Akani Simbine Gauteng (foto Scoopnest)
Akani Simbine Gauteng (foto Scoopnest)
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Manca poco più di un mese all’inizio ufficiale della Wanda Diamond League a Montecarlo il 14 Agosto, anche se il 9 Luglio gli appassionati di atletica potranno godersi gli Inspiration Games, meeting virtuale organizzato dal Weltklasse di Zurigo con atleti impegnati in gare a distanza in ogni angolo del mondo.

Nel frattempo il modo migliore per aspettare l’inizio del circuito è seguire la trasmissione online sul sito della Diamond League che ripercorre le ultime edizioni dei vari meeting attraverso highlights e interviste ai protagonisti.

Nell’ultimo episodio di Wanda Diamond League Call Room, dedicato agli Anniversary Games di Londra, il giornalista irlandese Thomas Byrne ha intervistato la mezzofondista scozzese Laura Muir, la sprinter giamaicana Shelly Ann Fraser e il velocista sudafricano Akani Simbine.

Inoltre tra i momenti più belli delle passate edizioni del meeting di Londra sono stati riproposti il record del mondo di Kendra Harrison sui 100 ostacoli nel 2016, le vittorie di Shelly Ann Fraser Pryce e Usain Bolt nello sprint, i successi di Emmanuel Korir sugli 800 metri nel 2018 e di Hellen Obiri nel miglio nel 2018, le volate vincenti di Mo Farah e di Laura Muir e la doppia vittoria firmata da Karsten Warholm sui 400 ostacoli nel 2018 e nel 2019.

Il meeting di Londra avrebbe dovuto svolgersi nel fine settimana del 4-5 Luglio al London Stadium ma è stato cancellato per questa stagione per la pandemia da covid-19. Gli organizzatori della UK Athletics hanno dato appuntamento al 2021.

Laura Muir ha parlato del ricordo legato al suo primato britannico strappato alla connazionale Kelly Holmes in occasione dell’edizione 2016 degli Anniversary Games davanti al pubblico di casa al London Stadium.

L’atleta allenata da Andy Young ha parlato dell’infortunio subito in occasione della gara vinta nella passata edizione del meeting londinese e dei due titoli della Diamond League vinti nel 2016 e nel 2018. Nonostante l’infortunio Muir si è classificata quinta ai Mondiali di Doha sui 1500 metri in 3’55”76.

Battere il record britannico di Kelly Holmes davanti al pubblico di casa è stata un’esperienza straordinaria, uno dei momenti più belli della mia carriera. Il record di Kelly Holmes è durato tanti anni e questo ha reso l’impresa davvero speciale.

L’altro grande momento della mia carriera è stato il successo nella finale della Diamond League a Zurigo nel 2016 perché vincere il circuito riassume i risultati di un’intera stagione”.

Lo scorso anno ero in grande forma ma mi sono dovuta fermare per un infortunio al polpaccio. Dopo la gara facevo molta fatica a camminare; é stato molto difficile convivere con questo infortunio.

Ho imparato molto da questa esperienza che ha dimostrato la mia forza mentale.

A Doha ho vissuto una sensazione dolce amara: da un lato ero orgogliosa di aver corso in 3’55” ma allo stesso tempo ho pensato a cosa avrei potuto fare se fossi stata in forma.

Spero di poter correre in alcuni meeting della Diamond League in questa stagione e tornare al massimo della forma per le Olimpiadi di Tokyo. Purtroppo il meeting di Londra è stato cancellato. Le gare di mezzofondo sono tra le più penalizzate dagli effetti della pandemia”.

Akani Simbine (autore di un eccellente 9”91 realizzato ad inizio anno prima del lockdown) ha parlato della sua vittoria al meeting di Londra dello scorso anno in 9”93 in una gara di altissimo livello con cinque sprinter al di sotto dei 10 secondi e dell’obiettivo di battere il primato africano sui 100 metri detenuto dal nigeriano Olusoji Fasuba prima della fine della carriera.

Simbine detiene un primato personale di 9”89 realizzato nel meeting ungherese di Szekesfehrvar nel 2016.

Mi piace molto gareggiare a Londra. Questa città ha un posto speciale nel mio cuore. Mi ricordo di aver visto in televisione le Olimpiadi di Londra e ho sempre sognato di poter gareggiare un giorno al London Stadium. Qui gli sprinter gareggiano in due round con batterie e finale.

L’anno scorso ero in condizioni eccellenti. Gli allenamenti erano andati bene. Quando ho superato la batteria ho capito che poteva essere il mio giorno. Mi sentivo molto rilassato. La mia ambizione è sempre quella di correre più velocemente di tutti. Il record africano è molto vicino al mio primato nazionale. Questo è l’obiettivo al quale ambisco” ha affermato Simbine.

Shelly Ann Fraser Pryce ha vinto le ultime due edizioni degli Anniversary Games nel 2018 in 10”93 nella gara del rientro dopo la maternità e nel 2019 in 10”78 sui 100 metri. Londra ha da sempre avuto un posto speciale nel cuore delle star giamaicane perché molti spettatori che assistono agli Anniversary Games sono originari del paese caraibico.

Ho sempre amato gareggiare in Diamond League a Londra. Il programma di questo meeting prevede sempre batterie e finale e questo mi ha aiutato a preparare al meglio le Olimpiadi e i Mondiali. Londra è una prova generale dei Campionati: è sempre vicino nel calendario agli appuntamenti che assegnano le medaglie.

Ho un grande ricordo di Londra perché è uno dei meeting dove riesco a correre al meglio. La vittoria del 2018 è stata molto importante perché venivo da un anno di stop per maternità. Inoltre ho corso per la prima volta sotto gli 11 secondi dopo tanto tempo. Quella vittoria mi ha dato molta fiducia.

Anche la vittoria dello scorso anno in 10”78 è stata straordinaria perché ho battuto Dina Asher Smith e tante altre grandi atlete. Gareggiare a Londra davanti a tanti fans giamaicani mi dà sempre molta motivazione.

Gli appassionati che vengono a seguire il meeting di Londra sono molto competenti e sanno tutto di atletica” ha affermato Shelly Ann Fraser Pryce.

La due volte campionessa olimpica dei 100 metri ha parlato del doppio impegno di atleta e madre, della sfida fisica e mentale di allenarsi durante il periodo del lockdown.

Il lockdown è stato un periodo molto duro perché è stato difficile mantenere la motivazione. Il National Stadium di Kingston è stato chiuso. Ho cominciato ad avere problemi alle ginocchia perché non è facile allenarsi su una pista in terra battuta.

Abbiamo dovuto dividerci in piccoli gruppi perché non potevano esserci dieci atleti contemporaneamente in pista.

Ora le cose sono migliorate e siamo tornati ad allenarci al National Stadium. In compenso è stato positivo mettere le cose in una prospettiva più rilassata e potermi godere la famiglia”.

 

 

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