Fabrizio Donato (foto archivio)
Fabrizio Donato (foto archivio)

Ho avuto la fortuna di esserci, quella sera del 7 giugno 2000, a vedere la terza edizione della Notturna di Milano che vantava, come sempre, importanti presenze di atleti internazionali, ma che non si prevedeva, alla vigilia, potesse far assistere ad una sfida nel salto triplo tra due azzurri, che sarebbe rimasta per sempre nella storia dell’Atletica Italiana.

Ammetto che, ai tempi, ero molto più concentrato sulla mia personale attività agonistica da master, che non sull’atletica in generale, in particolare sulle specialità che non fossero quelle della velocità, ma sapevo che un certo Paolo Camossi fosse l’italiano più quotato con un ottimo personale di 17,29.

Sicuramente, però, uno dei ricordi indelebili nella mia mente era quello della serata del 17 ottobre 1968, quando da ragazzino appassionato per le Olimpiadi, vissi con grande coinvolgimento, entusiasmo e anche delusione, la finale del salto triplo in cui Giuseppe  Gentile, dopo aver saltato alla prima prova 17,22, record del mondo che batteva quello da lui stesso realizzato due giorni prima in qualificazione, con 17,10, fu superato nei successivi tentativi da Victor Sanejev, che poi vinse con 17,39, e Nelson Prudencio, secondo con 17,27.

Quella gara, nella mia testa da tredicenne, rimase per anni un mistero indecifrabile, nel senso che trovavo incredibile il fatto che un atleta, Gentile, avesse potuto battere per ben due volte il record del mondo e poi che fosse stato, in ogni caso, superato da altri due atleti, anch’essi capaci di battere il vecchio record del mondo.

Ovviamente la spiegazione, da tempo, mi è molto chiara poiché, quel pomeriggio, a Città del Messico c’erano condizioni perfette dettate principalmente dall’altura di 2.250 slm.

In realtà il grande rimpianto, ancora oggi sentendo le sue dichiarazioni, non totalmente sopito di Gentile per l’oro svanito, era legato al fatto che, dopo il primo salto da 17,22, avesse sentito un risentimento a una coscia, che l’aveva poi condizionato per il resto della gara, con 4 nulli e un ultimo salto a 16,54.

Tuttavia, se analizziamo bene coloro che l’hanno battuto, Saneyev ha vinto dopo quel giorno altri due titoli Olimpici, per cui a mio avviso, la gara di Gentile va considerata assolutamente memorabile, fermo restando il suo comprensibile dispiacere per avere avuto, per pochissimo in mano, primato e titolo.

Al di là dei miei ricordi personali, quel pomeriggio de 17 ottobre 1968 ha segnato un primato nazionale rimasto imbattuto per quasi 31 anni, sino al 25 agosto del 1999, quando proprio Paolo Camossi glielo sottrasse con l’ottimo 17,29 sopra citato.

E qui parte una nuova storia che ci proietta a quella magica sera del 7 giugno di vent’anni fa, con sulla pedana del triplo il campione del mondo Charles Friedek, il primatista italiano Camossi e un promettente saltatore, Fabrizio Donato, che mai era andato oltre i 17 metri tranne che in un’occasione con il vento oltre la norma.

La fase saliente di quella magica sera ve la faccio rivivere appieno nel filmato sotto, ma è racchiusa in due primi salti di studio da parte dei tre protagonisti per poi vedere Friedek dare un’accelerata sino a 17,29, con Donato che risponde a 17,23, suo personale ma ancora una volta con vento fuori norma, poi Camossi che salta a 17,11 e Fabrizio che, al quinto tentativo, fa il salto della vita, con 17,60, vento +1,9, primato italiano e sua miglior prestazione all’aperto di sempre. Farà 17,73 indoor, 11 anni dopo a Parigi.

Per dovere di cronaca va anche ricordato l’ultimo salto della gara di Paolo, che fece il suo personale di sempre, mai più superato, con 17,45 e vento +1,5.

Una gara pazzesca, la gente incredula, un risultato dettato da condizioni quasi irripetibili a livello basso del mare, ma che ha segnato e lanciato la storia di un campione monumentale che, ancora oggi, alla soglia dei 44 anni, lotta per cercarsi un posto tra i migliori e sogna la sua ennesima Olimpiade per festeggiare, al meglio, le sue 45 estati.

Le immagini salienti della gara con il salto record

 

 

 

 

 

 

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