Vladimir Aceti (foto Fidal)
Vladimir Aceti (foto Fidal)
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E’ sempre un piacere scrivere un bel risultato di un atleta azzurro, ancor più quest’anno così tribolato in cui, per vari mesi, non si è saputo se ci sarebbe realmente stata una stagione agonistica.

Sono oltremodo felice, però, dell’ottima prestazione di ieri, a Tivoli, di una ragazzo che conosco molto bene e che, dopo il titolo europeo juniores di tre anni fa, a Grosseto, non era più riuscito a tornare su livelli cronometrici che, certamente, gli competono.

Vladimir Aceti aveva corso, in quella finale vincente in 45″92, correndo per la prima volta nella vita, a soli 18 anni nel 2017, sotto i 46.

Poteva sembrare l’inizio di un percorso inarrestabile che lo avrebbe portato velocemente verso traguardi cronometrici più ambiziosi ma i 400 metri sono una distanza realmente complicata da gestire, in tutti i sensi e, purtroppo, troppo spesso, atleti che ottengono abbastanza presto ottimi risultati si perdono un po’.

Capita, infatti, che gli anni seguenti si peggiori e che, poi, per la testa diventi psicologicamente complicato accettare questa situazione.

Anche a Vladimir è capitato questo, pure in conseguenza di una serie di problemi fisici, non gravissimi ma che gli hanno impedito, talora, di dare totale continuità alla preparazione, anche se poi il ragazzo che si allena a Giussano, la stessa pista di Filippo Tortu, di soddisfazioni ne ha avute, in questi anni, tra cui su tutte la finale con la staffetta 4×400 ai mondiali di Doha e conseguente qualificazione diretta per le Olimpiadi.

Ma il tempo personale sulla prova individuale è sempre l’obiettivo principale e, quel sub 46 che non arrivava più deve aver molto fatto soffrire Vladimir che è realmente un ragazzo straordinario che merita, per tanti motivi, ogni tipo di soddisfazione dalla vita.

Aceti è originario della Carelia nella Russia nord-occidentale vicino al confine con la Finlandia.

E’ stato adottato a 5 anni da una famiglia lombarda insieme al fratello maggiore Alexander, anche lui quattrocentista.

Vladimir ha iniziato la sua carriera sportiva come portiere in una squadra di calcio ma in seguito si è dedicato al nuoto e allo sci alpino. E’ diplomato al liceo scientifico e studia scienze motorie.

Ieri finalmente, al debutto sulla sua distanza, quel 45″87 deve essere stato una gioia immensa e noi ci uniamo certamente alla sua.

Le sue parole dopo la gara

Posso davvero essere felice per questo risultato che è anche un po’ liberatorio. Nelle ultime tre stagioni ho avuto sempre qualche problema che mi ha frenato, come la microfrattura al piede sinistro dell’anno scorso, che però non mi ha impedito di correre ai Mondiali.

Ci si è messo anche il lockdown a cambiare i piani: in quel periodo ho portato la palestra a casa e mi sono arrangiato a fare il giro dell’isolato intorno a casa, di circa 900 metri.

La programmazione era mirata sulle Olimpiadi, e anche per questo avevo rinunciato alle indoor svolgendo invece un raduno a Tenerife.

Dopo l’annullamento o il rinvio degli eventi internazionali, ho deciso con il mio tecnico Alessandro Simonelli di mettermi a lavorare sui particolari.

Poi qui a Tivoli ho trovato una buona pista e un bel clima, che ha fatto il resto. Mi sono ripreso quello che mi è mancato, scendere sotto i 46 secondi, perché mi aspettavo di farlo ogni anno con piccoli passi avanti. Ora riparto da qui e tra una decina di giorni si torna in pista a Savona, magari per migliorarmi ancora”.

 

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