Yeman Crippa 2018
Yeman Crippa (foto Colombo FIDAL)
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Sono cinque i mezzofondisti azzurri ad aver staccato il biglietto per Doha. Hanno già brillato in contesti nazionali ed europei. Ma quanto possono valere ad un Campionato del mondo? Rispondo con una serie di pronostici. L’ambizione è quella di essere oggettivo, ma trattasi pur sempre di opinioni personali. Sarei ben lieto di essere smentito da risultati ancora migliori delle aspettative.

Yeman Crippa

Yeman Crippa 2018
Yeman Crippa (foto Colombo FIDAL)

Il poliziotto trentino è l’unico della lista a prendere il via in due competizioni: 5000 e 10000 metri. Nella prima è 24esimo al mondo, forte di quel 13:07.84 realizzato al Golden Gala del giugno scorso, a una manciata di centesimi dal record italiano di Antibo. Nella seconda è 45esimo con 27:49.79.

C’è da dire che in entrambi i casi il limite di atleti imposto per nazione (tre, più l’eventuale campione del mondo in carica) toglierà dai giochi molti nomi pericolosi, in forza alle compagini etiopi e keniote. Tenuto conto di ciò, gli accrediti di Yeman dovrebbero assicurargli due piazzamenti nei venti. Ma siamo certi che le ambizioni dell’azzurro non si limiteranno ad obiettivi così “comodi”.

Col bronzo europeo dello scorso anno, Yeman ha dimostrato di trovarsi a suo agio nell’atletica dei grandi. Le ultime apparizioni internazionali lo hanno visto affinare una condotta di gara autorevole e intelligente, figlia di un corridore esperto, nonostante la giovane età (23 anni). Forte sul ritmo e in volata, deve fare i conti con atleti di cui condivide l’etnia, ma che sono (ancora) un gradino più in alto.

Il doppio turno potrebbe complicare i giochi sui 5000 metri, problema che non sussiste invece sui 10000. In caso di mancata qualificazione nella prima gara, Yeman avrebbe tutti gli stimoli per rifarsi sulla doppia distanza. Ma le energie sono limitate, ed è improbabile che vengano fuori due prestazioni eccelse in pochi giorni. Il pronostico è un posto nei dodici in una delle due competizioni, con (leggera) preferenza data ai 5000 metri, nonostante i maggiori fattori di rischio.

Said El Otmani

Said El Otmani 2015
Said El Otmani (foto Colombo FIDAL)

Il portacolori dell’Esercito affiancherà Crippa sui 5000 metri. Dopo i problemi fisici del 2017 e 2018, quest’anno è tornato alla grandissima, guadagnandosi la prima maglia azzurra ad un Mondiale. Il fresco personale di 13:19.30 lo colloca al secondo posto in Italia e al 56esimo al mondo.

Difficile pensare ad un posto in finale, data la qualità dei partenti. I tatticismi tipici della fase di qualificazione remano contro la possibilità di un buon tempo. L’alternativa è che Said prenda la gara di petto, un’interpretazione coraggiosa che gli abbiamo spesso visto fare. Il pronostico è un risultato nei primi venticinque, con impressioni positive (ma non sufficienti) in batteria.

Yohanes Chiappinelli

Yohanes Chiappinelli 2018
Yohanes Chiappinelli (foto Colombo FIDAL)

Il carabiniere toscano è alla sua seconda partecipazione ad un Mondiale. Specialista dei 3000 metri siepi, è capace di trasformarsi nelle occasioni più importanti, come agli Europei dello 2018, dove colse un bronzo da molti inaspettato.

L’8:24.26 di quest’anno vale la 41esima posizione al mondo. Siamo a venti secondi dalla vetta stagionale, e a una dozzina dai probabili avversari per la qualificazione. Ma con un fantasista audace come Yohanes, mai dire mai. Il pronostico è una finale guadagnata dando spettacolo, con conseguente piazzamento nei primi quindici.

Osama Zoghlami

Osama Zoghlami 2018
Osama Zoghlami (foto Colombo/FIDAL)

Rispetto all’amico-avversario Chiappinelli, l’aviere palermitano ha un crono migliore nelle siepi (8:20.88, il migliore degli ultimi vent’anni) e un rendimento più costante. Nonostante ciò, ai Campionati italiani ha ceduto a uno straripante Abdelwahed, che purtroppo non sarà presente qui a Doha. A scanso di equivoci, lo Zoghlami che a Londra mancò di un soffio la finale non è lui, ma il gemello Ala.

In un passaggio di testimone simbolico, chissà che Osama non riesca nell’impresa che il fratello aveva solo accarezzato due anni fa. Il pronostico è un piazzamento nei primi dodici, vicino (se non oltre) il primato personale.

Eleonora Vandi

Eleonora Vandi 2019
Eleonora Vandi (foto FIDAL Marche)

In una curiosa alternanza, l’Italia del mezzofondo veloce fatica a produrre interpreti al maschile, mentre è proprio da qui che viene l’unica donna del settore: Eleonora Vandi. Quest’anno l’atleta marchigiana ha dato spettacolo portando a ridosso dei due minuti il personale sugli 800 metri. 2:00.88 non garantivano però il biglietto per Doha, obiettivo raggiunto grazie al sistema del Target Ranking.

Dopo una stagione lunga ed estenuante, è già positivo ripetersi sui migliori tempi del 2019. In tal caso, il pronostico è una discreta prestazione in batteria. Con maggiori fortune, in base allo stato di forma delle avversarie.