Riteniamo giusto sempre per dovere di cronaca, con la solita logica che ognuno possa farsi una propria idea in merito a quanto letto, riportare l’integrale replica fatta dal presidente della FIDAL Stefano Mei, in seguito alle dichiarazioni rilasciate dal Ministro dello Sport Andrea Abodi che potete leggere su questo link.

Le parole del presidente FIDAL Stefano Mei (fonte sito federale)

Visto quanto dichiarato dal ministro non posso esimermi dal puntualizzare che la ricostruzione fatta da Abodi è fantasiosa, non aderente alla realtà. Mi sento dire che abbiamo gestito tutto da bar, non ci sto. Perché noi abbiamo fatto tutti i passi che ci sono stati chiesti da lui, da quando la federazione internazionale ci ha voluto coinvolgere, visto che nel 2025 si va a Tokyo, Istanbul si è ritirata e nel 2027 c’era il rischio di un’altra sede in Asia (come di fatto è stato). Noi ci siamo attivati, e già ai mondiali di Budapest dove Abodi è venuto un paio di giorni gli mandai un messaggio in cui gli dicevo di provarci anche in considerazione del successo mediatico che stavamo avendo.

Non mi è mai stata data dal ministro una scadenza e da novembre in poi sono stati fatti tutti gli incontri utili. Non è stata mai considerata dal ministro la tempistica, non ci ha mai detto che c’era fretta anche se noi lo sapevamo . Diciamo che World Athletics ci ha permesso di portare tutta la documentazione a ridosso della decisione. All’inizio di gennaio eravamo pronti, con delibera unanime del consiglio federale.

Il 24 gennaio consegniamo tutto al ministro e gli 85 milioni non erano un mistero, lo sapevano tutti fin da ottobre. Arriviamo all’8 febbraio al Mef e al ministro Giancarlo Giorgetti presentiamo il business plan, che lui però non aveva mai visto. Ci disse certo c’è pochissimo tempo, serve un miracolo, ma noi questo business plan lo avevamo consegnato due settimane prima. Io mi aspetto che il mio ministro di riferimento faccia tutti i passi per informare il governo.

Ci sono ricostruzioni che attribuiscono alla mia amicizia con Salvini il motivo del fallimento della candidatura? Sì sono un suo amico, ci unisce il tifo per il Milan, ma se questo avesse inciso sulla decisione allora dovrei cambiare Paese e andarmene in Mozambico. La verità è che ho fatto tutto questo perché la nostra atletica sta andando benissimo, abbiamo cinque campioni olimpici, merita maggiore rispetto.

Tra l’altro, a questa atletica Abodi non ha mandato nemmeno un messaggio di complimenti dopo la vittoria in Coppa Europa. Questa candidatura, sia chiaro, l’ho gestita come mi ha chiesto il ministro. E i miei atleti e le società avrebbero meritato i mondiali qui. Potevamo farcela, World Athletics era con noi, aveva spostato la deadline dal 15 dicembre a febbraio proprio per questo. La ricostruzione di Abodi non è vera, di fronte alla sua forza e violenza ho dovuto ristabilire la verità“.

In serata è ovviamente arrivata la controreplica del Ministro Abodi, ma riteniamo di chiudere qui l’argomento perché siamo certi che quanto riportato dalle parti sia più che sufficiente per una valutazione soggettiva che ognuno vorrà dare.