Vincenzo Parrinello (foto archivio)
Vincenzo Parrinello (foto archivio)
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In esclusiva per SprintNews.it, il Generale Vincenzo Parrinello ci conferma la sua candidatura alla Presidenza FIDAL, sgombra il campo da alcune polemiche sul possibile rinvio e ci racconta come intende affrontare il futuro, dopo la pandemia, per ridare slancio al movimento dell’atletica italiana.

Generale è un vero piacere incontrarla, anche se solo virtualmente. Conferma la Sua candidatura alla Presidenza alla Federazione Italiana di Atletica Leggera?

Si, confermo la mia candidatura alla FIDAL quale esponente del Movimento “Insieme per l’atletica …… oltre la passione”.

In questi ultimi mesi, con la crisi epidemiologica che ha attanagliato il nostro Paese, abbiamo ritenuto opportuno sospendere qualsiasi azione di campagna elettorale diretta o indiretta. Abbiamo considerato assolutamente fuori luogo, se non addirittura offensivo, fare attività di qualsiasi genere mentre l’Italia contava migliaia di morti ovunque.

Ma sabato scorso, a conclusione della fase 2, abbiamo deciso di ripartire con calma e con serenità. Insieme con i soci fondatori del Movimento ci siamo riuniti in videoconferenza e abbiamo analizzato il difficile periodo vissuto e che ancora sta vivendo il Paese, e di conseguenza lo sport e la nostra atletica.

Abbiamo altresì discusso e deciso modalità, tempi e obiettivi a breve, medio e lungo periodo di tutto il Movimento.

Un gruppo ristretto di persone sta lavorando al programma con punti chiari, concreti, realizzabili e che rispondano alle esigenze delle nostre società.

Tutti i componenti dello stesso, a prescindere dalla data in cui si terranno le elezioni, hanno confermato con convinzione, e in forza delle adesioni ricevute, di essere e rimanere in campo fino alla fine con lo spirito di servizio che ha sempre contraddistinto il gruppo ed i suoi componenti.

E’ vero che lei preferirebbe votare nel 2021?

Per evitare pretestuosi e strumentali equivoci ritengo doveroso fare una premessa. Lascio agli esperti le valutazioni di carattere tecnico-giuridico e, sin d’ora, sottolineo che rispetterò naturalmente e puntualmente quanto sarà disposto dalle istituzioni competenti.

Se mi viene, comunque, chiesto cosa ne penso dell’opportunità di far svolgere le elezioni nel 2020 o nel 2021 ritengo di poter esprimere alcune mie personali valutazioni.

Naturalmente per ben comprendere il senso delle mie parole a qualcuno, a corto forse di argomenti, consiglierei di sfogliare il vocabolario per leggere cosa significa “opportuno” e successivamente di farsi spiegare “bene” la differenza tra “de iure condito” e “de iure condendo“.

Ritengo che “l’opportunità” di votare nel 2021 si fondi su due motivi, come ho avuto già modo di dire in altre occasioni.

Il primo di carattere razionale in quanto non ritengo opportuno modificare la governance delle Federazioni e del Coni a pochi mesi dai Giochi Olimpici.

Qualcuno ha tra l’altro scritto che i candidati si sarebbero impegnati a non modificare la struttura tecnica……innanzitutto non mi pare di aver preso un impegno in tal senso, ma soprattutto vorrei rammentare che è previsto dalle norme statutarie un consiglio federale, tranne che si voglia nella sostanza un uomo solo al comando.

Ci sono, in secondo luogo, motivi di carattere etico-morale. Le nostre società a causa della pandemia si trovano in condizioni di grande difficoltà.

Nei prossimi mesi anziché impegnarci in una campagna elettorale, che si snoderebbe tra le mille difficoltà dei nostri sodalizi, ritengo che sia opportuno raccogliere ogni risorsa economica, finanziaria e umana per aiutare i nostri club a superare gli ostacoli e a ripartire con slancio.

Oggettivamente poi ritengo sussistano anche difficoltà di carattere logistico che non possono essere superate da fantasiose soluzioni di votazioni online per due oggettivi ostacoli: essere certi della provenienza del voto e l’assoluta garanzia della sua segretezza.

Anche qui non riesco bene a comprendere se qualcuno c’è o ci fa.

Essere certi della provenienza del voto significa avere l’assoluta certezza che a esercitare il voto sia quel soggetto e nessun altro. E’ come se si potesse entrare in una cabina elettorale con un certificato elettorale valido ma senza un documento di identità.

Quanto poi alla segretezza del voto anche qui non si tratta di non poter vedere chi ha votato in un senso o nell’altro, ma quanto il fatto che l’esercizio del voto potrebbe avvenire alla presenza di uno o più soggetti, oltre all’elettore, o che il voto potrebbe essere documentato in modo illecito.

Aggiungo che votare nel 2021, in caso di esito favorevole della mia candidatura, ridurrebbe a tre anni il mio mandato, ma non mi interessa, ritengo che dobbiamo scegliere ciò che la nostra coscienza ritiene più giusto e non dovremmo pensare a ciò che più ci conviene o che più piace alla gente!

Le società hanno bisogno di aiuto, come intervenire?

Come ho avuto modo di dire già nel consiglio Federale del 27 marzo, è necessario che la Federazione intervenga a favore delle società.

Ma attenzione, bisogna avere chiari alcuni principi. Il primo: è assolutamente doveroso assegnare le risorse di cui già si dispone. Malgrado significative perdite a causa della pandemia le Federazione ha effettuato risparmi e tagli sui compensi racimolando una certa somma, questa somma è stata messa a disposizione delle società secondo criteri chiari e meritocratici.

La Federazione comunque cercherà di intercettare altre risorse, sia nel proprio ambito che grazie all’intervento di altre istituzioni, come Sport e Salute, e le metterà a disposizione delle società sempre nel modo più trasparente.

Non penso, inoltre, che si debbano fare interventi a pioggia mettendo tutti sullo stesso livello.

Ritengo che sarebbe ingiusto intervenire allo stesso modo nei confronti di una società che vanta un’anzianità trentennale, che partecipa a tutti i campionati e che ha centinaia di tesserati rispetto ad una società che, magari, si è affiliata due mesi fa e ha solo dieci tesserati.

E’ disdicevole fare proclami demagogici solo per arringare le folle e per riscuotere un plauso tanto scontato quanto immeritato.

Ma oltre ai contributi economici, ritengo che le società abbiano la necessità di poter contare su un aiuto per potersi districare tra tante disposizioni e poter anche usufruire dei contributi che le istituzioni hanno già messo e che, ci auguriamo, metteranno loro a disposizione.

In questa direzione va lo sportello che è stato istituito per le società su mia proposta, nel corso dell’ultimo Consiglio Federale, e su i cui servizi le società possono già contare.

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