Filippo Tortu - Carl Lewis - Paolo Del Bene - Leroy Burrell (foto Sprint Academy)
Filippo Tortu - Carl Lewis - Paolo Del Bene - Leroy Burrell (foto Sprint Academy)
Fastweb Casa ADSL

Un incontro con i giganti della velocità del secolo scorso, Carl Lewis e Leroy Burrell , quasi una sorta di passaggio del testimone al nostro Filippo Tortu, ieri mattina al The Torch Hotel a Doha.

Arriviamo alle 14 in punto per ascoltare, nella sala gremita di giornalisti sportivi internazionali, i due miti della velocità americana. Ma l’unico a essere presente all’ora stabilita è il nostro Filippo Tortu, che con tuta d’ordinanza e il suo viso sorridente prende posto accanto al Presidente AIPS Gianni Merlo.

Le prime domande

Si iniziano a scaldare i motori con qualche domanda a Filippo. I giornalisti esteri sono interessati a sapere le sue emozioni nella finale, quali sono le scenette più divertenti vissute con i media, ma noi del mestiere sappiamo che non può raccontare il ‘ afrappè’ del post semifinale, perchè troppo ‘locale’, una citazione di un film comico prettamente italiano.

Quando gli chiedono chi sia l’atleta che più lo ispira, parla del francese Christophe Lemaitre e dell’orgoglio della squadra di velocisti italiani: “Sono onorato di rappresentare la seconda migliore nazione europea per le discipline veloci. Penso che stiamo facendo davvero un grande lavoro”.

Ecco King Carl

Ed è poi il momento di Carl Lewis e Leroy Burrell, che commentano le immagini dei Campionati del Mondo del 1991 a Tokyo, dove il favorito Burrell si fa beffare da uno splendido record del mondo di Carl Lewis, 9″86.

Non mancano le battute e i ricordi nostalgici.

Burrell: nessuno vuole perdere ovviamente, ma devo ammettere che mi sono giocato quella gara al meglio delle mie possibilità. Carl aveva molta più esperienza di me e mi sono preoccupato degli altri avversari, dimenticandomi del ′vecchio’ Carl (NDR a quell’epoca aveva 30 anni).

Chiosa Lewis: ho corso al massimo delle mie possibilità, quella era l’ultima chance per fare quel tipo di risultato.

Ripercorrono i tempi d’oro, il team di allenamento che contava i velocisti più forti dell’epoca, l’introduzione di nuovi modi di comunicare, come la bandiera americana portata in trionfo dopo le gare: modalità a noi note, ma allora completamente nuove.

Parlano di tutto, dalla pubblicità della Pirelli con Lewis in tacchi a spillo, alla voglia di cambiare le modalità di far vivere l’atletica: tutti si sono evoluti, hanno trasformato il loro sport in uno spettacolo…l’atletica è ancora quella di trent’anni fa. E’ arrivato il momento di cambiare qualcosa ed essere al passo con gli altri.

Filippo e i grandi campioni del passato

Poi si ritorna a Filippo e ai consigli che si sentono di dare a un giovane atleta che è già tra i grandi del mondo.

Burrell: devi vivere nell’ambiente più competitivo, devi stare nelle condizioni meno confortevoli ma più stimolanti per poter crescere.

Lewis: devi cercare un ambiente nel quale ti puoi concentrare sul tuo obiettivo.

Lewis e Burrell insieme: perché ti piace correre?

Filippo: ho praticato molti sport, poi ho scelto la corsa perché è un affare di famiglia, mio fratello e mio padre correvano e a me piaceva stare con loro. Poi mi sono reso conto che mi veniva anche bene, per cui ho continuato con questa disciplina. Quando sono sui blocchi di partenza non mi importa se vincerò o perderò, ma so che me la posso giocare perché sono lì, insieme agli altri.

Il botta e risposta finale

Inizia una sorta di training psicologico, dove Filippo viene messo alla prova da King Carl (e questi sono i consigli veri).

Lewis: con che tempo pensi si possano vincere i Giochi Olimpici il prossimo anno?
Filippo: penso che serva 9″80.
Lewis: pensi di poterlo fare come risultato?
Filippo: no
Lewis: se facessi 9″80 arrivando quinto ai Giochi Olimpici saresti contento?
Filippo: se arrivassi quinto con 9″80 sarei soddisfatto, ma non contento. Tutti vogliono vincere.
Lewis: allora Filippo il mio consiglio è di concentrarti su quello che puoi controllare. Lascia fuori l’emozione e concentrati sugli aspetti tecnici.
Lewis: Qual è il tuo obiettivo per l’anno prossimo?
Filippo: 9″92 sui 100 metri e 19″99 sui 200 metri
Lewis: perfetto Filippo, dimenticati l’emozione, pensa solo a essere competitivo e a concentrarti sul tuo obiettivo.

Filippo – gli va riconosciuto – ha già una gran testa, siamo convinti che questo incontro gli avrà dato qualche spunto in più per continuare a crescere.