Roberto Vanzillotta (Foto Geas)
Roberto Vanzillotta (Foto Geas)
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E’ stata definita, oggi, la nuova guida tecnica di Alessia Trost che, la scorsa settimana, aveva deciso in comune accordo con la sua società militare, le Fiamme Gialle, e i vertici Fidal di sciogliere il rapporto di collaborazione che la legava con Marco Tamberi.

Sarà il Prof. Roberto Vanzillotta, Presidente della Geas Atletica e stimato tecnico federale, ad assumersi questo importantissimo impegno perchè, di fatto, come evidenziato da più parti e, ovviamente anche da me, lo straordinario talento di Alessia deve essere portato a risultati superiori di quelli ottenuti negli ultimi anni.

Chi conosce la storia di Antonio la Torre, il direttore tecnico della nazionale, sa perfettamente come la sua storia sportiva di tecnico affermatissimo della marcia sia nata, circa 40 anni fa, grazie al consiglio del suo amico Roberto che, per lui, è praticamente una persona di famiglia.

Una decisione, quindi, suggerita certamente dal nostro D.T., che rappresenta, al di la delle storie parallele che i due tecnici hanno percorso, una scelta perfetta, a mio avviso, per questi fondamentali motivi.

La competenza tecnica e la passione senza confini

Vanzillotta è una persona straordinaria, che vive realmente, da sempre, per l’atletica e per i suoi atleti ma, ovviamente, è anche un grande tecnico, specializzato nel salto in alto, ma anche nella corsa veloce, ricordo tra gli altri che fu allenatore di Stefano Malinverni, mentre l’altista più famosa da lui allenata fu Alessandra Fossati.

L’ambiente e il contesto intorno

Alessia si troverà a dover affrontare un nuovo trasloco, adesso viveva ad Ancona e, dai prossimi mesi, sceglierà una località vicino al mitico campo Pino Dordoni di Sesto, dove si allenerà.

Senza entrare nel merito se sia meglio vivere a Milano e dintorni, piuttosto che nella bella cittadina marchigiana, ritengo che la ragazza di Pordenone potrà avere degli importanti stimoli dalla vicinanza di un’atleta quale Maria Teresa Rossi, altista della Geas Sesto con un PB di 1,85 e quest’anno quinta in Italia con 1,83.

Sono convinto, infatti, che non debba essere stato facile allenarsi per tre anni, in compagnia di Gimbo Tamberi che, proprio perchè atleta straordinario e con un complicato e fondamentale recupero da attuare, ha forse lasciato un pochino in disparte Alessia e le sue logiche problematiche derivanti dal cambio di ambiente.

Le prospettive future

A Sesto, Alessia sarà al centro di ogni attenzione, allenata da un tecnico che, oltretutto, ha un carattere molto più simile al suo e che, a sua volta, al di la della sua innata passione si troverà di fronte alla grande possibilità di coronare, la sua grande carriera di tecnico, con risultati che solo un’atleta del talento della Trost può dare.

Marco Tamberi, nel suo amichevole commiato dall’atleta friulana, ha detto senza mezze misure che ci sono delle situazioni in cui gli aspetti tecnici vengono sovrastati da quelli emotivi, specie in gara.

E’ anche vero, però, che le gare vanno preparate, a 360 gradi, in allenamento e, forse, qualcosa non era perfetta in questa fase.

Ma questa è una storia passata, ormai, fortunatamente senza polemiche da ambo le parti e ne siamo felici, per il bene dell’atletica che deve sempre essere fatta di confronti franchi e leali.

Per il momento consentitemi di fare il mio personale in bocca al lupo a Roberto, che ho il piacere di conoscere da tempo e che, a brevissimo, intervisterò sull’argomento.

 

 

 

 

 

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