I campioni dell’atletica italiana sono stati tra i principali protagonisti dell’ottava edizione del Festival dello Sport di Trento, organizzato dalla Gazzetta dello Sport e da Trentino Marketing da Giovedì 9 a Domenica 12 Ottobre. La rassegna trentina è diventata un importante momento di incontro per gli appassionati di tutti gli sport con interviste e incontri di ogni disciplina sportiva.
Erano presenti tutti i sei medagliati dei recenti Mondiali di Tokyo (Mattia Furlani, oro nel salto in lungo, Nadia Battocletti, argento sui 10000 metri e bronzo sui 5000 metri, Antonella Palmisano, argento sui 35 km di marcia, Iliass Aouani, bronzo nella maratona, Andrea Dallavalle, argento nel salto triplo, Leonardo Fabbri, bronzo nel getto del peso), Larissa Iapichino (campionessa europea indoor ad Apeldoorn 2025 e due volte vincitrice della Diamond League nel 2024 e nel 2025), Gianmarco Tamberi (oro olimpico a Tokyo 2021 campione europeo a Roma 2024 e iridato a Budapest 2023) e Kelly Ann Doualla (campionessa europea under 20 sui 100 metri e nella staffetta 4×100).
“Adrenalina Pura” era il titolo dell’edizione del 2025 che ha richiamato 50 mila presenze e 300 grandi campioni di ogni disciplina sportiva.
Durante l’incontro “Sogni d’oro” alla Sala Filarmonica di Trento Nadia Battocletti ha ripercorso le tappe della sua straordinaria carriera che l’hanno portata a vincere due ori agli Europei di Roma sui 5000 e sui 10000 metri, l’argento olimpico a Parigi 2024 sui 10000 metri, l’argento sui 10000 metri e il bronzo sui 5000 metri ai Mondiali di Tokyo.
Nessuna donna italiana prima di Nadia era salita sul podio due volte nella stessa edizione dei Mondiali. Gli unici atleti a livello maschile a vincere due medaglie iridate nella stessa edizione sono state due leggende dell’atletica italiana come Pietro Mennea (argento nella 4×100 e bronzo sui 200 metri a Helsinki 1983) e Francesco Panetta (oro sui 3000 siepi e argento sui 10000 metri a Roma 1987). Prima di Battocletti l’unica mezzofondista italiana in grado di vincere una medaglia ai Mondiali era stata Roberta Brunet, che vinse l’argento sui 5000 metri ad Atene 1997.
L’appuntamento con l’atleta trentina con gli appassionati del Festival dello Sport è stato un enorme successo, come dimostrato dall’affolamento della Sala Filarmonica che ha ospitato l’evento. La campionessa azzurra è stata travolta dall’affetto dei tantissimi appassionati presenti a Trento. Non potevano mancare membri del suo fan club che hanno seguito le imprese della compaesana durante le giornate dei Mondiali di Tokyo sul maxischermo allestito a Cavareno, paese natale di Nadia.
Nadia Battocletti: “Non mi aspettavo di arrivare a risultati così. Mi guardo indietro e penso a quanto sono cresciuta in questi due anni. Se cinque anni fa mi avessero detto che avrei raggiunto questi traguardi, avrei detto che non sarebbe stato possibile. Sto raggiungendo qualcosa che fino a qualche anno fa sembrava impossibile. Mi piace l’idea di migliorarmi come atleta ma anche come persona”.
Ai recenti Mondiali di Tokyo Battocletti è stata battuta da Chebet sui 10000 metri e dalla stessa Chebet e da Faith Kipyegon sui 5000 metri con la soddisfazione di aver lottato fino alla fine in sfide spalla a spalle con due primatiste del mondo che sembravano inarrivabili fino a poco tempo fa.
“Durante le gare iridate di Tokyo keniane ed etiopi mi hanno reso la vita difficile facendo gioco di squadra”, ha affermato Battocletti. “All’inizio dell’ultimo giro ho provato ad attaccare. Ho provato a fare uno step in avanti andando al comando da subito. Il tentativo è andato parzialmente a buon fine, ma mi ha riempito di orgoglio. Nessuno è imbattibile. Si sta riducendo il divario perché io sono cresciuta e sto costruendo molto. I 10000 metri sono stati più difficili a livello mentale, ma la gara più faticosa a livello di energie rimaste è stata quella dei 5000 metri. Mi piace molto il mio rapporto con le atlete africane. Si è consolidato ancora di più a questo campionato. Rispetto ed educazione sono parole d’ordine. Beatrice Chebet è battibile. Penso che nessuna atleta sia imbattibile ma è importante riconoscere i suoi successi. L’obiettivo è migliorarsi sempre di più”.
Tra il pubblico presente a Trento c’erano anche papà Giuliano e mamma Jawahra, ex ottocentista marocchina, dalla quale ha ereditato la fede nella religione musulmana.
“I miei genitori sono il mio porto sicuro. Con mia mamma ho un rapporto così speciale che spesso ci scambiano per sorelle. Ho festeggiato le medaglie insieme alla mia famiglia che era presente a Tokyo. Ho fatto piangere mia mamma. E’ stato per me un vero privilegio avere un genitore espressione di un’altra cultura. Abbracciare la fede musulmana è stata istintiva. Da bambina ero incuriosita dai dettami della quotidianità religiosa, come ad esempio l’abitudine di non mangiare la carne di maiale. Mia madre mi ha fatto conoscere a fondo la realtà dalla quale proviene. E’ la nona di dodici figli. E’ unica ad aver avuto soltanto una figlia. Quando andavo dai nonni a Taourirt nella provincia di Oujda, mi sembrava un parco giochi stare insieme ai tantissimi cugini”.
Battocletti guarda avanti ai prossimi obiettivi, a cominciare dalla stagione di cross che inizierà tra un mese con le gare spagnole di Atapuerca (23 Novembre) e Alcobendas (30 Novembre).
“Il prossimo obiettivo è l’Europeo di cross in programma il 14 Dicembre a Lagoa in Portogallo. Le Olimpiadi di Los Angeles 2018 non sono un chiodo fisso ma ci sto già pensando”.
Mattia Furlani ha incontrato gli appassionati in un Auditorium Santa Chiara stracolmo di gente. Il ventenne reatino ha appena vinto la medaglia d’oro nel salto in lungo con 8.39m migliorando il record personale di un centimetro. Il figlio d’arte dell’ex saltatore in alto Marcello Furlani e dell’ex velocista senegalese Kathy Seck è diventato il più giovane saltatore in lungo a vincere la medaglia d’oro nella storia dei Mondiali facendo meglio del grande Carl Lewis, che trionfò nell’edizione inaugurale di Helsinki 1983 a 22 anni.
A livello italiano Furlani è il più giovane azzurro ad aver vinto la medaglia d’oro ai Mondiali battendo Michele Didoni, che vinse il titolo iridato della 20 km di marcia a Goteborg 1995. Mai nessun atleta italiano aveva vinto l’oro ai Mondiali all’aperto da campione mondiale indoor in carica dopo il trionfo ai Mondiali indoor di Nanchino. Gli unici a centrare il doppio oro erano stati il saltatore in alto Gianmarco Tamberi e la saltatrice in lungo Fiona May, ma in anni diversi. L’incontro di Furlani moderato dal giornalista della Gazzetta dello Sport Andrea Buongiovanni e da Cristina Fantoni è stato un vero show. Del resto Mattia è ormai di casa nel capoluogo trentino perché ha partecipato per il terzo anno consecutivo al Festival dello Sport. Due anni fa conobbe il primatista mondiale Mike Powell proprio al Festival di Trento durante un’indimenticabile incontro.
Furlani ha ripercorso le tappe di una stagione molto lunga e impegnativa ma ricca di soddisfazioni: “E’ stato un anno pesante, con una lunga presentazione e un sacco di gare in giro per il mondo. Ho viaggiato molto. Ho gareggiato in Cina, ad Atlanta, in Europa e in Giappone ma ne vado fiero. Mi sono tolto molte soddisfazioni e sono arrivato in fondo sano. E’ un fatto non trascurabile. Della finale dei Mondiali ricordo la fatica ad interpretare la rincorsa e a trovare il salto giusto ma sapevo che non avrei potuto uscire da quella pedana senza una medaglia. E’ tanta roba aver superato Carl Lewis come atleta più giovane a vincere i Mondiali nel salto in lungo. E’ un atleta che ha fatto la storia del nostro sport. Per me è un onore, un mito al quale mi ispiro. Me la sono presa comoda dopo i Mondiali ma ora non vedo l’ora di tornare in pedana ad allenarmi. Inizierò la preparazione con una serie di test fisici e biomeccanici per capire come sto, e in quale direzione andare. Introdurrò novità non tanto dal punto di vista tecnico quanto fisico. Incrementeremo certi lavori e certi carichi. In questi anni abbiamo sempre rispettato la mia crescita biologica, andando per gradi e prevenendo guai fisici. Non ho mai davvero fatto lavori da adulto, strutturato. E’ il momento di svoltare, anche se con gradualità. Nel 2026 potrei mettermi alla prova sui 100 metri per vedere quanto posso valere. Credo di poter correre in 10”3, ma anche abbondantemente. Non dico cose esagerate. Il 2026 non avrà Olimpiadi e Mondiali, quindi sarà più adatto per questo tipo di tentativi. Mi piace fare di tutto. Se ci fosse bisogno di me per la staffetta non mi tirerei indietro”.
Furlani guarda avanti ai prossimi obiettivi con il mirino puntato sul record del mondo di Powell di 8.95m realizzato ai Mondiali di Tokyo nel 1991 nello stadio dove Mattia ha vinto il titolo mondiale.
“Il record del mondo non è un risultato impossibile. Le medaglie che ho vinto dimostrano che nulla è impossibile”.
Mattia ha scherzato quando gli è stato chiesto cosa sarebbe disposto a fare pur di battere il record del mondo.
“Accetterei di tutto. Persino, da romanista sfegatato, di vedere la Lazio vincere la Champions League e di veder la mia Roma retrocedere in Serie B!”
Il campione laziale ha raccontato del rapporto con la sua splendida famiglia, della mamma allenatrice e della sorella Erika, ex saltatrice in alto che vinse un argento ai Mondiali under 18 a Donetsk nel 2013 e un bronzo agli Europei under 23 a Bydgoszcz 2017.
“La mia famiglia è da sempre fondamentale. Ha fatto parte del mio percorso. Mia sorella Erika è stata una saltatrice in alto da 1.94m. Ha aperto la strada al professionismo e mi ha ispirato molto. Mia madre è cresciuta come allenatrice grazie a mia sorella. In Novembre mi renderà zio di Nicolò. Mio fratello Luca cura la parte mediatica e dei social. Papà Marcello ci ha aiutato tanto. Si è sempre diviso in quattro e ora mi fa anche da autista. I semi piantati in questi anni danno frutti che stiamo raccogliendo. Rieti ha sempre creduto in noi. Andrea Milardi e la sua Studentesca Rieti ci hanno ospitato e hanno investito nel nostro progetto, trovandoci casa e scuole e aprendoci le porte del campo. E’ un luogo ideale”.
Durante il Festival di Trento Furlani ha ricevuto i complimenti del primatista mondiale Mike Powell e del primatista europeo Robert Emmiyan, che hanno inviato video messaggi al campione azzurro.
“Mike e Robert sono campioni che mi ispirano e che studio con attenzione per cercare di migliorarmi. Ammiro stelle di altri sport come Jannik Sinner. Il mio idolo è il cestista Kobe Bryant. Ho letto molti libri su Kobe e mi sono ispirato a lui- Un altro atleta che ha influenzato il mio modo di pensare è Mohamed Ali. Sono innamorato dello sport. Mi sarebbe piaciuto fare tanti sport. Ho preferito concentrarmi solo su una disciplina, ma quando ho tempo mi diletto in tutto. So che per qualche ragazzino anche io sono un atleta da prender a modello. Mi fa piacere. Spero di essere sempre all’altezza del ruolo”.
Il Palazzo della Regione di Trento ha fatto da cornice all’incontro con un terzetto di medagliati mondiali formato da Antonella Palmisano, Iliass Aouani e Leonardo Fabbri.
Palmisano ha vinto la medaglia d’argento a Tokyo sui 35 km alle spalle della spagnola Maria Perez in 2h42’42” dopo una carriera molto lunga nella quale ha vissuto un momento difficile nel 2022 quando è stata vicina al ritiro per un problema all’anca. La marciatrice pugliese ha arricchito il suo palmares di medaglie internazionali dopo gli ori alle Olimpiadi di Tokyo 2021 e agli Europei di Roma 2024 e i bronzi ai Mondiali di Londra 2017 e di Budapest 2023. In questa stagione la marciatrice di Mottola allenata dal marito Lorenzo Dessi ha stabilito il record italiano sui 35 km con 2h39’35” in occasione del secondo posto nel Campionato Europeo per nazioni di Padebrady. Della stagione 2025 di Palmisano ricorderemo per sempre il bellissimo abbraccio con l’amica rivale Perez dopo il traguardo ai Mondiali di Tokyo.
Antonella Palmisano: “La marcia viene spesso dimenticata e messa in un angolo, ma io voglio continuare a crederci, a spendermi e cercare visibilità per i tanti giovani che coltivano quello che era il mio sogno alla loro età, non per un tornaconto personale. Nello sport capita di avere momenti di up and down. Dopo una carriera costellata di infortuni, sono in un momento in cui ho trovato quella continuità che ricercavo da tempo, ma non dimentico quanto è stato difficile dopo le Olimpiadi e il baratro profondo in cui si incombe. Per uscirne serve un obiettivo chiaro, serve scavare nelle pieghe più nascoste della propria volontà. Vivo alla giornata, ma l’idea di andare avanti fino alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 non può non attrarmi”.
Fabbri ha vinto la medaglia di bronzo ai Mondiali di Tokyo con 21.94m collezionando il secondo podio nella rassegna iridata all’aperto dopo l’argento nell’edizione del 2023 a Budapest. In entrambe le gare ha vinto lo statunitense Ryan Crouser, presente come ospite al Festival dello Sport di Trento insieme a Fabbri l’anno scorso.
Leonardo Fabbri: “La vita, come lo sport è bella. Nei momenti di difficoltà bisogna provare a essere positivi. Credo che serva guardare il famoso bicchiere mezzo pieno. Ripenso alle Olimpiadi di Parigi e al primo lancio molto lungo ma nullo. In quel momento ho capito di poter valere i 23 metri. Ai Mondiali di Tokyo non ho disputato la mia gara migliore per le tante difficoltà, eppure rimane la mia competizione preferita, quella in cui mi sono piaciuto di più”.
Iliass Aouani ha vinto la medaglia di bronzo nella maratona dopo essere stato in lotta per la vittoria fino all’ingresso nello Stadio Nazionale di Tokyo. Il maratoneta milanese allenato da Massimo Magnani ha coronato una stagione straordinaria nella quale ha vinto anche la medaglia d’oro nella maratona agli Europei di corsa su strada a Lovanio. Aouani ha riportato l’Italia sul podio ai Mondiali nella maratona 22 anni dopo il bronzo di Stefano Baldini a Parigi nel 2003. La storia del maratoneta azzurro ha emozionato gli appassionati perché è un esempio di come si possano raggiungere grandi risultati nello sport e nella vita pur non venendo da realtà fortunate. Aouani è arrivato a Ponte Lambro da bambino ed è cresciuto nelle case popolari di Ponte Lambro in provincia di Milano, ma le difficoltà lo hanno formato permettendogli di realizzare i propri obiettivi.
Iliass Aouani: “A Tokyo mi sottovalutavano, e in fondo non avevano neanche torto nel farlo, ma venivo da un complesso lavoro mentale che aveva dato i suoi frutti in occasione della Maratona di Valencia. Voglio essere di ispirazione per chi, come me, arriva dalla periferia, da realtà difficili. Voglio dimostrare che anche chi viene da realtà non privilegiate, può farcela”.
Non è stata una stagione facile per Tamberi a causa di problemi fisici che hanno condizionato la preparazione, ma dal punto di vista personale il campione marchigiano ha vissuto l’emozione più bella della sua vita lo scorso Agosto quando è diventato padre di Camilla coronando il suo sogno e quello della moglie Chiara Bontempi di diventare genitori.
“Con la nascita di Camilla sono cambiate le percezioni di tutto. Si dorme poco, ma mi sveglio con l’anima piena di amore, con una carica in più. Camilla è il motivo per cui ho deciso di proseguire fino a Los Angeles 2028. Nel dopo Olimpiadi di Parigi piangevo tutti i giorni, poi è arrivata mia figlia ed è cambiato tutto. Essere in tre, rispetto a quello che è sempre stato, è diverso, ma tanto più bello”.
Andrea Dallavalle ha vinto la medaglia d’argento nel salto triplo ai Mondiali di Tokyo con il record personale di 17.64m realizzato al quinto tentativo. Questa misura gli aveva dato il primo posto provvisorio prima del salto vincente di 17.91m di Pedro Pablo Pichardo.
Andrea Dallavalle: “Durante il salto della medaglia d’argento mi sentivo come dentro un tunnel. Ero isolato dal resto del mondo. Ricordo la velocità della rincorsa e il boato del pubblico. Mi sento orgoglioso di questa generazione che ha riportato l’atletica italiana dove merita di stare. Tutti gli atleti che hanno vinto medaglie e fanno parte di questa nazionale sono miei amici. Questa è la cosa più bella. L’obiettivo è puntato sulle Olimpiadi di Los Angeles 2028. In mezzo ci saranno tappe intermedie come Europei e Mondiali. Sono tifoso milanista. Sul podio ho fatto l’esultanza del calciatore Leao. Sarebbe bello vedere come se la cava il giocatore portoghese nel salto triplo ! L’altra mia passione è il motociclismo. Di recente sono stato al Mugello dove ho incontrato il mio idolo Valentino Rossi”.
Dallavalle ha dichiarato scherzando in un post su instagram di essersi laureato in ingegneria all’università per poter essere chiamato dottore come Valentino Rossi.
Larissa Iapichino ha vinto il titolo europeo indoor nel salto in lungo femminile ad Apeldoorn con 6.94m due anni dopo l’argento nell’edizione di Istanbul 2023. Nel corso dellla stagione all’aperto la lunghista fiorentina ha vinto il secondo titolo consecutivo della Diamond League a Zurigo con 6.93m battendo per un solo centimetro la tedesca Malaika Mihambo. Con questo successo la figlia d’arte di Fiona May e di Gianni Iapichino ha bissato la vittoria dell’edizione del 2024 della Finale della Diamond League a Bruxelles. La stagione si è conclusa con la delusione per l’eliminazione nelle qualificazioni dei Mondiali di Tokyo, ma non mancheranno le occasioni per una rivincita, a cominciare dagli Europei dell’anno prossimo a Birmingham.
Larissa e il papà-allenatore Gianni Iapichino si sono raccontati durante l’incontro organizzato in una Sala delle Regioni gremita di gente. La campionessa toscana è tornata sulla delusione iridata.
Iapichino: “Purtroppo in Giappone non è andata come avrei voluto e non posso tornare indietro nel tempo, ma l’esperienza tornerà utile in futuro ma quell’eliminazione non cancella del tutto quello che di bello ho fatto quest’anno, a partire dall’oro agli Europei indoor e dalla vittoria nella finale della Diamond League, mantenendo un livello medio molto alto. E’ giusto che un flop bruci, ma va accettato. Il passato non è sotto il nostro controllo. Il presente e il futuro in qualche modo sì”.
Papà Gianni (ex primatista italiano di salto con l’asta) ha parlato del rapporto non sempre facile con la figlia e del doppio ruolo di genitore e allenatore: “Tra me e Larissa il rapporto è spesso molto acceso, esuberante e focoso, soprattutto quando le cose non vanno bene. Siamo fatti così. E’ il nostro carattere. Ai Mondiali di Tokyo, in realtà, non è successo nulla di particolare. Le qualificazioni del salto in lungo di una grande rassegna sono peraltro tra gli scogli più duri da sormontare. Certi atleti devono superare determinare esperienze per rafforzarsi. Per Larissa ci saranno altre occasioni. Intanto rifletteremo su quello che non è andato. Dobbiamo capire e risolvere determinare certe situazioni. Le nostre sono scelte condivise. Questo inciampo ci ha fatto decidere di rinunciare alla collaborazione con un mental coach. Se ci si trova di fronte ad una difficoltà, in pedana occorre saper reagire da soli. Durante le gare non ci sono supporti”
Kelly Ann Doulla è salita sulla ribalta delle cronache dei quotidiani sportivi durante la magica estate 2025 nella quale ha vinto la medaglia d’oro sui 100 metri in 11”22 agli Europei under 20 di Tampere diventando la più giovane vincitrice di sempre su questa distanza a soli 15 anni prima di bissare il successo con la staffetta 4×100. La velocista residente a Sant’Angelo Lodigiano, nata da genitori camerunensi, aveva trionfato poche settimane prima sui 100 metri con il record europeo under 18 di 11”21 davanti alla svizzera Xenia Buri alle Giornate Olimpiche della Gioventù Europea di Skopje.
Kelly Ann si è raccontata a Trento in un talk chiamato “Figlia del Vento” con la giornalista della Gazzetta dello Sport Chiara Soldi: “Ho rinunciato alla staffetta 4×100 dei Mondiali per concentrarmi sugli impegni scolastici al Liceo Pandini di Sant’Angelo Lodigiano. Sono una campionessa ma sono prima di tutto una studentessa. Ringrazio i miei insegnanti che mi fanno sentire una studentessa-atleta. Sapevo di poter fare bene ma potevo fare meglio.Mi sento già realizzata. Dopo un paio di giorni dall’adrenalina di una vittoria, torno ad essere quella di prima”.
Doualla gareggia per il Cus Pro Patria Milano e si allena sulla pista di San Donato Milanese sotto la guida dell’ex velocista Walter Monti che la fa allenare con maschi di 16 e 17 anni. Nel 2022 si mise in luce per la prima volta quando vinse ai Giochi Studenteschi, dove corse gli 80 metri in 9”79, tempo addirittura più veloce rispetto al vincitore della gara maschile.
Kelly Ann vive a Sant’Angelo Lodigiano con i genitori e il fratello maggiore. Mamma Hortense e papà Roudolph si trasferirono dal Camerun per studiare all’Università e lavorano come operatori socio sanitari. Il fratello Franck gioca a calcio in Seconda Divisione e condivide insieme alla sorella la passione per il Milan.
“In famiglia parliamo italiano, ma i miei genitori tra loro parlano in francese. Sono stata in Camerun da piccola e ho ancora qualche parente lì. Vorrei tornarci lì. Mio padre è appassionato di calcio. Meno male che ho scelto l’atletica. Ora mi segue in tutte le gare. Sono appassionata di musica afro e di rap francese e di serie tv. Mi ispiro al mio idolo Shelly Ann Fraser Pryce. A tavola ho un debole per gli hamburger”.
Doualla ha ricordato i momenti più difficili della stagione legati all’infortunio subito durante la staffetta 4×200 ai Campionati italiani under 18 di Ancona che l’ha costretta a terminare la stagione al coperto.
“Questo stop mi ha insegnato a prendermi tutti i miei tempi, ma soprattutto a gestire l’ansia. Se mi faccio male, non soffro soltanto io, ma tutta una serie di persone. La paura di farmi di nuovo male mi ha frenato molto, ma è giunto il momento di scacciare i fantasmi. L’obiettivo è lavorare sulla distanza dei 200 metri”.









