La conferenza stampa del Letzigrund di Zurigo: gare maschili

Il dettaglio con le dichiarazioni dei protagonisti delle 13 finali riservate agli uomini

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Stasera atto conclusivo della Wanda Diamond League 2021, dopo il prologo di ieri sera in Piazza che ha visto l’assegnazione dei primi 7 titoli.

Oggi ben 25 finali, presentate nella tradizionale conferenza stampa con gli atleti e con un  moderatore d’eccezione quale il primatista mondiale del salto triplo Jonathan Edwards.

Grande attesa naturalmente per gli azzurri impegnati con particolare riguardo al campione olimpico del salto in alto Gianmarco Tamberi di cui presentiamo subito la gara insieme a tutte le altre maschili.

Salto in alto

Il campione olimpico Gianmarco Tamberi potrebbe diventare il primo atleta italiano in grado di vincere il Diamante della Diamond League in caso di successo al Letzigrund di Zurigo.

Dopo la memorabile vittoria olimpica a Tokyo a pari merito con l’amico Mutaz Barshim alla quota di 2.37m Tamberi ha gareggiato altre tre volte classificandosi quinto a Losanna con 2.24m, secondo a Rovereto con 2.25m e primo a Chorzow con 2.30m superando l’asticella con ampio margine.

Il campione marchigiano ritrova in pedana il bielorusso Maksim Nedasekau, bronzo olimpico con 2.37m con un numero maggiore di errori rispetto a Tamberi e Barshim, Ilya Ivanyuk, vincitore di due tappe di Diamond League a Doha e a Firenze e l’ucraino Andiy Protsenko, vincitore della finale di Diamond League a Zurigo nel 2019 con 2.32m.

Gianmarco Tamberi: “La gara di Tokyo è stata ispirata dal motto olimpico: più veloce più alto, più forte, insieme. Sono stanco ed è stato difficile trovare motivazioni dopo aver inseguito un obiettivo per cinque anni”.

Salto con l’asta

Armand “Mondo” Duplantis insegue il primo Diamond Trophy della sua carriera. Il ventunenne svedese ha vinto l’oro olimpico con 6.02m a Tokyo ed è arrivato vicino a migliorare il suo record mondiale alle Olimpiadi.

Ha perso a Losanna in una serata fredda e ventosa ma si è subito riscattato vincendo a Parigi con 6.01m e a Bruxelles con 6.05m realizzando in entrambe le occasioni il primato del meeting.

Armand Duplantis: “La cosa più importante è cercare di non correre troppo e di montarmi la testa. Non gareggio mai contro degli avversari ma contro me stesso. Qualunque cosa facciano Kendricks e Lavillenie, devo sempre cercare di saltare 5.90m o 6.00m. A fine stagione ho bisogno di concentrarmi su un’altezza alla volta. Se eseguo le cose nel modo giusto, posso raggiungere i miei obiettivi.”

Lo scandinavo cresciuto in Louisiana sfida di nuovo lo statunitense Christopher Nilsen, medaglia d’argento alle Olimpiadi di Tokyo con 5.97m e vincitore al meeting di Losanna con 5.82m. Lo statunitense Sam Kendricks ha conquistato due trofei dei Diamanti nel 2017 e nel 2019 negli anni in cui ha vinto i due titoli mondiali. Da seguire anche l’altro statunitense KC Lightfoot, quarto alle Olimpiadi di Tokyo e campione NCAA indoor nel 2021, e il filippino Ernest Obiena, che ha migliorato il primato nazionale con 5.91m a Parigi.

400 metri ostacoli

Karsten Warholm ha cancellato lo storico primato del mondo di Kevin Young correndo in 46”70 sulla pista di casa di Oslo in occasione dei Bislett Games.

Alle Olimpiadi il norvegese ha portato il primato del mondo in un’altra dimensione diventando il primo quattrocentista ad ostacoli della storia a scendere sotto i 46 secondi con un sensazionale 45”94 in una delle più grandi gare di sempre non solo di questa specialità ma di tutta l’atletica.

Warholm insegue il secondo titolo consecutivo della Diamond League dopo il successo al Letzigrund di Zurigo nel 2019 con l’allora primato europeo di 46”92. Lo scandinavo disputerà la prima gara di 400 ostacoli dal giorno della finale olimpica a Tokyo.

Karsten Warholm: “Quando realizzi un sogno inseguito da tempo, sei contento ma nello stesso tempo ti senti svuotato perché tutto il lavoro svolto per realizzare il tuo obiettivo è finito. Voglio tornare a gareggiare in Diamond League e inseguire nuove sfide in futuro provando anche nuove gare.

Amo cercare nuove sfide. La finale di Tokyo è stata vicina alla perfezione. Avevo grandi avversari e ottime condizioni climatiche, una pista veloce. Credo di poter fare ancora meglio. Vincere le Olimpiadi con il record del mondo ha cambiato tutto nella mia vita. Ho più attenzioni da parte dei media internazionali. Ho sempre sognato di raggiungere questo traguardo e ora devo abituarmi alla nuova vita”.

Warholm ritrova in gara quattro finalisti delle Olimpiadi di Tokyo: il ventunenne brasiliano Alison Dos Santos (bronzo alle Olimpiadi con il terzo miglior tempo di sempre di 46”72), Kyron McMaster (due volte vincitore del Diamond Trophy nel 2017 e 2018 davanti a Warholm e quarto alle Olimpiadi in 47”08), il turco Yasmani Copello (sesto alle Olimpiadi in 47”81) e l’estone Rasmus Magi (settimo nella finale olimpica e argento agli Europei 2014 di Zurigo).

100 metri

I favoriti per il titolo della Diamond League sono lo statunitense Fred Kerley e il canadese André De Grasse, rispettivamente argento e bronzo sui 100 metri alle Olimpiadi di Tokyo dietro a Marcell Jacobs realizzando i rispettivi record personali con 9”84 e in 9”89. Entrambi gli sprinter sono andati forte anche nelle settimane post-olimpiche. De Grasse ha vinto i 100 metri al Prefontaine Classic di Eugene in 9”74 con vento a favore e i 200m nel Continental Tour di Chorzow in 20”21.

André De Grasse: “Sono ancora giovane e ho ancora molto da imparare. Ho la sensazione di migliorare ogni anno”.

Kerley ha corso in 9”78 con vento a favore oltre la norma e si è imposto a Bruxelles a Bruxelles in 9”94.

Fred Kerley: “Sono contento della vittoria a Bruxelles, ma sono rimasto insoddisfatto della gara. Non ho eseguito la prova come avrei voluto. Ci sono aspetti sui quali devo lavorare perché voglio sempre fare meglio”.

Gli altri grandi protagonisti della stagione in gara sulla pista del Letzigrund sono lo statunitense Trayvon Bromell, vincitore ai Trials statunitensi in 9”80 e secondo dietro a Kerley a Bruxelles in 9”97, Akani Simbine, quarto nella finale olimpica di Tokyo e primatista africano al meeting di Szekesfehrvar con 9”84, lo statunitense Ronnie Baker, quinto a Tokyo in 9”95 e terzo al Pefontaine Classic di Eugene in 9”82, l’onnipresente Mike Rodgers, campione mondiale con la staffetta 4×100 a Doha 2019.

Non ci sono italiani in gara ma l’interesse degli appassionati del nostro paese sarà per Yupun Abeykoon Mudyanselage, velocista dello Sri Lanka allenato da Claudio Licciardello a Roma. Per la Svizzera ci sarà Silvan Wicki, velocista accreditato di un record personale di 10”11.

200 metri

André De Grasse ha vinto l’oro olimpico sui 200 metri a Tokyo stabilendo il primato canadese con 19”62 e i bronzi sui 100m e nella staffetta 4×100. Il palmares del canadese comprende sei medaglie olimpiche comprendendo l’argento sui 200 metri e due bronzi sui 100m e nella staffetta 4×100 oltre a quattro medaglie mondiali (bronzo nei 100m e nella 4×100 a Pechino 2015, argento nei 200m e bronzo nei 100m a Doha 2019).

Con il 19”79 realizzato a Parigi Kenny Bednarek é diventato il primo sprinter a scendere dieci volte al di sotto dei 20 secondi nella stessa stagione. Il ventiduenne statunitense ha vinto l’argento alle Olimpiadi di Tokyo migliorando il record personale con 19”68 e ha vinto tre gare di Diamond League a Gateshead con 20”33 con vento contrario, a Doha in 19”89 e a Losanna in 19”65 con vento a favore oltre la norma.

Kerley si è piazzato secondo a Losanna in 19”77 e ha battuto Bednarek al photo-finish in 19”79 a Parigi. Kerley vinse la finale della Diamond League sui 400 metri in 44”80 nel 2018 e insegue un altro diamante in altre specialità dello sprint.

Gli altri finalisti in gara sono Aaron Brown, sesto alle Olimpiadi in 20”20 e protagonista della stagione della Diamond League con i quarti posti di Eugene (20”12), Losanna (20”18) e il terzo posto di Parigi (20”20), gli statunitensi Vernon Norwood e Josephus Lyles (migliorato in questa stagione con 20”03 a Eugene) e Isaac Makwala, che vanta un personale di 19”77 sui 200 metri.

400 metri

Kirani James ha vinto la medaglia di bronzo di 400 metri alle Olimpiadi di Tokyo completando la collezione di podi in questa manifestazione dopo l’oro di Londra 2012 e l’argento di Rio de Janeiro 2016. Il grenadino insegue il terzo diamante dopo i successi nelle edizioni del 2011 e nel 2015.

James ha avuto alcuni anni difficili ma è tornato a grandi livelli correndo la finale delle Olimpiadi in 44”19 dopo aver stabilito il personale stagionale con 43”88 in semifinale.

Lo statunitense Michael Cherry ha sfiorato il podio alle Olimpiadi per due centesimi di secondo con 44”21 e ha vinto due gare di 400 metri consecutive a Rovereto in 44”50 e a Bruxelles in 44”03 (migliorando nell’occasione il primato del Memorial Van Damme detenuto da Michael Johnson).

Gli altri protagonisti in gara sono Isaac Makwala (bronzo olimpico con la staffetta 4×400 e settimo nei 400 metri nella finale di Tokyo), Liemarvin Bonevacia (argento olimpico con la 4×400 e vincitore al meeting di Berna in 44”48) e il trinidegno Deon Lendore (bronzo con la staffetta 4×400 alle Olimpiadi di Londra 2012) e lo svizzero del Canton Ticino Ricky Petrucciani, campione europeo under 23 a Tallin con 45”02 (a soli tre centesimi di secondo dal primato elvetico di Mathias Rusterholz).

Ci sarà per gli italiani il primatista italiano della specialità Davide Re.

110 ostacoli

Le quattro gare disputate in Diamond League sono state vinte da quattro atleti diversi: Omar McLeod a Firenze, Ronald Levy a Gateshead, Devon Allen a Losanna, Hansle Parchment a Parigi.

Il campione olimpico Hansle Parchment guida la starting list con i migliori due tempi realizzati alle Olimpiadi con 13”04 e al meeting di Parigi con 13”03. Nell’ultima gara disputata Domenica scorsa il trentunenne giamaicano si è imposto a Chorzow in 13”26. Il connazionale Ronald Levy ha vinto il bronzo alle Olimpiadi e si è imposto nei due meeting italiani di Rovereto e Padova.

Devon Allen ha riscattato la delusione per il quarto posto alle Olimpiadi con la vittoria a Losanna in 13”07. L’ex giocatore di football americano si è piazzato al secondo posto a Parigi in 13”08. Attenzione anche al giovane svizzero Jason Joseph, che ha migliorato il record nazionale con 13”12 a La Chaux de Fonds e si è confermato con il secondo posto a Losanna in 13”11 con vento a favore oltre la norma di +2.9 m/s.

Per difendere i colori azzurri il bronzo dei campionati europei indoor nei 60 H Paolo Dal Molin.

1500 metri

Un giorno dopo aver disputato i 5000 metri in Sechelautenplatz, Jakob Ingebrigtsen sfiderà il keniano Timothy Cheruiyot sulla pista dello Stadio Letzigrund in una rivincita della finale olimpica di Tokyo, dove il norvegese ha conquistato la medaglia d’oro stabilendo il primato europeo e record olimpico con 3’28”32.

Jakob Ingebrigtsen: “Il mio obiettivo è sempre quello di essere competitivo. Con grandi avversari in gara bisogna essere sempre pronti. Con Timothy sarà una grande competizione.”

Cheruiyot ha stabilito il primato personale con 3’28”28 a Montecarlo battendo Ingbrigtsen.

Timothy Cheruiyot: “Ho vinto due volte a Zurigo e ho vinto tre titoli consecutivi di Diamond League. Spero di vincere il mio quarto diamante”.

La starting list presenta altri grandi nomi come gli australiani Stewart McSweyn e Oliver Hoare, primo e secondo al Memorial Van Damme di Bruxelles, il keniano Abel Kipsang, quarto alle Olimpiadi di Tokyo, lo spagnolo Mohamed Katir, tre volte primatista nazionale sui 1500 metri con 3’28”76 a Montecarlo, 7’27”64 sui 3000m a Gateshead e 12’50”79 sui 5000m a Firenze.

800 metri

Emmanuel Korir ha vinto il primo titolo olimpico della sua carriera battendo il connazionale Ferguson Rotich Cheruiyot. Korir guida la lista dei partenti della finale di Zurigo con il tempo di 1’43”04 realizzato a Montecarlo.

Rotich ha gareggiato in sei gare della Diamond League vincendo a Stoccolma in 1’43”84 e ottenendo altri due secondi posti a Doha e a Eugene oltre a realizzare il personale stagionale a Montecarlo con 1’43”57.

Il canadese Marco Arop ha mancato la qualificazione alla finale olimpica di Tokyo ma si è riscattato vincendo a Eugene e a Losanna. Gli altri finalisti sono il keniano Wycliffe Kinyamal (primo a Parigi), il britannico Elliott Giles (primatista nazionale indoor con 1’43”63), il vincitore dei Trials statunitensi Clayton Murphy e il vice campione del mondo di Doha 2019 Amel Tuka.

Lancio del giavellotto

Johannes Vetter ha stabilito la seconda migliore prestazione mondiale di sempre con 97.76m l’anno scorso al meeting di Chorzow e si è avvicinato ancora ai suoi livelli migliori vincendo con 96.29m al campionato Europeo per nazioni sempre nella città polacca che ha dato i natali a suo nonno.

Il lanciatore tedesco ha avuto problemi con la rincorsa alle Olimpiadi di Tokyo dove non è andato oltre il nono posto. Il campione del mondo di Londra 2017 si è riscattato vincendo a Losanna con 88.54m e a Chorzow con 89.60m.

Vetter punta a vincere il primo Diamond Trophy della sua carriera contro il campione del mondo di Doha 2019 Anderson Peters di Grenada, il vice campione olimpico di Tokyo Jakub Vadlejch e l’altro tedesco Julian Weber (quarto alle Olimpiadi 2021).

Lancio del disco

Sarà presente tutto il podio delle Olimpiadi al completo con l’oro olimpico Daniel Stahl, l’altro svedese Simon Petterson (argento) e l’austriaco Lukas Weisshaidinger (bronzo). Stahl guida le liste mondiali stagionali con 71.40m davanti allo sloveno Kristjan Ceh, che ha migliorato il primato europeo under 23 con 70.35m.

Gli altri protagonisti della finale del Letzigrund sono il giamaicano Fedrick Dacres, vincitore della Diamond League nel 2018 e argento ai Mondiali di Doha nel 2019, e il campione del mondo di Londra 2017Andrius Gudzius.

Salto triplo

Pedro Pablo Pichardo punta a vincere il secondo Trofeo dei Diamanti tre anni dopo il successo del 2018. Pichardo ha vinto il primo oro olimpico con 17.98m a Tokyo.

In questa stagione di Diamond League il portoghese di origini cubane ha vinto due tappe a Gateshead con 17.50m e a Eugene con 17.63m e guida le liste mondiali stagionali con 16 cm di vantaggio sul primatista mondiale indoor Fabrice Hughes Zango, che ha realizzato 17.82m a Szekesfehrvar e ha vinto il bronzo alle Olimpiadi di Tokyo con 17.47m diventando il primo atleta del Burkina Faso a vincere una medaglia ai Giochi Olimpici.

Da seguire anche l’algerino Mohamed Triki, vincitore al meeting di Oslo con 17.33m e quinto alle Olimpiadi con 17.43m, l’azzurro Tobia Bocchi, quarto agli Europei Indoor di Torun e campione italiano con 17.14m a Rovereto, l’altro portoghese Tiago Pereira e lo statunitense Donald Scott.

3000 siepi

Il marocchino Soufiane El Bakkali è diventato il primo atleta del suo paese a vincere un oro olimpico negli ultimi 17 anni.

El Bakkali è caduto urtando contro una barriera a Parigi e torna in gara sui 3000 siepi a Zurigo. Il due volte medagliato mondiale sfiderà l’etiope Lemecha Girma (argento ai Mondiali di Doha 2019), il keniano Benjamin Kigen (leader mondiale stagionale con 8’07”12 e bronzo a Doha) e l’altro etiope Getnet Wale (quarto alle Olimpiadi di Tokyo) e gli altri due keniani Leonard Bett e Abraham Kibiwott e l’azzurro Ahmed Abdelwahed, grande protagonista al Golden Gala di Firenze con il quarto posto in 8’12”04.

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