Hassane Fofana Berlino(Foto Colombo Fidal)
Hassane Fofana Berlino(Foto Colombo Fidal)
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Strano destino quello di Fofy, ostacolista azzurro che odia l’inquinamento e si ritrova a gareggiare per i campionati mondiali di atletica… a Doha! La capitale del Qatar è una città in cui gli sprechi dal punto di vista ambientale sono un vero e proprio ceffone al pianeta Terra, tra condizionatori accesi h24 (in case, hotel, negozi e nei mezzi di trasporto) e un traffico stradale angosciante.

In un contesto del genere, l’unico modo per manifestare appoggiando la battaglia di Greta Thunberg è calare l’asso (pardon, l’Hasso) in campo sportivo e “spaccare” nella gara dei 110 hs.

Et voilà è quanto ha fatto due giorni fa Hassane, rispondendo alla chiamata delle ore 20.04 del 30 settembre, quando sul maxischermo del Khalifa International Stadium viene inquadrato il nostro azzurro.

Sui blocchi di partenza, oltre a lui, ci sono: il giamaicano Omar McLeod, il cipriota Milan Trajkovic, il sudafricano Antonio Alkana, l’australiano Nicholas Hough, il bielorusso Vitali Parokhonka, il brasiliano Gabriel Costantino e Devon Allen per gli Usa. Una batteria di ferro.

Gara velocissima che vede l’atleta giamaicano fermare il tempo dopo 13″17. Hasso si avvicina al suo personale di 13″44 (che è anche il suo SB) ma nonostante un ottimo 13″49 non vede l’agognata Q di fianco al suo nome. Preceduto da quattro avversari, con la quinta posizione nella propria batteria, è dunque costretto a sperare in un ripescaggio.

Ripescaggio che – giustizia è fatta – avviene quando escono i verdetti delle altre quattro batterie: basti pensare che nella 3^ batteria Fofy si sarebbe qualificato come secondo alle spalle del francese Martinot-Lagarde. Spulciando le altre quinte posizioni, troviamo un 13″60, un 14″07, un 13″68 e un 13″50 che fanno del nostro Fofana il primo dei ripescati.

Ora è tempo di massaggi e relax ascoltando un po’ di drum and bass reggae, aspettando lo sparo della sua semifinale (oggi, ore 19:13 italiane). Stasera Fofy sarà in corsia 2 e ritroverà, fra gli altri, il giamaicano McLeod. Con loro ci sarà anche il temibile Martinot-Lagarde (12″95 di PB).

Per centrare la finale occorrerà trasformarsi in uno dei protagonisti dei suoi film preferiti (“tutti quelli della Marvel“) ma comunque vada l’obiettivo che si era posto alla vigilia dei mondiali è stato raggiunto: “Dimostrare il mio reale valore dove conta”. Bravo Hasso, ora però non fermarti!

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