Shelly Ann Fraser-Pryce (foto iaaf.org)
Shelly Ann Fraser-Pryce (foto iaaf.org)
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Quel che è successo ieri sera al Khalifa Stadium di Doha, intorno alle 23.15 ora locale, davanti a uno stadio ancora desolatamente molto vuoto, è qualcosa di sensazionale, a mio avviso incredibile e certamente, la miglior prestazione tecnica di questi primi tre giorni dei mondiali.

Shelly-Ann Fraser Pryce, giamaicana regina dello sprint da un decennio a questa parte, dopo un anno di maternità, a 32 anni, vince il suo quarto titolo mondiale individuale nei 100 metri, con un crono pazzesco: 10″71, a 1 centesimo dal suo personale di 10″70 ottenuto nel 2012.

Tra l’altro, considerando che quando fece il suo record, nel 2012 in Giamaica, il vento fu di +0.6, mentre ieri era +0.1, in teoria quella di questi mondiali è stata la miglior prestazione della sua carriera.

Gara peraltro velocissima dove anche la britannica Dina Asher-Smith ha ottenuto uno strabiliante tempo correndo in 10″83, record nazionale, mentre il bronzo finisce al collo dell’ivoriana Marie-Jose Ta-Lou, 10″90. Quarta la bi-campionessa olimpica di Rio, la giamaicana Elaine Thompson, che nonostante un gran 10″93, non sale sul podio.

Triplo uomini

Altra straordinaria gara, esaltata dall’ottima prestazione di Christian Taylor (quarto titolo mondiale) con un fantastico 17,92 (+0.9), diciotto centimetri meglio del connazionale Will Claye, 17,84. Terzo gradino del podio per il campione del Burkina Faso, Hugues Fabrice Zango, che ha saltato 17.66.

Tutti e otto i primi classificati vanno oltre i 17 metri, Pedro Pablo Pichardo, con 17,62, è quarto, fuori dal podio.

Asta donne

Grandi emozioni con la vittoria della russa Anzhelika Sidorova, che piega la resistenza della statunitense Sandi Morris solo all’ultima prova a disposizione, valicando, al terzo tentativo, 4.95. Morris è seconda con 4.90, la greca Stefanidi è bronzo con 4.85.

Staffetta 4×400 mista

Oro, come da pronostico, agli Stati Uniti (London, Felix, Okolo, Cherry), ma ne viene fuori una gara anche bella e avvincente, terminata in 3.09″34, nuovo record del mondo di una specialità nata da poco.

Strana gara della Polonia, in testa sino al rettilineo finale, avendo schierato i due uomini nelle prime due frazioni, ma ovviamente superata alla fine da Giamaica (argento, 3:11.78), Bahrain (bronzo, 3:11.82) e infine dalla Gran Bretagna (3:12:27).

Ricordo, con grande piacere, perchè è una delle mie atlete preferite, il dodicesimo oro mondiale della immensa Allyson Felix, anche lei rientrata quest’anno dopo la maternità, sia pur in modo meno strabiliante della Fraser-Pryce.