Fausto Brizzi (Foto la Repubblica.it)
Fausto Brizzi (Foto la Repubblica.it)
Fastweb Casa ADSL

Fausto Brizzi è uno scrittore, sceneggiatore e regista italiano, pluripremiato a livello di critica e, soprattutto, di gradimento del pubblico. Incontrarlo a Casa Italiana non è per me una sorpresa perchè, al di la dei motivi personali per cui è presente, ho sempre saputo della sua grande e innata passione per l’Atletica.

Gli ho chiesto, quindi, se volesse rispondere a qualche veloce domanda per il nostro quotidiano on line e, molto cortesemente, si è prestato.

Fausto, è un onore e un vero piacere poter scambiare due chiacchiere con te. Raccontaci brevemente come nasce questa tua grande passione per l’atletica?

Nasce da ragazzino, era lo sport che praticavo. Ho fatto i 60 metri (indoor) e i 100 metri, sino a 21/22 anni per il Cus Roma ma, poi, ho dovuto lasciare perchè, avendo vinto il concorso al centro sperimentale di cinematografia, dovetti fare una scelta obbligata per dedicarmi, a tempo pieno, al cinema.

Ho continuato, in ogni caso, nel poco tempo libero, a frequentare le piste e, quando potevo, durante i fine settimana, andavo a fare le gare di Decathlon, solo per passione, ma con risultati deprimenti.

Da cento metrista, partivo fortissimo, alla prima gara e, anche, alla seconda del lungo, ma  poi, con le altre discipline, cominciavo a spegnermi e, se riuscivo ad arrivare all’ultima competizione del secondo giorno, i 1500, era un grande successo.

Cosa ti ha maggiormente colpito di questi campionati del mondo di Doha, intendo quali sono le performances sportive da cui sei rimasto più stupito?

Sono rimasto molto colpito, per prima cosa, dal grandissimo cambio generazionale in atto nel mondo dell’Atletica Italiana. Ci sono tantissimi giovani che stanno maturando e stanno già facendo molto bene con, in primo piano Filippo Tortu, che conosco e seguo da un po’ di anni e che, qui a Doha, si è definitivamente consacrato come un campione di primissimo piano.

Chi mi ha veramente sorpreso, però, è stato Davide Re che, in questo momento, è ancora in gara ( stasera la finale della staffetta 4 x 400 uomini ndr).

Davide è stato escluso dalla finale dei 400 piani per pochissimi centesimi, direi proprio una “sfiga”, e poi ha trascinato la staffetta alla finale, con un’ultima frazione fantastica in cui ha dimostrato tutta quella determinazione, che lo contraddistingue, e che è fondamentale per correre bene una gara difficilissima come i 400

Sinceramente amo molto i tuoi libri e i tuoi film, che ritengo molto profondi, pur nella loro spensieratezza che fa passare, sempre, dei momenti di grande divertimento. Non ricordo, però, se in qualcuno di questi ci sia mai stata qualche scena ambientata su una pista di atletica.

Nei miei film ci sono sempre scene di sport e, in “Come è bello far l’amore” ci sono anche scene su una pista atletica: una gara di 110 metri ostacoli e anche una di lancio del giavellotto. Il film era in 3D e, gli spezzoni di entrambe le gare, erano venute molto bene proprio per questa caratteristica tecnica della produzione.

Anche se stiamo parlando della tua passione per l’atletica, da tuo grande fans non posso non chiederti cosa stai preparando e quando uscirà il tuo prossimo film nelle sale.

Sta per uscire un mio nuovo film che esce il 17 ottobre nelle sale, tra pochissimi giorni, dal titolo “Se mi vuoi bene“, con Claudio Bisio. E’ la storia di un uomo che decide di sistemare le vite di tutti i suoi amici e parenti, con il risultato di devastargliele ma poi, in qualche modo, cerca di mettere tutto a posto.

C’è poi un altro film, che in realtà ho già girato, che uscirà nei primi mesi del 2020.

Grazie Fausto, veramente, per il tempo che mi hai dedicato, mi auguro di rivederti presto, magari a Tokio, pensi di venire?

Assolutamente si…. se mi convocano per la 4×100 metri.

A parte gli scherzi, sono qui per accompagnare la mia compagna Silvia (Salis ndr), che lavora per la Federazione e per il Coni. Se ci sarà l’occasione di andare a Tokio ne sarò felicissimo, in nome di questa mia grande passione, per cui considerami già sull’aereo.

Casa Atletica Italiana ( Foto Sprint Academy )
Casa Atletica Italiana ( Foto Sprint Academy )