James Dasaolu (foto world athletics)
James Dasaolu (foto world athletics)
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James Dasaolu è stato, certamente, negli ultimi anni un po’ dimenticato, per vari motivi, ma va assolutamente ricordato che vanta sui 100 metri un personal best di 9″91, realizzato nel 2013, che rappresenta la seconda miglior prestazione britannica di tutti i tempi, pari a quella di Zharnel Hughes del 2018, dietro solo al 9″87 corso dall’ex del campione olimpico, mondiale ed europeo, Linford Christie.

Un mese dopo quel tempo, corse la sua prima finale mondiale: un ottavo posto a Mosca 2013, con il crono abbastanza deludente di 10″21,peraltro dopo aver corso un’ottima semifinale in 9″97.

Nel 2014, battendo Christophe Lemaitre, vince l’oro ai campionati europei di Zurigo, ma dopo vive alterni periodi di forma sino ai mondiali di Londra del 2017 dove si ferma in semifinale, come del resto l’anno prima alle Olimpiadi di Rio 2016, mentre il 2015 era stato, per lui, una specie di anno sabbatico in quanto aveva preferito stare vicino alla sua famiglia, dopo l’arrivo del terzo figlio.

Nel 2018, poi, un gravissimo infortunio al tendine di achille lo ha irrimediabilmente fermato per circa due anni, proprio nel momento di esplosione dei due nuovi astri della velocità inglese Hughes e Prescod

In questo periodo, per lui, anche gravissimi problemi economici e contrasti con British Athletics, che hanno fatto si che la sua chirurgia e riabilitazione fossero pagate dai suoi amici, famosi e anonimi, attraverso una sottoscrizione.

Quando suo padre, Dapo, creò per la prima volta la pagina di finanziamento pubblico, James si dimostrò parecchio scettico. Il tutto era successo a sua insaputa e lui non era fiducioso riguardo a un metodo che non avrebbe mai pensato potesse funzionare.

Ma 356 donatori la pensarono diversamente. Tra i nomi nella lista, ci furono quelli di atleti come Dina Asher-Smith e Adam Gemili, insieme ad allenatori come Fuzz Caan e Jonas Dodoo. In ogni modo, la maggior parte furono fan, che avevano ascoltato la storia dell’atleta e vollero dare un aiuto donando tra le 10 e le 20 sterline.

Fu raccolto un totale di £16.000, cifra senza la quale, probabilmente, l’atleta sarebbe stato costretto a ritirarsi.

Ed è così che oggi, all’età di 32 anni, Dasaolu sta facendo i primi passi per un ritorno che pochi si sarebbero aspettati.

A febbraio, nella città polacca di Torun, ha gareggiato per la prima volta dopo quasi due anni e mezzo, proprio nel meeting che ha visto il primo record del mondo di Duplantis.

6″82 il suo tempo sui 60 metri, migliorato poi qualche giorno dopo a Berlino dove ha fissato il personale della stagione indoor in 6″75, prima dell’esplosione della pandemia da Covid-19.

Dasaolu ha parlato del suo ritorno agonistico come di un momento fondamentale perché ha capito di poter tornare a fidarsi del proprio fisico e confermato a se stesso di essere completamente guarito.

Il piano era, dopo aver messo a prova il suo tendine d’achille nelle prime competizioni, di aumentare gradualmente l’intensità dell’allenamento.

Tuttavia, come già sappiamo, tutte le strutture atletiche sono ormai chiuse a causa del Coronavirus, un fatto che potrebbe in realtà giocare a favore dell’atleta in fase di ripresa.

Dasalou aveva dichiarato che sarebbe stato pronto a tornare in pista già da quest’anno, ma il tempo extra rappresenta sicuramente una possibilità ulteriore di tornare ad alti livelli e giocarsi un posto per le Olimpiadi, magari anche solo nella fantastica staffetta britannica.

 

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