Gianmarco Tamberi (Foto Fidal Colombo Berlino)
Gianmarco Tamberi (Foto Fidal Colombo)
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Yeman Crippa

Yeman Crippa Doha 2019
Yeman Crippa (foto Colombo/FIDAL)

Grande conferma,dopo l’ottimo europeo di Berlino, per Yeman, con la perla dell’ultima giornata dei Mondiali di Doha in cui ha battuto il vecchio record italiano dei 10000, di Salvatore Antibo, realizzato trent’anni prima, con 27’10″16.

Crippa, ormai, è una certezza assoluta dell’atletica italiana in un settore, quello del mezzofondo, dove è certamente molto difficile emergere, specie a livello mondiale.

Per Tokio, in ogni caso, l’obiettivo di migliorare l’ottimo ottavo posto dei 10000 metri.


Leonardo Fabbri

Leonardo Fabbri Doha (Foto Colombo Fidal)
Leonardo Fabbri Doha (Foto Colombo Fidal)

Veramente una gran bella stagione quella del pesista toscano che è riuscito ad arrivare quasi sulla fettuccia dei 21 metri, lanciando a 20,99.

Leonardo si è anche ben comportato a Doha, andando vicino al suo personale e rimanendo fuori dalla finale con il primo lancio degli esclusi.

Per l’anno olimpico credo possa migliorare ancora e cercare di competere in una specialità, il lancio del peso, che ha avuto, quest’anno, un’incredibile esplosione di risultati eclatanti.


Hassane Fofana

Hassane Fofana Doha (Foto Colombo Fidal)
Hassane Fofana Doha (Foto Colombo Fidal)

Molto buono anche il 2019 di Hassane che ha trovato la miglior stagione agonistica della sua carriera, portando il suo PB a 13″44 e qualificandosi per le semifinali di Doha.

A 27 anni ritengo abbia completato la sua maturazione sportiva e possa essere in grado di competere, l’anno prossimo, su livelli maggiori.

Al suo pari, solo due centesimi in più, 13″46, ricordo anche la buona annata di Lorenzo Perini, meno brillante di Hassane, ai mondiali, dove si è fermato in batteria.


Matteo Galvan

Matteo Galvan (Foto Colombo Fidal)
Matteo Galvan (Foto Colombo Fidal)

L’atleta veneto, di Vicenza, allenato a Rieti da Chiara Milardi, ha avuto, quest’anno, vari problemi fisici che ne hanno rallentato la preparazione.

Ciononostante Matteo ha reagito molto bene, correndo a Bressanone, ai campionati italiani assoluti dei 400 metri, in un buonissimo 45″59, e poi contribuendo generosamente all’accesso in finale, e alle Olimpiadi di Tokio, della staffetta 4 x 400 metri.

Se riuscirà a mantenersi integro fisicamente, l’anno prossimo potrà tornare ancor più competitivo sui 400 e contrastare il suo compagno di allenamento Davide Re.


Marcell Jacobs

Marcell Jacobs Doha (Foto Colombo Fidal)
Marcell Jacobs Doha (Foto Colombo Fidal)

Straordinaria stagione del 25nne desenzanese di origine texane, che si dedica praticamente solo alla velocità ed ottiene ottimi risultati.

Marcell stabilisce, a Padova, con 10″03, la terza miglior prestazione italiana, sui 100 metri, di tutti i tempi, dopo Tortu e Mennea, miglior prestazione stagionale italiana e poi, a Doha, in batteria, si qualifica alla semifinale in 10″07, correndo, a mio avviso, la miglior gara della sua vita.

In semifinale, poi, sbaglia qualcosa che non gli consente di trovare la finale ma contribuisce, nei giorni seguenti,  al nuovo record italiano della           4 x 100, 38″11, con una grande frazione lanciata.


Davide Re

Davide Re Doha (Foto Colombo Fidal)
Davide Re Doha (Foto Colombo Fidal)

I 400 metri sono una distanza veramente difficile da correre, perchè bisogna essere veloci, ma anche avere una lucidità mentale che consenta di distribuire lo sforzo in maniera ottimale.

Per questi motivi, non bisogna avere fretta a raggiungere determinati risultati che si possono ottenere, a mio avviso, con la piena maturità fisica e mentale.

A 26 anni Davide Re  l’ha perfettamente raggiunta e sono convinto che potrà mantenerla e migliorare ancora.

44″77, sui 400 metri, nuovo record italiano, primo italiano sotto i 45″, trascinatore della staffetta 4 x 400 metri, finalista ai mondiali e già qualificata per le Olimpiadi…………… semplicemente strepitoso.


Stefano Sottile

Stefano Sottile - Doha (Foto Colombo Fidal)
Stefano Sottile – Doha (Foto Colombo Fidal)

Il ventunenne atleta di Borgosesia fa una cosa incredibile saltando, a Bressanone, durante i campionati italiani assoluti, 2,33 metri, in quel momento, luglio, la miglior prestazione mondiale dell’anno, del salto in alto.

Il fatto, poi che Stefano, nelle manifestazioni internazionali più importanti, non abbia reso quanto si sperava, non toglie nulla ad una stagione straordinaria.

Sono certo che l’anno prossimo, anche grazie all’esperienza acquisita, potrà puntare in alto, nel vero senso della parola, alle Olimpiadi di Tokio.


Claudio Stecchi

Claudio Stecchi (Foto Colombo Fidal)
Claudio Stecchi (Foto Colombo Fidal)

Grande stagione indoor per Claudio che sale sino a 5,82 metri che, poi, purtroppo, per una serie di problemi fisici non riesce a riconfermare all’aperto.

Riesce, in ogni caso, a trovare una buona condizione in vista di Doha dove ottiene una agevole qualificazione alla finale con 5,75, per poi giungere ottavo con 5,72, stessa misura del quarto classificato, ma un numero maggiore di errori.

Una certezza, frutto di una graduale maturazione che, a mio avviso, lo porterà in finale anche l’anno prossimo, a Tokio, con ancor maggiori possibilità.


Gianmarco Tamberi

Gianmarco Tamberi Doha (Foto Colombo Fidal)
Gianmarco Tamberi Doha (Foto Colombo Fidal)

Inizia molto bene la stagione vincendo, primo italiano di sempre, i campionati europei indoor di Glasgow con 2,32, che rimarrà il suo PB.

Con l’inizio della stagione all’aperto, Gimbo comincia ad avere qualche problema fisico che ne rallenta la preparazione e gli permette di fare solo pochissime gare.

Si presenta a Doha, quindi, in condizioni non ideali ma, con il talento straordinario che lo contraddistingue, ottiene un’agevole finale con 2,29, per poi arrivare ottavo in una finale stellare dove, sinceramente, per arrivare sul podio avrebbe dovuto fare un miracolo

La mia copertina è dedicata a lui e ai suoi sogni per Tokio.


Filippo Tortu

Filippo Tortu Doha (Foto Colombo Fidal)
Filippo Tortu Doha (Foto Colombo Fidal)

Scrivendo di Filippo, per motivi editoriali, cerco sempre di essere il più equidistante possibile.

Un stagione iniziata con un 9″97 appena ventoso, sui 100 metri, un 200 alla Diamond League di Roma che ha mostrato che la distanza doppia, per lui, è ancora prematura e una serie di buone prestazioni, in altre importanti manifestazioni internazionali, senza l’acuto del tempone.

Poi, un infortunio non troppo leggero, la ripresa e, dopo un paio di gare, il raggiungimento della finale sui 100 metri, ai campionati del mondo di Doha, giungendo settimo, con 10″07, suo PB dell’anno: unico bianco, atleta più giovane, secondo europeo classificato.