Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)
Filippo Tortu (foto Colombo/FIDAL)
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Si scrive “Infernetto” ma, a dispetto del nome, è la meta desiderata di tantissimi campioni e non solo quelli appartenenti al Gruppo Sportivo della Guardia di Finanza di cui rappresenta il Centro Sportivo per eccellenza.

Per chi non lo sapesse, può rileggersi l’articolo che avevamo dedicato in cui ben si comprende perché Atleti da tutta Italia, ma anche da tutto il mondo, decidono di passare lunghi periodi in questa stupenda struttura sportiva che offre realmente il meglio per allenarsi, in un contesto climatico sempre molto piacevole, con il supporto costante di medici e fisioterapisti.

Per non parlare poi del fatto che l’impianto è inserito ai margini di una bellissima riserva naturale, che si trova a circa 3 chilometri dal mare di Ostia e che, in ogni caso, si parla della cerchia metropolitana di Roma, con la città più bella del mondo a pochi minuti di auto.

Filippo Tortu da ieri pomeriggio è qui, per vivere e preparare, in un contesto così stimolante, l’ultima parte di questa stagione che lo vedrà impegnato il 17 settembre prossimo al Golden Gala Pietro Mennea dell’Olimpico, tappa italiana della Diamond League e, probabilmente, qualche giorno prima, in un’altra competizione che verrà annunciata a brevissimo.

La scelta di passare 7/8 giorni a Castelporziano nasce anche dall’esigenza di tenere sotto controllo al meglio i postumi del piccolo problema, al bicipite femorale destro, patito durante la semifinale degli assoluti di Padova, che l’hanno costretto a rinunciare a disputare la finale contro il suo grande avversario, ma anche amico, Marcell Jacobs.

Conoscendo molto bene Filippo e il suo grande agonismo, come del resto da lui stesso dichiarato, quella decisione di sabato sera deve essergli costata veramente tantissimo anche perché, in semifinale, aveva dato dei segnali di grandissima condizione certificata, pur se magari sfuggita al grande pubblico, dai meno di 42 appoggi utilizzati per correre in scioltezza i 100 metri, dimostrazione di enorme forza fisica.

Tra l’altro, la pochissima distanza tra la sua serie e la finale, solo 45 minuti, ha fatto in modo che si dovesse prendere, in fretta, una scelta peraltro consigliata dal fisoterapista del suo Gruppo Sportivo che ha, subito, evidenziato l’irrigidimento muscolare al femorale che avrebbe dovuto essere sciolto, ma non c’era il tempo materiale per farlo in sicurezza.

Hanno preferito, dunque, non rischiare per essere certi di onorare al meglio gli ultimi appuntamenti agonistici tra cui, su tutti, il Golden Gala a cui Filippo tiene tantissimo, specialmente poi in questo anno così tribolato per tutti.

Ma nello sport, come nella vita in generale, non bisogna mai voltarsi indietro e guardare avanti per affrontare subito nuove sfide, e Filippo è molto carico e determinato per chiudere al meglio la sua stagione.

 

 

 

 

 

 

 

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