Karsten Warholm e Elaine Thompson–Herah sono stati eletti Atleti Mondiali dell’Anno nella cerimonia dei World Athletics Awards andata in onda sulla pagina youtube della Federazione Mondiale di atletica. L’ex primatista mondiale di maratona Paula Radcliffe e la saltatrice in lungo britannica Jazmin Saywers hanno presentato la serata.
Riviviamo tutti gli straordinari momenti del loro indimenticabile 2021 anche attraverso alcune loro dichiarazioni.
Karsten Warhlom (Norvegia) 400 ostacoli
E’ stato eletto Atleta mondiale dell’anno due mesi dopo aver vinto il Premio di Atleta Europeo di questa straordinaria stagione in occasione dei Golden Tracks, il gala di European Athletics.
Lo scandinavo ha vinto la medaglia d’oro olimpica sui 400 ostacoli maschili nella più grande gara della storia della specialità.
La rivalità tra Warholm e Benjamin iniziò nel 2019 in occasione della finale della Diamond League di Zurigo, quando il norvegese si impose per sei centesimi di secondo con l’allora record europeo di 46”92. Poche settimane fa Warholm vinse il secondo titolo mondiale in 47”43 davanti allo statunitense originario di Antuga e Barbuda.
Nell’ultima stagione Benjamin ha vinto i Trials olimpici statunitensi a Eugene in 46”83 diventando il secondo di sempre a cinque centesimi di secondo dal record di Kevin Young stabilito alle Olimpiadi di Barcellona 1992. Una settimana dopo Warholm ha migliorato il record del mondo con 46”70 ai Bislett Games di Oslo davanti al pubblico di casa.
Karsten Warholm: “E’ stato speciale essere diventato il primo a battere il record del mondo di Kevin Young al Bislett Stadium davanti al pubblico di casa”.
Una settimana dopo Warholm ha vinto i 400 ostacoli dell’ Herculis di Montecarlo in 47”08 stabilendo il suo record del meeting per il secondo anno consecutivo.
Alle Olimpiadi di Tokyo lo scandinavo ha vinto la batteria in 48”65 e la semifinale in 47”30, un tempo più veloce rispetto alle prestazioni cronometriche che gli consentirono di vincere i due titoli mondiali e l’oro europeo.
Nella finale ha conquistato la prima medaglia d’oro diventando il primo atleta della storia a scendere sotto i 46 secondi con un sensazionale 45”94. Lo statunitense Raj Benjamin e il brasiliano Alison Dos Santos hanno vinto l’argento e il bronzo correndo rispettivamente in 46”17 e in 46”72, tempi con i quali sarebbero scesi sotto il record del mondo di 46”78 detenuto da 29 anni da Kevin Young e rimasto imbattuto fino al 1 Luglio 2021.
Il record di Warholm è entrato nella storia come una delle più grandi imprese dell’atletica allo stesso livello con i primati di Usain Bolt sui 100 e sui 200 metri ai Mondiali di Berlino 2009 e di Bob Beamon nel salto in lungo alle Olimpiadi di Città del Messico 1968.
“Quando ho visto il tempo, ho pensato che fosse un errore. E’ stata una gara molto intensa. Ho affrontato grandi avversari come Raj Benjamin e Alison Dos Santos. Sono partito molto forte e non sapevo cosa sarebbe successo alle mie spalle. Quando ho capito che il 45”94 era una realtà ho pensato: ‘Non è male questo tempo !’ Ci siamo spinti oltre i nostri limiti, ma siamo pronti a nuove sfide”.
Warholm ha festeggiato la vittoria olimpica strappandosi la maglia con un gesto dell’Incredibile Hulk. Il norvegese ha completato il “Grande Slam” dopo aver vinto due ori ai Mondiali di Londra 2017 e di Doha 2019, il titolo europeo a Berlino nel 2018 e due Trofei dei Diamanti nelle finali della Diamond League di Zurigo nel 2019 e 2021.
“E’ stato il più grande momento della mia vita. E’ davvero straordinario. Ho vinto i mondiali, gli europei e ho battuto il record mondiale alle Olimpiadi. La medaglia d’oro olimpica è ciò di cui tutti parlano.
Sapevo che la finale sarebbe stata la gara più difficile della mia carriera, ma ero pronto. La notte prima della finale avevo una sensazione speciale che provo quando sono nervoso. E’ la sensazione che provai quando avevo sei anni alla vigilia di Natale. Non penso che la proverò più”.
Warholm ha proseguito la striscia vincente aggiudicandosi la finale della Wanda Diamond League di Zurigo in 47”35 e il meeting ISTAF di Berlino.
“La gara di Tokyo è stata la più vicina alla perfezione nella mia carriera. Avevo grandi avversari, ottime condizioni, una pista veloce. Non penso che capitino molte gare di questo tipo in carriera, ma credo che ci siano sempre margini di miglioramento.
Vincere le Olimpiadi con il primato del mondo cambia tutto nella carriera di un atleta. Quando si raggiungono tutti gli obiettivi sognati, è naturale sentirsi un po’ vuoti e senza motivazioni perché tutto ciò per il quale hai lavorato è finito ed è andato tutto come sperato.
E’ stato importante tornare a gareggiare dopo le Olimpiadi per trovare nuovi stimoli. Mi piacciono le sfide nuove”.
Karsten è nato il 28 Febbraio 1996 a Ulsteinvink e ha iniziato la sua carriera come specialista delle prove multiple vincendo la medaglia d’oro nell’octathlon ai Mondiali Under 18 a Donetsk nel 2013. Due anni dopo conquistò due medaglie d’argento nel decathlon e sui 400 metri agli Europei Under 20 di Elskilstuna in Svezia nel 2015. Da quell’anno si è concentrato sui 400 metri ostacoli su suggerimento del suo allenatore Leif Olaf Alnes, coach norvegese di 64 anni.
“Ho iniziato con l’atletica all’età di otto anni. Un amico che praticava atletica nel club locale venne da me proponendomi di prendere parte ad una gara. Mi presentai con i Jeans e vinsi una gara di 200 metri.
Ero molto bravo in tutte le specialità di corsa e di salti. Ai Campionati nazionali giovanili disputavo otto gare e molte volte vincevo otto medaglie d’oro. Dopo il titolo mondiale under 18 hanno deciso di togliere dal programma l’octahlon e di sostituirlo con il decathlon aggiungendo il salto con l’asta e il lancio del disco.
Improvvisamente è diventato tutto più difficile perché c’erano tante cose nuove da imparare. Il mio allenatore mi ha suggerito di concentrarmi sui 400 ostacoli. Ho un bel rapporto di amicizia con il mio coach nonostante la differenza di età. E’ come se avessimo la stessa età. Ci divertiamo insieme”.
Karsten è un ragazzo dal carattere solare ed è abituato a darsi degli schiaffoni per caricarsi prima delle gare.
Coltiva la passione per il Lego. Nel suo tempo libero durante il periodo della pandemia ha costruito il Castello di Disney, il Tower Bridge e lo Stadio di Old Trafford di Manchester.
Elaine Thompson Herah (Giamaica) 100 e 200 metri, staffetta 4×100
Elaine Thompson Herah è diventata la prima velocista della storia a vincere 100 e 200 metri in due edizioni consecutive delle Olimpiadi. Grazie alla “double-double” realizzata alle Olimpiadi di Tokyo, si è laureata Atleta Mondiale dell’Anno del 2021 diventando la seconda velocista giamaicana a conquistare questo riconoscimento otto anni dopo Shelly Ann Fraser Pryce nel 2013.
Elaine Thompson Herah: “Mi concentro su una stagione alla volta. Sono andata vicina al primato mondiale. Tutto è possibile. I Mondiali di Eugene sono il mio prossimo obiettivo. E’ vicino a casa mia. Non è stato possibile avere il pubblico a Tokyo. Spero che i miei amici e la mia famiglia possano venire a vedermi in Oregon. Voglio avere tanto pubblico in Oregon.”
La velocista caraibica ha trionfato su entrambe le distanze a Rio de Janeiro 2016 in 10”71 e 21”78. L’ultima sprinter capace di centrare la doppietta su entrambe le distanze dello sprint nella stessa edizione delle Olimpiadi era stata la statunitense Florence Griffith Joyner nell’edizione di Seul nel 1988.
L’unica velocista giamaicana in grado di vincere il titolo olimpico sui 100 metri era stata la connazionale Shelly Ann Fraser Pryce, vincitrice a Pechino 2008 e a Londra 2012.
“Sono orgogliosa di aver emulato la mia connazionale Shelly Ann Fraser Pryce, da sempre mio punto di riferimento e fonte di ispirazione. Sono cresciuta nel suo mito”.
La fuoriclasse giamaicana ha iniziato la stagione 2021 realizzando grandi prestazioni cronometriche con 10”76 ventoso e 10”78 al meeting di Clermont in Florida ad inizio Maggio. E’ stata battuta a sorpresa ai Trials Olimpici giamaicani di Kingston sui 100 e sui 200 metri, ma i terzi posti alle spalle di Shelly Ann Fraser Pryce e Shericka Jackson sono stati sufficienti per la qualificazione alla seconda Olimpiade della sua carriera.
Dopo i Trials giamaicani Thompson Herah è tornata a Lignano Sabbiadoro per gareggiare nel meeting Sport e Solidarietà, dove ha realizzato il primato della manifestazione con 11”03.
Nel debutto nel Continental Tour su suolo europeo la caraibica ha vinto i 100 metri al meeting di Szekesfehrvar davanti a Shelly Ann Fraser Pryce stabilendo il miglior tempo su suolo ungherese e il secondo crono della sua carriera con 10”71. Nell’ultimo test prima delle Olimpiadi di Tokyo Thompson Herah ha vinto i 200 metri nella tappa della Diamond League di Gateshead in 22”43.
Thompson Herah ha cominciato le Olimpiadi di Tokyo vincendo la batteria dei 100 metri in 10”82 e la semifinale in 10”76. Nella finale ha conquistato la medaglia d’oro con il record olimpico 10”61 battendo Fraser Pryce di 13 centesimi di secondo.
“Dopo la vittoria nella finale olimpica dei 100 metri ho gridato ad alta voce perché ero davvero felice. Dopo le Olimpiadi di Rio de Janeiro ho avuto molti infortuni e tanti alti e bassi. E’ stato davvero straordinario tornare a grandi livelli cinque anni dopo. Sapevo di avere nelle gambe il record olimpico.
Avrei potuto correre ancora più velocemente se non avessi iniziato a festeggiare prima della linea del traguardo. Spero un giorno di poter dimostrare tutto il mio potenziale perché penso di avere ancora moli margini di miglioramento”.

Dopo un giorno di pausa Elaine è tornata in pista per correre le batterie dei 200 metri in 22”86. Ha eguagliato il primato personale sui 200 metri con 21”66 in semifinale rallentando negli ultimi metri.
Nella finale ha conquistato il quarto oro olimpico della sua carriera migliorando il primato giamaicano di Merlene Ottey con 21”53, secondo crono più veloce della storia dopo il primato del mondo stabilito da Florence Griffith Joyner alle Olimpiadi di Seul con 21”34.
“Ho battuto due volte il record personale nonostante la stanchezza. Dopo i 100 metri non sono riuscita a chiudere occhio”.
Thompson Herah ha coronato una splendida Olimpiade vincendo il terzo oro di Tokyo 2021 e il quinto titolo della sua carriera in questa manifestazione con la staffetta 4×100 giamaicana in 41”02, record nazionale e secondo crono più veloce della storia dopo il 40”82 realizzato dagli Stati Uniti in occasione della vittoria alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.
“E’ stata una sensazione quasi surreale aver vinto tre medaglie d’oro olimpiche con il primato nazionale e il secondo miglior tempo di sempre. Sono contenta che Il mio team sia riuscito a vincere l’oro olimpico e a regalare un grande spettacolo”.
Nel primo meeting dopo le Olimpiadi Thompson Herah ha avvicinato di cinque centesimi di secondo il primato del mondo dei 100 metri di Florence Griffith Joyner con un fenomenale 10”54 nel Prefontaine Classic di Eugene nello Stadio di Hayward Field di Eugene.
“Penso che il record del mondo sia alla mia portata. Non voglio lasciarmi trasportare da troppo entusiasmo. Questo risultato significa molto per me perché il mio lavoro è ispirare una nuova generazione”.
Sul finire della stagione la caraibica ha corso i 100 metri in 10”64 a Losanna a quattro centesimi da una straordinaria Shelly Ann Fraser Pryce, in 10”72 a Parigi e in 10”65 nella finale della Wanda Diamond League al Letzigrund di Zurigo (record del Weltklasse e quindicesima performance sotto gli 11 secondi nel 2021).
“E’ stata una stagione pazzesca. Ero molto tranquilla perché ho mantenuto la fiducia in me stessa. A fine stagione ero stanca ma fa parte del mio lavoro”.
Elaine è nata a Banana Ground, villaggio nella Manchester Parish ed è cresciuta con la nonna fin da quando aveva sette anni. Iniziò a correre presso la Manchester High School, ma il suo talento non sbocciò subito. I suoi risultati erano discreti ma non straordinari se paragonati con quelli di molte atlete di talento del paese caraibico.
La svolta avvenne nel 2013 quando vinse una borsa di studio ed entrò nel gruppo di allenamento del MVP di coach Steven Francis. L’ascesa in campo internazionale è coincisa con la stagione 2015 quando vinse la medaglia d’argento sui 200 metri a Pechino in 21”66 a tre centesimi dall’olandese Dafne Schippers e l’oro con la staffetta 4×100 in 41”07.
Nella sua carriera ha vinto un bronzo ai Mondiali Indoor sui 60 metri a Portland 2016, tre titoli sui 100 metri nella Diamond League nel 2016, 2017 e 2021. E’ stata meno fortunata ai Mondiali dove si è piazzata quinta a Londra 2017 e quarta a Doha 2019 sui 100 metri a causa di qualche problema fisico.
Erriyon Knighton e Athing Mu Rising Star dell’anno
Gli statunitensi Erriyon Knighton e Athing Mu sono stati eletti Rising Star del 2021. Mu ha vinto due medaglie d’oro sugli 800 metri e nella staffetta 4×400 alle Olimpiadi di Tokyo dopo aver vinto il titolo NCAA sui 400 metri a Eugene stabilendo il record nordamericano under 20 con 49”57 ed è rimasta imbattuta in tutta la stagione.
L’atleta originaria del Sudan ha stabilito il record statunitense sugli 800 metri nella finale olimpica con 1’55”21 battendo l’altra diciannovenne Keely Hodgkinson e si è migliorata ancora vincendo nella tappa della Diamond League di Eugene in 1’55”04 poche settimane dopo.
Nella votazione per il premio di Rising Star Mu ha preceduto Keely Hodgkinson (argento olimpico e primatista britannica sugli 800 metri), la namibiana Christine Mboma (campionessa mondiale under 20 e argento olimpico sui 200 metri), la finlandese Silja Kosonen (campionessa mondiale ed europea under 20 del lancio del martello) e l’etiope Zerfe Wondemagegn (vice campionessa mondiale under 20 e finalista olimpica sui 3000 siepi a Tokyo).
Athing Mu: “Significa tutto per me sapere che il sostegno nei miei confronti va oltre la cerchia della mia famiglia e dei miei amici e si estende in tutto il mondo. Questo riconoscimento dimostra a tutte le giovani ragazze che ogni sogno si può realizzare”.

Il diciassettenne Erriyon Knighton ha battuto il primato mondiale under 18 dei 200 metri di Usain Bolt due volte correndo in 20”11 e in 20”04. La sua crescita è proseguita in occasione dei Trials olimpici statunitensi di Eugene dove ha battuto due volte i record mondiali under 20 correndo in 19”88 in semifinale e in 19”84 in finale. Si è classificato al quarto posto nella finale delle Olimpiadi di Tokyo in 19”93.
Nella votazione per il premio di Rising Star dell’anno Knighton ha avuto la meglio sul francese Sasha Zoya (campione europeo e mondiale under 20 e primatista mondiale juniores sui 110 ostacoli con 12”72), Sean Burrell (campione NCAA e primatista mondiale under 20 sui 400 ostacoli con 47”85), il keniano Emmanuel Wanyoni (campione del mondo under 20 degli 800 metri) e l’etiope Tadese Worku (campione del mondo sui 3000 metri e argento sui 5000 metri ai Mondiali Under 20 di Nairobi).
Erriyon Knighton: “Sono davvero grato per questo premio. Uno dei momenti più memorabili di quest’anno è stato la qualificazione per la finale Olimpica di Tokyo e il quarto posto a 17 anni”.






