David Rudisha (foto The Sentinel)
David Rudisha (foto The Sentinel)

Il record del mondo di David Rudisha di 1’40″91 per vincere gli 800m ai Giochi di Londra del 2012 è stato giudicato da molti, incluso il capo dell’atletica mondiale Sebastian Coe, come la più grande prestazione in pista di quelle Olimpiadi.

Il keniota che, a Rio de Janeiro nel 2016, ha difeso vittoriosamente il suo titolo, negli anni successivi ha incontrato tantissimi infortuni che hanno, spesso, interrotto la sua preparazione e non corre, in modo competitivo, dal luglio 2017.

L’atleta ha affermato, in una recente intervista alla BBC, che il ritorno all’allenamento ha cambiato la sua mentalità in meglio. Ora è felice di essere tornato in pista dopo due anni e di fare quello di cui è appassionato.

Se riuscirà a qualificarsi per le olimpiadi a Tokyo, ha tutta l’intenzione di arrivare in finale e uscirne con una medaglia, possibilmente d’oro anche se prima di arrivarci deve fare i conti con un trauma recente.

Rudisha ha dichiarato, infatti, di essere molto fortunato dato che la sua auto, lo scorso anno, ha avuto uno scontro frontale con un autobus che si trovava dalla parte sbagliata della strada.

Il suo mezzo è stato ridotto a un rottame ma lui ne è emerso illeso fisicamente, anche se le cicatrici mentali degli ultimi anni sono rimaste, come la separazione dalla moglie, la morte del padre Daniel e qualche svago di troppo che lo ha portato, per un po’, fuori da quel percorso agonistico che pare aver ritrovato.