Davide Re (foto FIDAL)
Davide Re (foto FIDAL)
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Un incredibile Karsten Warholm 90 minuti dopo aver sfiorato, per 9 centesimi, il record del mondo dei 400 ostacoli, si ripresenta sui blocchi nei 400 piani e vince ancora con un buon 45″05 che, considerata l’inevitabile stanchezza accumulata, si può ben immaginare cosa possa valere, probabilmente meno di quel 44″33, record europeo a cui punta da un po’ di tempo.

Davide Re, alla sua seconda gara in carriera di Diamond League, dopo lo sfortunato esordio dell’anno scorso a Montecarlo, quando fece 180 metri invano per una falsa non sentita, si presenta alla partenza da iniziale favorito, vista che non era prevista la partecipazione del norvegese e, in ogni caso, avrebbe potuto averlo come traino perfetto per fare una grande gara con un ottimo crono.

Purtroppo Davide è, invece, incappato in un pomeriggio storto, non sappiamo se avesse avuto qualche problema nelle ore precedenti, che l’ha portato a non essere mai nel vivo della competizione, risucchiato da tutti intorno, per poi concludere in sesta posizione con un modesto 47″00, suo peggior risultato degli ultimi tre anni.

Dietro il norvegese terribile arrivano prima di lui lo sloveno Janezic (45″85), l’olandese Dobber (46″23), il britannico Yousif (46″63), il tedesco Schlegel (46″99).

Poco dopo la gara, si scopre il motivo di tale controprestazione, troppo brutta per non avere una spiegazione visto anche il 45″31 ottenuto dall’azzurro a Savona il 16 luglio e le ottime impressioni suscitate, in stagione, nelle gare di velocità pura.

Appena prima di entrare in gara, nell’ultima partenza, ho sentito una fitta al tendine d’Achille destro. È stata un’agonia, ogni volta che poggiavo il piede sentivo dolore. E ne sento ancora” queste le prime parole dopo l’arrivo di Davide.

 

 

 

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