Alessia Trost (foto FIDAL)
Alessia Trost (foto FIDAL)
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Nella grande festa dell’Atletica avvenuta a Savona, giovedì scorso, nel corso della 9° edizione del Meeting Giulio Ottolia, le uniche che hanno festeggiato poco sono state le saltatrici in alto.

Elena Vallortigara ed Alessia Trost, infatti, che erano al debutto, stagionale all’aperto non sono andate oltre gli 1,84 e 1,81, rispettivamente, stessa misura quest’ultima di Erika Furlani che, invece, già aveva debuttato, pochi giorni prima a Rieti, ottenendo il suo personal best con 1,94.

Cosa è successo, dunque, forse la pedana della Fontanassa aveva caratteristiche particolari?

Lo chiediamo a un grande esperto del salto in alto, Roberto Vanzillotta, tecnico proprio della Trost ma anche di Maria Teresa Rossi che, invece, a Savona, è stata la grande sorpresa andando a vincere con il suo personale di 1,87.

In effetti quella di Savona é una pedana molto veloce e dura che costringe a correre veloce e Maria Teresa l’ha interpretata meglio di tutte.

Senti Roberto, come sta Alessia, mi confermi che oggi salterà a Gavirate come dalle iscrizioni, insieme a Maria Teresa?

Alessia sta bene, questa è una stagione particolare e non è semplice trovare le giuste motivazioni. In ogni caso stiamo, da tempo, preparando delle modifiche tecniche che proveremo oggi per la prima volta.

Oggi salterà e utilizzerà, per la prima volta, la vecchia rincorsa che faceva ai tempi di Gianfranco Chessa, perché le si addice di più ed è quella che gli ha permesso i 2 metri.

Per lei è il miglior modo di lasciare i ricordi di Ancona ma, attenzione, con il vantaggio di saltare meglio sopra l’asticella rispetto a quando saltava 2 metri e questo grazie all’ottimo lavoro di Marco Tamberi.

L’ha deciso lei, io ero convinto prima ancora che lei decidesse di venire a Sesto. Perché è la sua corsa naturale e credo che per vedere dei risultati positivi ci vorrà meno tempo di quel che si possa pensare.

Su Maria Teresa, invece, penso che oggi non salti perché è uscita dalla gara di Savona con tanti dolorini che potrebbero limitarne il rendimento oltre il rischio di farsi male e non ne vale la pena.

 

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