Sandi Morris (foto RunnerSpace.com)
Sandi Morris (foto RunnerSpace.com)
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Sandi Morris ha conquistato le simpatie degli appassionati di atletica sia per i risultati sportivi sia per il suo carattere allegro e spensierato.

Negli ultimi quattro anni la bionda saltatrice statunitense ha collezionato le medaglie d’argento ai Campionati del Mondo Indoor di Portland e alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016, l’argento ai Mondiali all’aperto a Londra 2017, il titolo mondiale indoor a Birmingham 2018 con 4.95m e l’argento ai Mondiali outdoor di Doha 2009 con 4.90m.

Poche settimane dopo il secondo posto alle Olimpiadi di Rio de Janeiro Sandi ha vinto la finale della Diamond League allo Stadio “Re Baldovino” di Bruxelles con 5.00m diventando la terza saltatrice con l’asta della storia a superare questa barriera a livello outdoor o indoor dopo Yelena Isinbayeva e Jenn Suhr.

Sandi è nata a Downers Grove ed è cresciuta a Greenville nel Sud Carolina in una famiglia di sportivi. I genitori Harry e Kerry Morris praticarono atletica a buoni livelli nelle gare universitarie statunitensi. Il padre lavora come idrogeologo, mentre la madre fa tende, copriletto e cuscini.

Talento giovanile

Sandi scoprì di avere talento quasi per caso a sette anni quando sfidò un ragazzo in una garetta di 100 metri. Vinse la sfida e i genitori compresero che la figlia aveva talento. Provò diverse specialità prima di concentrarsi sui 100 ostacoli.

Da bambina Sandi era una ragazzina bionda e magra ma molto vivace. Durante il secondo anno della Primary School entrò a far parte di un club di atletica e provò con gli ostacoli. All’ottavo anno fu indirizzata al salto con l’asta.

L’allenatore di salto con l’asta mi vide correre delle gare ad ostacoli e pensò che potevo emergere nel salto con l’asta perché ero alta, magra e veloce. Andò dai miei genitori e disse: “Vostra figlia ha il talento per emergere nel salto con l’asta”.

Nel 2009 e nel 2010 si aggiudicò i titoli delle High School nello Stato del South Carolina nel salto con l’asta. Si è diplomata presso la Greenville High School per la quale giocò anche a pallavolo.

Non avevo paura ed ero sempre pronta ad affrontare nuove sfide. Conquistai due titoli delle high school del South Carolina e vinsi una borsa di studio per studiare e gareggiare alla UNC University nel North Carolina.

Fui la prima studentessa in grado di qualificarsi per i Campionati Nazionali Indoor e di saltare 4.35m. Nonostante gli eccellenti risultati, cominciai a stancarmi della vita al college. Spesso mi capitava di andare a letto stressata e esausta.

Incominciai a non progredire più. Non ero abbastanza concentrata ed ero nervosa quando gareggiavo. Avevo buoni amici all’università ma mi sentivo persa”.

Morris andò vicina a qualificarsi per i Trials di selezione statunitensi per le Olimpiadi nel corso del 2012.

Dopo alcune delusioni il suo allenatore Bryan Compton dei Razorbacks, team di atletica dell’Arkansas University, le propose di trasferirsi nel 2013 in Arkansas, dove erano cresciuti molti dei più grandi talenti della storia delle gare universitarie statunitensi NCAA. Sotto la guida di Coach Compton Sandi iniziò a fare i primi significativi progressi.

I miei successi sono da attribuire alla disciplina che mi ha insegnato il mio allenatore. Era ciò di cui avevo bisogno nella mia vita”.

Nel corso del 2015 Sandi ha conosciuto la stagione della svolta durante il suo ultimo anno di frequenza presso l’Università dell’Arkansas. Realizzò il record NCAA con 4.60m e vinse il Campionato dei college universitari statunitensi a livello indoor.

Si qualificò per i campionati del Mondo di Pechino dove ottenne un brillante quarto posto con 4.70m. Si è migliorata nell’arco di una stagione di ben 21 centimetri arrivando a saltare fino a 4.76m al meeting belga di Heusden Zolder

Compresi l’importanza di rappresentare il mio paese quando entrai nello Stadio Olimpico di Pechino. In quel momento realizzai davvero di appartenere al gruppo delle migliori saltatrici del mondo

L’argento olimpico a Rio de Janeiro

Morris ha continuato a progredire durante la stagione 2016 quando ha migliorato il record personale superando l’asticella alla misura di 4.95m in occasione dei campionati statunitensi indoor di Portland una settimana prima di conquistare la medaglia d’argento olimpica nella gara vinta dalla connazionale Jenn Suhr.

La stagione estiva 2016 è cominciata con un successo al meeting della Diamond League di Doha con 4.83m ma un infortunio alla mano subito al meeting di Ostrava l’ha tenuta ferma per alcune settimane nel periodo cruciale di preparazione per i Campionati Statunitensi di Eugene validi come selezione per le Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Non riuscivo a sollevare il braccio. Capii subito che si era rotto qualcosa e quel qualcosa era il polso. Dovetti fermarmi per sei settimane e ai Trials mancavano due mesi.

Inventai con il mio coach degli allenamenti adatti, senza l’utilizzo della mano sinistra infortunata. Continuai a cercare di tenermi in forma ma non potevo saltare con l’asta. Svolsi l’unica sessione di allenamento con la rincorsa completa cinque settimane dopo la diagnosi”.

Nonostante una preparazione condizionata dall’infortunio Morris riuscì nel miracolo di qualificarsi per le Olimpiadi di Rio de Janeiro grazie al secondo posto con la misura di 4.75m.

Ero felice di essermi qualificata per la mia prima Olimpiade. Fu un’altalena di emozioni. Mi sentivo di nuovo a posto fisicamente ma trascorrere tante settimane senza gare mi aveva fatto perdere il ritmo. Sentivo di avere bisogno di gareggiare il più possibile per ritrovare la forma”.

Nell’ultimo test agonistico prima delle Olimpiadi Morris ha realizzato il record statunitense outdoor superando l’asticella alla misura di 4.93m in un piccolo meeting statunitense a Houston.

Fu il primo giorno in cui provai di nuovo delle buone sensazioni. L’infortunio era definitivamente alle spalle”.

Morris ha conquistato la medaglia d’argento olimpica a Rio de Janeiro con 4.85m perdendo a pari misura ma con un errore in più rispetto a Ekaterini Stefanidi, astista greca formatasi sportivamente negli Stati Uniti.

Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi sei atlete hanno superato la misura di 4.70m e ben quattro hanno raggiunto i 4.80m. Sandi ha festeggiato la medaglia con i genitori e la sorella maggiore Jami presenti in tribuna.

A Rio ho fatto di più di quanto mi aspettassi. Sono andata vicina all’oro. Non aver vinto mi ha aiutato a trovare la spinta per raggiungere risultati ancora migliori negli anni successivi. Aver superato 4.85 dopo l’infortunio al polso è stato un grande risultato.

Anche se non mi fossi fatta male, sarei stata contenta lo stesso del risultato di Rio perché per arrivare alla medaglia il percorso è stato lungo e difficile in quanto ho dovuto superare qualificazioni e finale ai Trials statunitensi e alle Olimpiadi”.

Terza donna della storia a superare i 5 metri

Nell’ultimo appuntamento della stagione 2016 Morris è entrata nel club ristretto delle atlete capaci di superare la barriera dei 5 metri (nuovo record statunitense all’aperto) in occasione della finale della Diamond League di Bruxelles.

Soltanto la primatista mondiale Yelena Isinbayeva è riuscita è superare questa barriera a livello outdoor arrivando fino ai 5.06m del record mondiale a Zurigo nel 2009.

Nelle gare indoor l’altra statunitense Jenn Suhr ha realizzato il record mondiale indoor con 5.03m nel corso dell’inverno 2016. Il 5.00m ha permesso a Sandi di battere il record del meeting di Bruxelles detenuto da Yelena Isinbayeva, che nel 2004 realizzò uno dei tanti record della sua carriera con 4.93m.

Soltanto tre donne sono riuscite a superare nella storia i 5 metri e io sono tra queste. Dopo aver saltato i 5 metri a Bruxelles il mio allenatore Jeff Hartwig (ex astista dal personale di 6.03 nda) voleva che mi fermassi ma io ho continuato, anche se ero stanca. Ero l’unica atleta rimasta in gara quella notte e il pubblico era ancora allo stadio a sostenermi.

E’ stata una sensazione straordinaria ricevere gli applausi di 44000 persone. Non avrei potuto chiedere di meglio per concludere la stagione. Sono fiduciosa di avere le potenzialità di battere il record mondiale di Yelena Isinbayeva nei prossimi anni.

La medaglia d’argento alle Olimpiadi mi ha dato la motivazione e l’energia per superare i 5 metri a Bruxelles. Se avessi vinto la medaglia d’oro a Rio, non credo che sarei riuscita in quest’impresa”.

Due argenti mondiali a Londra e Doha e l’oro iridato indoor a Birmingham

Nell’Agosto 2017 Morris ha vinto la medaglia d’argento ai Mondiali di Londra con 4.75m preceduta ancora da Stefanidi, che vinse con 4.91m. La greca si impose successivamente sulla statunitense nella finale della Diamond League a Bruxelles con dieci centimetri di differenza (4.85m contro 4.75m).

Morris iniziò molto bene la stagione 2018 saltando 4.90m al meeting indoor di Reno ma fu battuta dall’emergente Katie Nageotte ai Campionati statunitensi (4.91m a 4.85m). Ai Campionati Mondiali di Birmingham Morris conquistò la prima medaglia d’oro della sua carriera con 4.95m vincendo un duello molto emozionante con la russa Anzhelika Sidorova (4.90m) e Stefanidi (4.80m).

Desideravo tanto questo oro dopo una striscia di tre medaglie d’argento. La tecnica ha funzionato molto bene.

Ho la sensazione che la mia tecnica migliori, se faccio tanti tentativi e per questo mi piace saltare molto. In una gara raggiunsi il mio personale al quindicesimo e sedicesimo tentativo. Diedi tutto, lottando fino alla fine e realizzai due primati personali”.

Ai Campionati del Mondo di Doha 2019 Morris ha vinto la medaglia d’argento con 4.90m al termine di una sfida ricca di emozioni con la russa Anzhelika Sidorova. Inoltre si è imposta ai Campionati statunitensi di Des Moines con 4.85m e nella tappa della Diamond League di Rabat con 4.82m.

Morris ha vinto tutte le cinque gare indoor del 2020: Fayetteville 4.71m, Millrose Games a New York 4.91m, Campionati statunitensi indoor 4.90m, Lievin 4.83m e Clermont Ferrand 4.80m.

Sono stata operata alla caviglia. Per questo ho dovuto cambiare il mio modo di allenarmi. Ora sto svolgendo più allenamenti in piscina e svolgo allenamenti senza l’impatto di dover saltare ogni giorno.

Quando ho iniziato la stagione ero sorpresa di aver saltato 4.90m in due meeting di fila. I risultati hanno dimostrato a me e al mio allenatore che i cambiamenti non hanno ridotto la mia capacità di realizzare grandi misure.

Mi piacerebbe battere il record del mondo a 5.07m e sento che, se riuscirò a raggiungere quella misura, soltanto il cielo sarà il limite“.

L’ultima stagione è stata caratterizzata dai due record mondiali di Armand Duplantis (6.17m a Torun e 6.18m a Glasgow). Morris non è sorpresa della doppia impresa del giovane svedese.

Armand è in grandi condizioni e non mi ha sorpreso che abbia battuto due primati consecutivi. Ha imparato alcuni aspetti dal primo primato del mondo e ha messo in pratica gli insegnamenti per riuscire a fare ancora meglio la seconda volta.

Mondo è il talento che tutti hanno ammirato da quando era ragazzino. Mi ricordo quando saltò 5.30m al Pole Vault Summit in America. Ha ancora margini di miglioramento ed è impressionante pensare cosa possa fare tra cinque anni”.

Nel Novembre 2019 Sandi ha sposato il saltatore in lungo delle Bermuda Tyrone Smith, che fece la proposta di matrimonio durante il meeting di Zurigo nell’Agosto 2018.

Talento musicale

Morris coltiva tanti hobby. Una delle sue principali passioni è la musica. Ha studiato violino e suona la chitarra. Proprio in occasione del meeting di Bruxelles ha mantenuto la promessa fatta agli organizzatori di cantare una canzone in occasione della conferenza stampa dopo il record statunitense.

Ho composto alcune canzoni e mi piace la musica country. Ho prodotto un video musicale per esprimere me stessa e la mia passione creativa”.

Nell’estate 2019 Sandi ha partecipato al progetto musicale di “Souvenirs”, ’inno del Weltklasse di Zurigo composto dalla band zurighese “Baba Schrimps” e ha cantato questa bella canzone insieme allo sprinter Noah Lyles durante la festa finale del celebre meeting del Letzigrund.

Cantare ‘Souvenirs’ è stato come realizzare un sogno. Se non fossi diventata un’atleta mi sarei dedicata alla musica. Sono onorata di aver fatto pare di questo progetto”.

Durante il periodo universitario in Arkansas dove ha studiato giornalismo televisivo, Sandi girava regolarmente video per la stazione televisiva dell’Università.

Il mio sogno era presentare un programma televisivo sugli animali, la mia grande passione”.

La passione per gli animali

Morris ama gli animali con una predilezione per quelli esotici, gli scoiattoli, le lucertole e i serpenti.

“La mia passione per gli animali è nata quando ero piccola. Per la gente è uno shock quando parlo della mia passione per i serpenti ma è una passione naturale, che mi permette di avere uno svago dall’atletica.

Sono cresciuta guardando Animal Planet. Il cacciatore di serpenti Steve Irwin era il mio idolo. Andavo in giardino a raccogliere i ragni e gli animali dei quali le altre bambine avevano paura. Chiesi a mia madre se potevo tenere un pitone. Mi disse che potevo tenerlo a condizione che mi prendessi cura di questi animali”.

Morris gestisce da qualche anno un blog chiamato “Anyone can dance on a pole, but I can fly on mine” (“Ognuno può danzare con un’asta, ma io posso volare con la mia”)

Il mio blog è una riflessione sulla mia vita di saltatrice con l’asta e tratta anche le mie esperienze al di fuori dell’atletica. E’ importante avere un equilibrio tra lo sport e la vita ed essere orgogliosi della propria carriera ma anche della vita al di fuori della pista”.

Tra le altre passioni coltivo quella per le rocce ereditata da mio padre geologo. Mi piace collezionare le rocce dei luoghi dove vado a gareggiare in tutto il mondo. Sono sempre stata un diavoletto e mi piacciono gli sport estremi come i tuffi dalle rocce e lo sci d’acqua. Essendo un’atleta professionista devo stare attenta con questi sport così pericolosi. Anche per fare il salto con l’asta bisogna forse essere un po’ pazzi”.

Sandi e suo padre Harry hanno fatto costruire una pedana di salto con l’asta a Greensville per allenarsi durante il difficile periodo del coronavirus.

Il progetto della costruzione della pedana mi ha permesso di avere un obiettivo per il futuro e di non pensare troppo al problema del Covid-19. Stiamo vivendo un momento surreale.

Mi sembra di vivere in un brutto film. L’impianto dell’Università dell’Arkansas è stato chiuso e abbiamo dovuto trovare una soluzione alternativa per continuare gli allenamenti.

Una volta che sarà finita l’emergenza sanitaria il mio progetto è organizzare dei summer camp con i ragazzi locali e promuovere il salto con l’asta. Voglio condividere l’amore per il nostro sport con altri astisti”.

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