Larissa Iapichino (foto Grana/FIDAL)
Larissa Iapichino (foto Grana/FIDAL)
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Quel che si è appena visto al Palaindoor di Ancona, sulla pedana del salto in lungo dei Campionati Assoluti di Ancona, è qualcosa di incredibile, in quanto forse neanche i più ottimisti appassionati avrebbero previsto che Larissa Iapichino potesse raggiungere, così presto, simili risultati.

La sua gara di oggi è stata semplicemente straordinaria nella misura in cui la giovanissima Atleta, solo 18 anni, è entrata in gara con un salto a 6,68 e poi, dopo un nullo, è atterrata due volte a 6,75, vale a dire il suo primato italiano under 20 eguagliato due volte per poi, al quinto tentativo, raggiungere l’incredibile misura di 6,91.

Questa misura eguaglia il primato italiano indoor della mamma, Fiona May e rappresenta, addirittura, il primato mondiale under 20 che apparteneva dal 1983, ben 38 anni fa, ad un’atleta leggendaria quale Heike Drechsler che aveva saltato 6,88.

Qualcosa di pazzesco, non ci sono parole per descrivere una simile emozione salvo la gioia, da appassionati di Atletica, per questo risultato che farà parlare ancor più di questo meraviglioso sport e che, oltretutto, regala a Larissa, con largo anticipo, il biglietto per le Olimpiadi di Tokyo.

Bella prestazione anche per Laura Strati che ben si difende, e ottiene un buon secondo posto con un salto a 6,66 che pareggia il suo personale indoor, nonchè stagionale.

Le prime dichiarazioni di Larissa dopo l’impresa

Surreale, un sogno, non ho parole per descriverlo. La prima cosa che ho pensato è: cavolo, ho saltato come mia mamma. Solo dopo ho realizzato che 6,91 è anche il record del mondo under 20, e che è lo standard per Tokyo!

Mi ci vorrà un po’ a realizzare quello che è successo oggi. Felicità, stupore… ho dentro un misto di emozioni a volume altissimo, mi sento come una bambina.

Eguagliare mia mamma mi fa realizzare tante cose. Non ci sono tante parole per descriverlo, o almeno io non le ho, mi basta la misura. Le dedico questo record, ma non voglio dire perché. Lei lo sa.

Hai migliorato il record del mondo under 20 che apparteneva, dal 1983 a Heike Drechsler. Non un nome qualsiasi. Questo mi sconvolge. Heike Drechsler è una delle dee del salto in lungo e ho appena battuto un suo record, un suo record del mondo. Fra un po’, vi giuro, mi viene un colpo.

A 18 anni portare a casa il biglietto per un’Olimpiade non è una cosa da tutti i giorni. Tokyo me la immagino come un’occasione per imparare, per catturare le cose migliori da tutte le grandi campionesse che in pedana con me, e che saranno le mie avversarie… e già questo mi sembra incredibile. Voglio cogliere l’opportunità di fare esperienza.

I Giochi Olimpici di Tokyo, ma anche gli Europei indoor di Torun fra due settimane. Nelle gare di questo tipo non conta solo la misura d’iscrizione o la forma fisica. C’è tanto lavoro di testa, l’esperienza conta moltissimo. Io sono molto giovane e voglio assorbire più che posso, come una spugna, voglio imparare.

In verità nei primi salti mi sentivo un po’ scarica perché sto studiando molto, è l’anno della maturità. Però nella corsa spingevo molto e infatti il mio allenatore ha spostato indietro la partenza della rincorsa. L’obiettivo che ci eravamo posti non era pensare alla fase di salto, ma a come ci arrivavo, a come correvo. Devo dire che ha funzionato“.

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