Alfio Giomi - Filippo Tortu (Foto Fidal)
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Sono molto felice di poter lanciare SprintNews.it, il primo quotidiano on line totalmente dedicato all’atletica leggera.

La nostra testata vuole essere uno strumento di approfondimento di questo sport, grazie alle voci dei protagonisti dell’atletica italiana e mondiale, ma anche di valorizzazione del movimento e di allargamento della base dei praticanti.

Nessuno meglio di Alfio Giomi, Presidente della nostra Federazione, poteva essere più idoneo per inaugurare SprintNews.it e la sua rubrica dedicata alle interviste.

Buongiorno Presidente, grazie per la sua disponibilità. Alla vigilia dei campionati del Mondo di Doha cosa si aspetta dai nostri ragazzi?

Mi aspetto la vivacità che hanno dimostrato durante tutto l’anno, dove hanno dimostrato di essere sempre pronti, ognuno in relazione alle proprie capacità e io mi auguro che questo trend continui anche a Doha.

Se così sarà, molti nostri ragazzi saranno protagonisti, raggiungendo la finale, facendo registrare il proprio primato personale e competendo, in ogni caso, con i migliori del mondo.

Se potesse scommettere su un atleta in particolare, non tanto in termini di risultato assoluto, ma a livello di miglioramento della propria prestazione su chi punterebbe?

Eleonora Giorgi certamente. In realtà sono tanti, ma Eleonora ha dimostrato sulla 50 km di marcia di poter davvero essere protagonista assoluta di questa gara.

Quali sono, al di là della marcia, i settori dai quali si aspetta maggior soddisfazione?

La squadra è molto omogenea, siamo presenti in maniera ampia, ma è chiaro che avere 5 staffette a Doha, significa poter sperare che almeno 2 o 3 entrino in finale.In questo caso, sarebbe un risultato assolutamente straordinario.

Molti vivono questo mondiale come una preparazione ai Giochi Olimpici. Secondo lei è veramente una prova generale o è doveroso considerarlo qualcosa di più?

La realtà è che questo è un mondiale un po’ particolare, perché arriva molto avanti in stagione, a otto mesi dai Giochi Olimpici e quindi anche noi, a livello di preparazione, abbiamo considerato il 2019/2020 come una macro stagione. 

Doha, oltre a essere un obiettivo di per sé, è anche un trampolino per i Giochi Olimpici: vogliamo qualificare, attraverso Doha, i nostri atleti per Tokio 2020. Quindi è evidente che Doha ha un valore particolare non solo per sé, ma anche in chiave olimpica.

Il settore giovanile quest’anno ha dato ottimi riscontri, ci sono ragazzi che sono ben più di una promessa e, in prospettiva molto prossima, lasciano ben sperare. Credo che la strada per formare nuovi campioni debba sempre più passare dai giovanissimi e dal coinvolgimento delle scuole. Che progetti state studiando in questo senso?

Esco proprio ora da un incontro al MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ndr), in cui stavamo studiando con il Direttore Generale di questo settore, la Dottoressa Giovanna Voda, proprio questo aspetto: come rendere l’atletica leggera la disciplina base nelle scuole, da cui dovrebbe discendere tutto il resto.

Quindi il tema che lei mi pone è quanto mai all’ordine del giorno per noi e anche per il Ministero. E’ stato un incontro molto importante: l’ottica che ho esposto, e sulla quale stiamo lavorando, è che ci sia un lavoro di squadra.

E’ fondamentale che il Ministero coordini gli impegni del CONI, di Sport & Salute, delle Federazioni, perché fino ad oggi ci sono stati troppi interventi non coordinati.

Se il Ministero leader del progetto coordina le attività degli altri attori in gioco, certamente potremo raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati.

Sul fronte della valorizzazione del movimento dell’atletica, come possiamo a suo avviso rendere sempre più appetibile per le televisioni e, di conseguenza, anche per le aziende che investono nello sport, l’atletica?

Dobbiamo migliorare il prodotto, anche se è necessario capire quello che funziona meglio nell’atletica. Più che in altri sport, il prodotto che piace di più è quello con la maglia azzurra e questo è un problema che va allargato a tutto il movimento mondiale.Noi, da parte nostra, stiamo cercando proprio di fare questo: rendere più spettacolare il momento televisivo. In un meeting ci sono troppi tempi morti e troppe situazioni che per i format TV di oggi non funzionano e cercheremo, in tutti i modi, di trovare delle soluzioni.

Ovviamente, però, la qualità del prodotto non basta.

Esatto, secondo fondamentale elemento per il successo del prodotto è avere “personaggi”. Noi li stiamo costruendo, l’atletica italiana sta portando alla ribalta tutta una serie di atleti che possono diventare personaggi e quindi siamo fiduciosi che questo possa portare benefici anche in termini di visibilità e riconoscibilità del movimento. L’atletica giovane di oggi sta andando proprio in quella direzione.

Grazie veramente Presidente e un grande in bocca al lupo ai nostri ragazzi a Doha e a tutto il movimento dell’atletica.

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