Karsten Warholm (foto European Athletics)
Karsten Warholm (foto European Athletics)
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Karsten Warholm

Il “vichingo” norvegese Karsten Warholm è rimasto imbattuto in dieci gare (sei sui 400 ostacoli, tre sui 400 metri e una sui 300 ostacoli).

Il due volte campione del mondo ha esordito lo scorso 11 giugno con il botto realizzando la migliore prestazione mondiale all-time dei 300 ostacoli con 33”78 negli Impossible Games di Oslo, l’edizione particolare dei Bislett Games nell’anno segnato dal Covid-19.

Al debutto sui 400 ostacoli nella Wanda Diamond League Warholm ha stabilito il primato del meeting Herculis di Montecarlo con 47”10 nella prima gara sulla distanza dal giorno del secondo titolo mondiale a Doha nell’ottobre 2019. Ad assistere al meeting di Montecarlo erano presenti 5000 spettatori, un grande segnale di ripartenza.

Karsten Warholm: “E’ stato un ottimo esordio. Sono contento di come ho finito la gara. E’ stato bello rivedere il pubblico, sentire il tifo degli spettatori e gareggiare finalmente contro degli avversari”.

Nove giorni dopo, il ventiquattrenne nativo di Usteinvik ha fatto ancora meglio stabilendo il primato europeo dei 400 ostacoli con un clamoroso 46”87 al Bauhaus Galan di Stoccolma, seconda tappa della Wanda Diamond League.

Partendo come sempre dalla sua “amata” ottava corsia Warholm è partito come un forsennato prendendo un vantaggio abissale nei confronti degli avversari già al terzo ostacolo.

Warholm ha mantenuto una ritmica perfetta con 13 passi tra un ostacolo e l’altro. Soltanto alla fine lo scandinavo ha avuto una piccola incertezza colpendo l’ultima barriera ma ha migliorato il suo record europeo di cinque centesimi di secondi rispetto al precedente primato continentale stabilito nella finale della Diamond League di Zurigo nel 2019 dove corse in 46”92 precedendo di sei centesimi di secondo lo statunitense Raj Benjamin.

A livello mondiale soltanto Kevin Young ha corso più velocemente con 46”78 nella finale olimpica di Barcellona nel 1992. Anche lo statunitense commise un errore sull’ultima barriera.

Senza la piccola sbavatura finale Warholm avrebbe probabilmente battuto il primato del mondo di Young. Warholm è l’unico ostacolista al mondo ad essere sceso al di sotto della barriera dei 47 secondi due volte.

Sono orgoglioso di quanto ho fatto ma sono un po’ dispiaciuto per il piccolo errore commesso. Ho affrontato il nono ostacolo con troppa foga e ho pagato. E’ una lezione per il futuro. Mi dico sempre di essere un combattente ogni volta che scendo in pista”.

Un’ora dopo Warholm è sceso di nuovo in pista per correre i 400 metri dove si è imposto in 45”05.

Con la somma dei due tempi realizzati sui 400 ostacoli e sui 400 metri di 91”92 Warholm ha messo a segno la migliore doppietta in un giorno facendo meglio rispetto a Felix Sanchez che vinse le due gare sui 400 ostacoli (47”62) e sui 400 metri (45”25) nella finale del Grand Prix di Parigi nel 2002.

Warholm ha proseguito la sua stagione da favola vincendo i 400 ostacoli al Golden Spike di Ostrava in 47”62. In Settembre ha migliorato il primato del meeting ISTAF di Berlino di Edwin Moses correndo in 47”08.

Ha illuminato la magica notte del Golden Gala di Roma vincendo in 47”07, tempo con il quale ha demolito sia il record del meeting romano di Abderrahmane Samba sia la migliore prestazione di sempre su suolo italiano di Edwin Moses.

La stagione si è conclusa con la vittoria ai Campionati norvegesi di Bergen in 48”23.

Una stagione particolare come questa mi ha permesso di realizzare prestazioni migliori. Senza grandi prestazioni da preparare ho avuto la possibilità di allenarmi più a lungo. Per coloro che hanno avuto la possibilità di allenarsi e gareggiare, questo può essere un regalo”.

L’atleta allenato dal coach Leif Olav Alnes ha regalato una boccata d’aria fresca in un anno molto difficile conquistando la simpatia del pubblico.

I suoi atteggiamenti divertenti, l’urlo e le sberle alle cosce per incitarsi prima della gara lo rendono più simile ad un ragazzo di un paese latino. Warholm ha raccontato che da piccolo era molto timido ma l’atletica lo ha aiutato ad aprirsi.

Elaine Thompson (foto Colombo/FIDAL)
Elaine Thompson (foto Colombo/FIDAL)

Elaine Thompson Herah

La giamaicana Elaine Thompson Herah ha iniziato la stagione 2020 con cinque vittorie in piccoli meeting giamaicani del circuito Velocity Fest di Kingston, nei quali ha fatto registrare due prestazioni con vento regolare (10”88 e 10”92) e un crono da 10”73 con vento a favore da +3.0 m/s.

Sui 200 metri ha realizzato il terzo miglior tempo mondiale dell’anno con 22”19.

A causa della pandemia la fuoriclasse giamaicana ha dovuto rimandare la partenza per l’Europa ma nella prima gara disputata su una pista del Vecchio Continente ha illuminato i 100 metri al Golden Gala Pietro Mennea di Roma stabilendo la migliore prestazione mondiale dell’anno con 10”85 con 27 centesimi di secondo sulla seconda classificata Aleia Hobbs.

Otto giorni dopo Thompson Herah ha bissato il successo di Roma vincendo la seconda gara stagionale di Diamond League a Doha in 10”87 con 34 centesimi di secondi sull’ivoriana Marie Josée Ta Lou.

Thompson Herah è diventata la settima velocista della storia a vincere il doppio titolo olimpico sui 100 metri e sui 200 metri nella stessa edizione dei Giochi Olimpici dopo Fanny Blankers Koen, Marjorie Jackson, Betty Cuthbert, Wilma Rudolph, Renate Stecher e Florence Griffith Joyner.

Nessuna velocista nella storia è riuscita a vincere su entrambe le distanze in due edizioni consecutive delle Olimpiadi.

Elaine Thompson Herah: “Ho concluso la stagione con il miglior tempo mondiale dell’anno. Sono davvero contenta. Questo mi dice a che punto sono con la preparazione e come dovrò prepararmi per la prossima stagione. Durante questa stagione ho dovuto adattarmi ad una nuova situazione e il mio obiettivo è stato trovare nuove motivazioni”.

 

 

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