Doha 2019 le pagelle degli azzurri: la maratona

Risultati e aspettative a confronto, a pochi giorni dalla chiusura dell'edizione 2019 dei Campionati del mondo.

Eyob Faniel Doha 2019
Eyob G. Faniel (foto Colombo/FIDAL)
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Calato il sipario sui Mondiali di Doha: è tempo di bilanci. Settore per settore, proverò ad assegnare un voto a ciascuno degli azzurri. Non se la prendano gli eventuali promossi o bocciati: il mio è solo un parere personale. Basato sul confronto tra risultati e aspettative: queste ultime messe nero su bianco qualche giorno fa, poco prima dell’inizio dei Campionati.

Proseguiamo con la maratona. Il mio articolo precedente, riguardante il mezzofondo, lo trovate qui.

Yassine Rachik, voto 8

Yassine Rachik Doha 2019
Yassine Rachik (foto Colombo/FIDAL)

A 10 km dalla conclusione sembra lanciato verso la decima posizione (quella della startlist), se non meglio. Poi un blocco all’anca aggiunge sofferenza a sofferenza. La sofferenza di correre una maratona in condizioni climatiche difficili (anche se proprio quel giorno caldo e umidità avevano allentato la presa), a quella di convivere con un serio handicap alla sua azione di corsa. Pian piano arretra fino al dodicesimo posto. Ma tiene duro. Al traguardo, stremato, riceve assistenza medica. Appena si rimette in piedi, si dichiara soddisfatto e ringrazia la Federazione per l’opportunità ricevuta. Opportunità che non ha sprecato.


Eyob Faniel, voto 7

Eyob Faniel Doha 2019
Eyob Faniel (foto Colomb/FIDAL)

Il piano era di partire tranquilli, e raccogliere atleti in difficoltà per la strada. Operazione che gli è riuscita splendidamente. Alla mezza maratona, veleggia intorno alla quarantesima posizione. Poi, complice un gruppo compatto fino a pochi km prima, e quindi un bel po’ di gente in uno spazio ristretto, guadagna rapidamente. La seconda metà è più forte della prima, e chi ha corso la gara regina sa quanto sia difficile. Al traguardo ha ancora le energie per sprintare per il quindicesimo posto. A questo punto viene da pensare che con una prima parte più coraggiosa avrebbe potuto far meglio. Quindici secondi in meno, e avrebbe insidiato il tredicesimo, Musobo. Un minuto più avanti c’era Rachik.


Daniele Meucci, sv

Daniele Meucci Doha 2019
Daniele Meucci (foto Colombo/FIDAL)

Tre ritirati su cinque è un caso più unico che raro. Le circostanze in cui è successo impongono altrettanti “senza voto.” Non è solo un problema della squadra azzurra. La percentuale dei non arrivati ha raggiunto valori stratosferici, col picco del 34% nella gara femminile. Caldo e umidità hanno avuto la loro parte. Ma non è il caso di Meucci, fermato dai problemi intestinali. Correre per kilometri in queste condizioni è qualcosa di indicibile, e Daniele non si è certo arreso subito. Dopo una prima sosta intorno alla mezza maratona, riparte in gran rimonta. Per poi alzare definitivamente bandiera bianca dopo il trentesimo km. Non si può dire che non ci abbia provato.


Sara Dossena, sv

Sara Dossena Doha 2019
Sara Dossena (foto Colombo/FIDAL)

Le donne della maratona hanno avuto l’indegno ruolo di fare da cavie in una delle giornate dalle condizioni meteo più proibitive. Con le gare di marcia dei giorni successivi, sarebbero apparse bende ripiene di ghiaccio ed altri utili strumenti per contrastare la calura opprimente. Niente di tutto questo per Sara Dossena, che nonostante una preparazione meticolosa e i grandi progressi in stagione (culminati col 2h24:00 della maratona femminile di Nagoya), è in difficoltà fin dal km 12. Quando si accascia a bordo strada, svenuta dal caldo. Nell’intervista successiva, tutta l’amarezza di chi avrebbe voluto continuare, ma non ha potuto.


Giovanna Epis, sv

Giovanna Epis Doha 2019
Giovanna Epis (foto Colombo/FIDAL)

Niente da fare nemmeno per Giovanna Epis, che quantomeno regge fino ai due terzi della distanza prima di alzare bandiera bianca. Ma il naufragio era cominciato già dal quindicesimo km, arretrando dalla trentesima alla 56ma posizione. La delusione della veneta è palpabile. Fino a Doha, aveva migliorato il personale nella maratona ad ogni apparizione. Ovvio che qui sarebbe stato impossibile, ma aveva tutte le carte in regola per prendersi un posto nelle prime venticinque.