici la ventisettenne caraibica ha vinto a Stoccolma in 22”10 e a Szekesfehrvar in 21”96. Alle Olimpiadi di Tokyo ha commesso l’errore di rallentare troppo presto ed è stata eliminata in batteria ma si è riscattata realizzando due prestazioni al di sotto dei 22 secondi nelle ultime due gare di Diamond League a Bruxelles (21”95) e a Zurigo (primato personale di 21”81).

    Shaunae Miller Uibo si è concentrata di più sui 200 metri ad inizio stagione realizzando il miglior tempo dell’anno su questa distanza con 22”03 a Clermont in Florida. La bahamense ha vinto la tappa della Diamond League di Montecarlo con 22”23 e si è classificata seconda a Szekesfehrvar in 22”15.

    Dina Asher Smith ha aperto la sua stagione sui 200 metri vincendo al meeting di Savona in 22”56 prima di conquistare la vittoria in Diamond League al Golden Gala di Firenze in 22”06. Un infortunio ha impedito alla britannica di disputare i 200 metri alle Olimpiadi, ma nei meeting di fine stagione si è classificata tre volte terza in Diamond League a Eugene in 22”19, a Bruxelles in 22”04 (personale stagionale) e a Zurigo (22”19).

    Dalia Kaddari ha vinto la medaglia d’oro agli Europei Under 23 di Tallin in 22”64 salendo al terzo posto delle liste italiane all-time dietro a Libania Grenot e a Manuela Levorato. La velocista sarda ha vinto il titolo italiano a Rovereto in 22”89 e si è classificata al quarto posto al Golden Gala in 22”86.

    Liste mondiali stagionali

    • Elaine Thompson Herah (Giamaica) 21”53 Tokyo 3 Agosto
    • Gabby Thomas (Usa) 21”61 Eugene 26 Giugno
    • Christine Mboma (Namibia) 21”78 Zurigo 9 Settembre
    • Shelly Ann Fraser Pryce (Giamaica) 21”79 Kingston 27 Giugno
    • Shericka Jackson (Giamaica) 21”81 Zurigo 9 Settembre

    Ranking mondiale di World Athletics

    • 1 Christine Mboma (Namibia) 1455 punti
    • 2 Shericka Jackson (Giamaica) 1407 punti
    • 3 Elaine Thompson Herah (Giamaica) 1406 punti
    • 4 Gabby Thomas (Stati Uniti) 1404 punti
    • 5 Dina Asher Smith (Gran Bretagna) 1398 punti

    Podio olimpico di Tokyo 2021

    • 1 Elaine Thompson Herah (Giamaica) 21”53
    • 2 Christine Mboma (Namibia) 21”81
    • 3 Gabby Thomas (Usa) 21”87
    Christine Mboma (foto Colombo/FIDAL)
    Christine Mboma (foto Colombo/FIDAL)

    400 metri maschili

    Steven Gardiner è entrato in forma nell’occasione più importante della stagione vincendo la medaglia d’oro olimpica due anni dopo il titolo mondiale a Doha. Il quattrocentista bahamense ha aperto la stagione correndo i 400 metri in 44”71 a Fort Worth in Texas in Aprile. Due mesi più tardi ha vinto ai Campionati delle Bahamas in 44”52 a Nassau pochi giorni prima di imporsi in 44”47 nel meeting del Continental Tour di Szekesfehrvar.

    Alle Olimpiadi di Tokyo Gardiner ha trionfato nella finale in 43”85 precedendo di 23 centesimi il colombiano Anthony Zambrano in una ripetizione dell’ordine di arrivo dei Mondiali di Doha. Kirani James ha vinto la medaglia di bronzo in 44”19 completando la collezione di medaglie dopo l’oro di Londra 2012 e l’argento di Rio de Janeiro 2016. Il grenadino ha vissuto un periodo di rinascita dopo i gravi problemi di salute causati dal Morbo di Graves.

    Lo statunitense Michael Cherry ha raggiunto una regolarità straordinaria nell’ultima stagione correndo 14 volte sotto i 45 secondi (batterie comprese) da Maggio a Settembre. Cherry si è classificato secondo ai Trials statunitensi in 44”35 a Eugene un mese prima di migliorarsi ancora con 44”21 in occasione della finale olimpica di Tokyo, dove ha sfiorato la medaglia di bronzo per due soli centesimi di secondo.

    Nella seconda parte della stagione Cherry ha vinto al Palio della Quercia di Rovereto in 44”55, al Memorial Van Damme in 44”03 (primato del meeting strappato al grande Michael Johnson), al Memorial Skolimowska di Chorzow in 44”94 e nella finale della Wanda Diamond League di Zurigo in 44”41.

    Michael Norman ha vinto la finale dei Trials statunitensi di Eugene in 44”07 ma non è andato oltre il quinto posto nella finale delle Olimpiadi di Tokyo in 44”31.

    La stagione ha rivelato numerose stelle emergenti come Randolph Ross, vincitore ai Campionati NCAA outdoor in 43”85, e Noah Williams, che ha vinto alle Finals NCAA indoor in 44”71 e si è migliorato con 44”30 a livello outdoor.

    Bryce Deadmon è sceso regolarmente sotto i 45 secondi e si è classificato secondo alle Finals NCAA outdoor in 44”44 prima di conquistare la medaglia d’oro olimpica nella staffetta 4×400 in 2’’55”70.

    In ambito europeo l’olandese Liemarvin Bonevacia si è qualificato per la finale delle Olimpiadi e ha stabilito il record nazionale con 44”48 al meeting di Berna, arrivando a 15 centesimi di secondo dal primato europeo detenuto dal 1987 dal tedesco Thomas Schoenlebe.

    Per quanto riguarda l’Italia, Davide Re è tornato a correre sotto i 45 secondi con 44”94 nella semifinale delle Olimpiadi. Edoardo Scotti ha vinto la medaglia di bronzo agli Europei Under 23 in 45”68 e ha avvicinato il record personale con 45”30 al meeting di Zagabria.

    Il diciannovenne Lorenzo Benati ha conquistato la medaglia d’argento agli Europei Under 20 di Tallin in 46”27 e si è classificato al sesto posto ai Mondiali Under 20 di Nairobi migliorando il record personale con 46”06.

    Liste mondiali stagionali

    • Steven Gardiner (Bahamas) 43”85 Tokyo 5 Agosto
    • Randolph Ross (Usa) 43”85 Eugene 11 Giugno
    • Kirani James (Grenada) 43”88 Tokyo 2 Agosto
    • Anthony Zambrano (Colombia) 43”93 Tokyo 2 Agosto
    • Michael Cherry (Usa) 44”03 Bruxelles 3 Settembre

    Ranking mondiale di World Athletics

    • 1 Kirani James (Grenada) 1427 punti
    • 2 Michael Cherry (Usa) 1415 punti
    • 3 Anthony Zambrano (Colombia) 1408 punti
    • 4 Michael Norman (Usa) 1392 punti
    • 5 Steven Gardiner (Bahamas) 1379 punti

    Il podio olimpico di Tokyo 2021

    • 1 Steven Gardiner (Bahamas) 43”85
    • 2 Anthony Zambrano (Colombia) 44”08
    • 3 Kirani James (Grenada) 44”19
    Steven Gardiner (foto Giancarlo Colombo)
    Steven Gardiner (foto Giancarlo Colombo)

    400 metri femminili

    Shaunae Miller Uibo ha iniziato la stagione 2021 con l’obiettivo di puntare al titolo olimpico dei 200 metri avendo già vinto la medaglia d’oro sui 400 metri alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016.

    Durante la stagione la fuoriclasse bahamense ha realizzato i risultati migliori sui 400 metri realizzando i tempi più veloci al mondo sia a livello indoor con 50”21 nel meeting di New York sia a livello outdoor con 49”08 a Eugene, record del mitico impianto di Hayward Field. Soltanto con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici ha scelto di doppiare avendo maggiori chance di vittoria sui 400 metri.

    Ha disputato 200 e 400 metri alle Olimpiadi di Tokyo raggiungendo la finale su entrambe le distanze. Nella finale dei 400 metri ha vinto con quasi un secondo di vantaggio migliorando di un centesimo di secondo il record del continente americano con 48”36, sesto miglior crono mondiale all-time.

    La rappresentante della Repubblica Dominicana Marileidy Paulino ha stabilito cinque primati nazionali nel 2021 e ha vinto la medaglia d’argento alle Olimpiadi in 49”20. A parte le Olimpiadi Paulino ha vinto 11 gare su 12 compresi i meeting di Savona (50”71) e di Castiglione della Pescaia (51”30) e due tappe di Diamond League a Losanna (50”20) e a Parigi (50”12).

    Nella finale della Diamond League di Zurigo la centroamericana si è classificata seconda in 49”96.

    La leggenda statunitense Allyson Felix si è qualificata per la sua quinta Olimpiade grazie al secondo posto ai Trials di Eugene in 50”02 dietro a Quanera Hayes. Ai Giochi Olimpici di Tokyo la trentacinquenne californiana ha vinto il bronzo sui 400 metri in 49”46 (miglior tempo di sempre per un atleta della sua età) e l’oro con la staffetta 4×400 portando la sua collezione a undici medaglie olimpiche (sette ori, tre argenti e un bronzo).

    Quanera Hayes, che è tornata da una pausa per maternità come Felix, ha vinto la finale dei Trials statunitensi in 49”78 e si è classificata settima alle Olimpiadi di Tokyo. Si è riscattata vincendo la Finale della Diamond League di Zurigo in 49”88.

    Le giamaicane Stephanie Ann McPherson e Candice McLeod hanno stabilito i primati personali con 49”34 e 49”51 nelle semifinali delle Olimpiadi prima di classificarsi rispettivamente al quarto e al quinto posto in finale.

    La campionessa olimpica degli 800 metri Athing Mu ha stabilito il record nord americano under 20 sui 400 metri con 49”57 in occasione della vittoria nella finale NCAA di Eugene prima di dedicarsi completamente agli 800 metri.

    I 400 metri femminili hanno fatto registrare il miglior livello di sempre. Dodici atlete sono scese sotto i 50 secondi e 111 specialiste hanno corso in meno di 52 secondi.

    Liste mondiali stagionali

    • Shaunae Miller Uibo (Bahamas) 48”36 Tokyo 6 Agosto
    • Marileidy Paulino (Repubblica Dominicana) 49”20 Tokyo 6 Agosto
    • Christine Mboma (Namibia) 49”22 Windhoek 17 Aprile
    • Stephanie Ann McPherson (Giamaica) 49”34 Tokyo 4 Agosto
    • Allyson Felix (Usa) 49”46 Tokyo 6 Agosto

    Ranking mondiale di World Athletics

    • 1 Marileidy Paulino (Repubblica Dominicana) 1425 punti
    • 2 Shauae Miller Uibo (Bahamas) 1404 punti
    • 3 Stephanie Ann McPherson (Giamaica) 1388 punti
    • 4 Quanera Hayes (Usa) 1360 punti
    • 5 Allyson Felix (Usa) 1343 punti

    Il podio olimpico di Tokyo 2021

    • 1 Shaunae Miller Uibo (Bahamas) 48”36
    • 2 Marileidy Paulino (Repubblica Dominicana) 49”20
    • 3 Allyson Felix (Usa) 49”46
    Shaunae Miller-Uibo (foto World Athletics)
    Shaunae Miller-Uibo (foto World Athletics)
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