Alfio Giomi - Antonio La Torre - Casa Atletica Italiana Doha (Foto Fidal )
Alfio Giomi - Antonio La Torre - Casa Atletica Italiana Doha (Foto Fidal )
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Prime impressioni, a caldo, sulla spedizione azzurra a Doha. A parlare, come è ovvio che sia, il Presidente della Fidal Alfio Giomi e il Direttore Tecnico Antonio La Torre.

Il pensiero del Presidente

C’è soddisfazione nelle parole di Giomi ma, anche, la consapevolezza che c’è ancora tanta strada da percorrere per avvicinare i vertici dell’atletica mondiale che, a suo dire, e siamo totalmente d’accordo, è l’unico vero sport globale esistente, praticato a pieno regime, in ogni disciplina, da tutti i paesi del mondo.

“Io so da dove sono partito quando ho iniziato a fare il Presidente, e so dove siamo oggi. Oggi la nostra è una squadra diversa”. Queste le sue parole dirette e, in buona sostanza, la sintesi del suo pensiero da cui si evince la convinzione di avere dato, da quando è iniziato il suo mandato federale, oltre sei anni fa, una svolta al movimento.

Il plauso alle società sportive

Giomi ha, poi, proseguito rivolgendo un pensiero al grande lavoro svolto da tutte le società dislocate sul territorio, a cui si è cercato di dare il maggior merito possibile organizzando una spedizione di atleti, 65, particolarmente numerosa.

Su Tokio, però, precisa che verranno adottati criteri diversi e verrà fatta una selezione più rigida perchè, alle Olimpiadi, si debbono raggiungere risultati sportivi più concreti.

I ringraziamenti speciali

Per chiudere il suo intervento, il Presidente ha voluto ringraziare l’ambasciatore d’Italia in Qatar Pasquale Salzano, determinante per Casa Atletica Italiana e il ministro Vincenzo Spadafora che ha onorato, con la sua presenza, le prime giornate dei campionati.

Tra l’altro, con il ministro che ha dato un importante segnale sull’interesse del governo per l’atletica italiana, ci sarà un incontro, in settimana, per attuare una strategia comune tendente a far si che, l’ European Athletics, affidi a Roma l’organizzazione dei Campionati Europei del 2024.

Il pensiero del Direttore Tecnico

Innanzitutto parole di grande elogio per il leader di questa spedizione, Filippo Tortu, finalista dei 100 metri e nuovo recordman italiano nella staffetta 4×100 metri, nonostante un fastidio muscolare accusato dopo le prove individuali.

La Torre, esalta in tal senso, il sacrificio di Filippo che, benchè sentisse la parte posteriore della muscolatura molto contratta, ha voluto con grande generosità contribuire a un grande risultato sportivo, anche se è stata mancata, di un soffio, la finale.

Grandi elogi, poi, per Davide Re, autore di una grandissima semifinale nei 400 e di fantastiche frazioni in staffetta.

Per Eleonora Giorgi, unica medaglia italiana, grandi meriti, ovviamente, con la rivendicazione per esserLe stati, in questi anni, molto vicini quando, per motivi tecnici, si è trovata varie volte esclusa da competizioni importanti, per scelte dei giudici.

Abbiamo viaggiato insieme e, man mano, questa donna straordinaria ha preso consapevolezza dei propri mezzi: nella 50 km hanno vinto le più allenate e le più forti di testa“. Queste le esatte parole di La Torre sulla marciatrice milanese.

Un plauso a Luminosa Bogliolo per la determinazione mostrata in batteria.

N.d.R.: la conferenza stampa è avvenuta prima dell’ultima serata di gara e , tra l’altro, non viene citato Yeman Crippa, autore di un grandissimo ottavo posto, nei 10.000 metri, con record italiano.

Le staffette

Grandi elogi alle staffette con l’auspicio e la consapevolezza che, con grande probabilità, avremo cinque staffette alle Olimpiadi: due certe 4×100 femminile e 4×400 maschile e le altre tre con ottime probabilità di qualificarsi.

La strada per Tokio

Ci sarà, a inizio Novembre, una convocazione, a Grosseto, per tutti gli atleti che, attualmente, hanno le maggior possibilità di poterci andare.

Tra i vari leader del gruppo cita, poi, Gimbo Tamberi a cui ha assolutamente consigliato di andare in vacanza, per staccare un po’, visto che l’atleta avrebbe voluto ricominciare subito gli allenamenti in vista delle Olimpiadi.

Di Stecchi ha molto apprezzato il fatto di non essersi sentito appagato del risultato raggiunto, di Sottile il fatto che ha mostrato grande maturità in un contesto difficilissimo, di Fabbri la maturazione, dopo le delusioni di Berlino e Glasgow e di Stano, soprattutto, il fatto che non abbia cercato alibi, dopo una prestazione che non è stata in linea con le aspettative.

Una citazione particolare per gli altri velocisti

Per chiudere il suo intervento, La Torre vuole ricordare l’ottima partecipazione di Marcell Jacobs, autore di una straordinaria batteria dei 100, una più che onorevole semifinale ma, soprattutto, di una fantastica frazione di staffetta cronometrata in 8″90 lanciato.

Su Fausto Desalu che, per un risentimento muscolare, non ha potuto correre la staffetta, dice che la Federazione aiuterà il suo giovane tecnico a crescere.

Ultimo pensiero ancora su Filippo Tortu che può e deve cercare di migliorare ancora per avvicinarsi al podio.

Alla domanda se, l’anno prossimo, debba puntare anche sui 200, la risposta è chiara:”Io mi fermerei sui 100 fino a Tokyo e penserei, nel successivo quadriennio, a diventare uno dei più grandi velocisti”.