Valeria Straneo - Zurigo (Foto Fidal)
Valeria Straneo - Zurigo (Foto Fidal)
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Di Valeria Straneo si conoscono, molto bene, le imprese sportive che si possono riassumere su tutte in una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 2013, in una d’argento ai Mondiali di Mosca, sempre del 2013 e in un’altra d’argento, ai Campionati Europei dell’anno dopo, 2014, a Zurigo.

Tutto questo sulla distanza della maratona di cui è anche primatista italiana con l’ottimo tempo di 2h23’44”, ottenuto il 15 aprile 2012 a Rotterdam.

Domenica, 10 novembre, Valeria correrà alla 13esima Maratonina Città di Crema, per verificare le sue condizioni di forma in vista di un prossimo impegno, nella maratona, dove vorrà, certamente, tentare l’impresa di ottenere il minimo per la sua terza Olimpiade che, per la cronaca, è di 2h29’30”.

La storia dell’atleta alessandrina è, però, molto particolare, nel senso che ha deciso di dedicarsi, a tempo pieno, all’atletica, solo quando in tantissimi decidono di smettere, correndo, al limite, nelle gare dei master riservate agli over 35.

E, incredibilmente, la decisione di Valeria è scaturita dopo una delicatissima operazione, a seguito del peggioramento di una malattia congenita, la sferocitosi ereditaria, che l’ha costretta, il 14 maggio 2010, a subire la totale asportazione della milza.

Probabilmente, quel disturbo che l’aveva accompagnata per tutta la vita, non le aveva mai consentito di sentirsi veramente bene, al 100 %, e la sua attività agonistica era sempre stata affrontata, da lei, quasi come un peso, pur avendo, in ogni caso, ottenuto dei buonissimi risultati che l’avevano portata a correre la maratona, in 2h e 41 minuti, come miglior risultato, nel 2009, a Carpi.

Dopo l’operazione, invece, e qualche mese di assestamento, in cui peraltro aveva corso quasi da subito, gareggiando circa 45 giorni dopo l’intervento, all’inizio del 2011, all’età di 35 anni appena compiuti, c’è stata la sua esplosione agonistica, frutto evidentemente di sensazioni nella facilità di corsa, che l’hanno convinta a dedicarsi, a tempo pieno, all’attività agonistica.

I risultati sono quelli che tutti sappiamo ma, oggi, a 43 anni compiti ad aprile, la voglia di correre e di affrontare nuove sfide non le è minimamente passata e la rincorsa, verso la sua terza Olimpiade, passa anche dal test di domenica a Crema.

In bocca al lupo campionessa.

Il suo sito

Vi rimando al suo sito personale dove potrete leggere, più nel dettaglio, della sua fantastica carriera.