Si assegneranno lunedì prossimo 11 dicembre i due principali premi assegnati da World Athletics agli atleti, un uomo e una donna, che si siano maggiormente distinti nel corso della stagione passata su ogni tipo di competizione e, quest’anno, la sfida decisiva nella categoria maschile appare veramente molto incerta, con i cinque finalisti designati che si contenderanno l’ambito riconoscimento rappresentati dal fenomenale saltatore con l’asta svedese Armand Duplantis, dal velocista statunitense Noah Lyles, dal nuovo primatista del mondo della maratona il keniano Kelvin Kiptum, dallo specialista statunitense del peso Ryan Crouser, e da quello del giavellotto l’indiano Neeraj Chopra.

Tutti hanno ottenuto eccezionali risultati, i quattro specialisti della pista hanno conquistato l’oro mondiale, con Lyles che ne ha vinti addirittura tre, ma Duplantis e Crouser così come il maratoneta su strada hanno anche migliorato i loro primati del mondo, per cui appare complicato fare una previsione anche se l’impatto emozionale che il saltatore svedese riesce sempre a dare nel corso delle sue spettacolari esibizioni, dove quasi sempre gareggia contro se stesso e non contro degli avversari che è come se facessero un’altra gara, ce lo fa preferire ai suoi illustri avversari

Il suo 2023 lo ha visto, infatti, superare ben 20 volte la quota dell’eccellenza assoluta rappresentata dai 6 metri, con la stagione al coperto iniziata in Svezia ad Uppsala subito con la straordinaria misura di 6,10 metri, per poi salire sino a 6.06 a Berlino, 6.01 a Lievin e chiudere con il primo dei due record mondiali dell’anno di 6,22 a Clermont Ferrand, rinunciando poi a disputare gli Euroindoor di Istanbul.

Duplantis ha successivamente aperto la stagione all’aperto nel meeting Continental Tour Gold in California alla fine di maggio, saltando 5,91 m e, una settimana dopo, è tornato a volare sopra i sei metri, superando 6,11 m ai FBK Games di Hengelo, per poi ottenere vittorie a Oslo con 6.01 m, Ostrava con 6.12 m e Stoccolma con 6,05 m.

Dopo la vittoria in Slesia con 6.01 m, Duplantis ha subito una rarissima sconfitta a Monaco, dove si è piazzato al quarto posto con 5.72 m, ma è stata la giusta scossa in vista dei Mondiali di Budapest dove, nella finale non ha sbagliato un colpo, superando tutte le misure al primo tentativo, fino al salto vincente di 6,10 metri, in una competizione di alta qualità con il filippino Ernest John Obiena che ha conquistato l’argento con 6,00 m, mentre l’australiano Kurtis Marschall e lo statunitense Chris Nilsen si sono divisi il bronzo con 5,95 m.

Dopo aver centrato l’obiettivo più importante dell’anno, Duplantis ha puntato sul suo obiettivo più ambizioso per il 2023, quello di migliorare ancora il suo record del mondo e, dopo aver vinto a Zurigo con 6,00 m e a Bruxelles con 6.10 m, tentando in entrambi i casi di ottenere il primato ma senza riuscirci, nella finale della Wanda Diamond League di Eugene, la sua ultima gara dell’anno e di nuovo sulla pista dove aveva battuto il record del mondo nel 2022 per vincere il titolo mondiale, ha concluso la sua stagione nel miglior modo possibile, superando i 6,23 m per e aggiungendo un centimetro al suo precedente record.

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Noah Lyles

Se il salto con l’asta è certamente la disciplina più spettacolare e pericolosa dell’atletica, la velocità pura, in particolare i 100 e i 200 metri, sono le due gare maggiormente seguite da ogni genere di appassionato di sport e il fatto di essere diventato campione iridato in entrambe, ma anche nella staffetta 4×100, conferisce allo sprinter statunitense le maggiori possibilità di contrastare sino all’ultimo voto il saltatore svedese, anche se lui non ha battuto nessun primato del mondo.

In realtà Lyles aveva già vinto nel doppio giro di pista nelle due precedenti edizioni dei Mondiali, a Doha e a Eugene, ma l’essersi consacrato anche sulla distanza più veloce in assoluto lo ha fatto entrare di diritto tra i più grandi specialisti di tutti i i tempi, oltretutto in una stagione per lui lunghissima avendo gareggiato anche in qualche evento al coperto in inverno, come nel World Athletics Indoor Tour Gold di Boston dove ha migliorato il suo  personale nei 60 metri vincendo con 6″51.

All’aperto ha subito testato la sua forma di inizio stagione con alcune gare in Florida e si è fatto notare con un 19″67 sui 200 m al Racers Grand Prix di Kingston per poi vincere i 100 metri nella Diamond League di Parigi e i 200 nel Continental Tour Gold di New York, prima di dedicarsi ai Campionati statunitensi, dove si è classificato nei 100 metri dei Trials regalandosi la possibilità di partecipare anche su tale distanza ai Campionati di Budapest che avrebbe poi vinto, oltre che sui 200 e la staffetta 4×100.

Lo statunitense ha successivamente migliorato il suo primato stagionale mondiale dei 200 metri al meeting della Diamond League di Londra, facendo segnare 19″47 per la terza prestazione più veloce della sua carriera ed è poi volato a Budapest dove ha trionfato nei 100 con il suo record personale di 9″83, sui 200 con 19″52, e appena un giorno dopo è diventato un triplice campione, correndo la frazione finale quando gli Stati Uniti hanno riconquistato il titolo della 4×100 davanti all’Italia.

Noah Lyles (foto World Athletics)
Noah Lyles (foto World Athletics)

Kelvin Kiptum

L’anno scorso di questi tempi l’atleta keniano era alla vigilia dal debutto nella maratona ma, da allora, ha realizzato tre dei sei tempi più veloci della storia, culminati con l’eccezionale record mondiale di 2h00’35 stabilito vincendo la Bank of America Chicago Marathon l’8 ottobre.

Il viaggio di Kiptum nella maratona è iniziato a Valencia lo scorso dicembre, due giorni dopo il suo 23esimo compleanno, correndo in 2h01’53 per il debutto più veloce di sempre sui 42,195 km con un crono che lo ha collocato al terzo posto nella lista mondiale di tutti i tempi, dietro solo al suo connazionale Eliud Kipchoge e all’etiope Kenenisa Bekele.

Kiptum è tornato poi ad allenarsi con la TCS London Marathon come obiettivo seguente e il 23 aprile, in occasione della seconda maratona e della seconda gara su strada World Athletics Platinum Label della sua carriera, ha vinto con il record del percorso di 2h01’25, una prestazione che lo ha fatto salire di un altro posto nella classifica mondiale di tutti i tempi, al secondo posto dietro al record del mondo di 2h01’09 stabilito da Kipchoge a Berlino nel settembre 2022.

Infine nella straordinaria cavalcata di Chicago l’atleta, dopo aver superato la metà del percorso in 1h00’48, ha raggiunto il traguardo in 2h00’35, diventando il primo atleta ad abbattere il muro delle 2H01 assicurandosi la seconda vittoria dell’anno in una maratona  di importanza primaria nel panorama internazionale.

Ha vinto la gara con quasi tre minuti e mezzo di vantaggio con un miglioramento di 50 secondi rispetto al suo precedente record di Kiptum e togliendo 34 secondi al primato mondiale di Kipchoge.

Potrebbe esserci dell’altro in serbo? Kiptum ha già espresso l’intenzione di attaccare il suo record, e la barriera delle due ore, alla NN Rotterdam Marathon di aprile.

Kelvin Kiptum (foto World Athletics)
Kelvin Kiptum (foto World Athletics)

Ryan Crouser

Il lanciatore statunitense ha vissuto un’altra stagione sensazionale, difendendo con successo il suo titolo iridato, migliorando il suo primato mondiale e realizzando numerosi lanci da 22 e 23 metri.

La sua stagione è iniziata a febbraio con la vittoria ai Millrose Games, dove ha scagliato 22,58 metri e poi una settimana dopo, a Pocatello nell’Idaho, Crouser ha lanciato 23,38 m, che sarebbe stato record del mondo, ma non ha potuto essere ratificato perché l’area di atterraggio era leggermente in discesa e il cerchio non era conforme.

Dopo la breve stagione indoor, il lanciatore statunitense ha ripreso a gareggiare in aprile, vincendo alle Drake Relays con 22,42 m (gara di esibizione indoor) e poi nel programma principale con 22,38 m.

Un mese dopo, in occasione del World Athletics Continental Tour Gold di Westwood, in California, Crouser ha battuto il proprio record del mondo con 23,56 m, aggiungendo 19 centimetri al punteggio stabilito ai Campionati statunitensi del 2021.

Ha aperto la serie con 23,23 m, poi ha migliorato a 23,31, il secondo miglior lancio della storia in quel momento. Dopo un lancio di 22,94 m nel terzo round, ha realizzato il suo record mondiale nella quarta prova e ha completato la serie con 22,80m e 22,86m.

Un mese dopo, Crouser ha ottenuto vittorie a Ostrava (22,63 m) e a Losanna (22,29 m il suo lancio più corto dell’anno), quindi ha vinto il titolo statunitense con 22,86 m.

Poi è tornato in Europa, vincendo in Slesia (22,55 m) e a Szekesfehervar (22,51 m), prima di fare colpo al meeting della Wanda Diamond League di Londra, dove ha stabilito il record del meeting con 23,07 m per una perfetta iniezione di fiducia in vista dei Campionati del Mondo ma, solo due settimane prima, i medici hanno scoperto due coaguli di sangue sulle sue gambe e solo alla fine gli è stato dato il via libera, ma non era sicuro di essere al meglio.

Alla fine Crouser è stato inavvicinabile a Budapest, aprendo la serie con 22,63 m, un punteggio che sarebbe stato sufficiente per l’oro, ma poi si è migliorato fino a raggiungere il record dei campionati con 22,98 m e ha seguito la serie con 22,28 m e poi due falli, ma ha lasciato il meglio per ultimo quando ha scagliato il peso a 23,51 m, record dei campionati e secondo miglior lancio della storia dopo il record mondiale stabilito solo tre mesi prima.

Il suo margine di vittoria di 1,17 m è il più grande di sempre nel tiro a segno maschile ai Campionati del Mondo, e rappresenta un’inversione di tendenza rispetto a quattro anni prima, quando Crouser aveva mancato l’oro mondiale con il più piccolo margine di vittoria di sempre (1 cm).

La striscia di vittorie di Crouser si è interrotta nella sua ultima gara dell’anno. Alla finale della Wanda Diamond League, Crouser ha prodotto un miglior lancio di 22,91 m e quattro punteggi oltre i 22,75 m, un risultato superbo per tutti gli standard – ma quel giorno non è stato sufficiente per battere il rivale statunitense Joe Kovacs, che ha vinto con 22,93 m.

Ciononostante, Crouser ha vinto 13 delle sue 14 gare nel 2023, compresa quella che contava di più. Ora ha un numero impressionante di 243 lanci oltre i 22 metri, pari al 40% di tutte le prestazioni a 22 metri della storia.

Ryan Crouser (foto World Athletics)
Ryan Crouser (foto World Athletics)

Neeraj Chopra

Come è accaduto negli ultimi anni, la costanza del lanciatore indiano è stata la chiave per i suoi successi nel 2023 in quanto, la sua capacità di produrre un grande lancio in qualsiasi giornata lo ha portato a diventare il primo campione mondiale indiano, due anni dopo essere diventato il primo campione olimpico del suo Paese nell’atletica leggera.

La prima uscita dell’anno di Chopra ha dato il via al resto della stagione quando, nella Diamond League di Doha, ha scagliato l’attrezzo a 88,67 m per sconfiggere il campione mondiale e olimpico Jakub Vadlejch e poi un mese dopo, a Losanna, ha ottenuto un’altra vittoria in Diamond League, vincendo con 87,66 metri.

Forse non è stato l’inizio di stagione più intenso, ma queste due vittorie gli hanno comunque dato fiducia in vista dei Campionati Mondiali in Ungheria dove nel turno di qualificazione ha impressionato, lanciando a 88,77 m e dimostrando agli avversari di essere l’uomo da battere.

E così è stato anche in finale quando, dopo aver aperto con un nullo, ha lanciato il suo giavellotto a 88,17 m per prendere il comando, e vi è rimasto per il resto della gara. Ha poi lanciato 86,32 m, 84,64 m e 87,73 m, prima di concludere la sua serie con 83,98 m.

L’ultima volta che Chopra si è piazzato fuori dai primi tre posti in una competizione risale al settembre 2018 e ha mantenuto la sua costanza fino alla fine della stagione, arrivando secondo a Zurigo (85,71 m) e alla finale della Wanda Diamond League di Eugene (83,80 m).

La stagione di Chopra si è conclusa in bellezza ai Giochi asiatici di Hangzhou, dove ha difeso con successo il suo titolo con il record stagionale di 88,88 m, davanti al connazionale Kishmore Kumar Jena.

Neeraj Chopra (foto World Athletics)
Neeraj Chopra (foto World Athletics)

 

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