La terza giornata dei Trials Statunitensi Olimpici

    L'approfondimento delle gare con, su tutte, quella della splendida qualificazione di Allyson Felix.

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    Nella grande giornata di Trayvon Bromell vincitore dei 100 metri e, da oggi, ufficialmente candidato a vincere le prossimi Olimpiadi, ha tenuto certamente banco anche la finale dei 400 metri donne che ha visto la vittoria di Quanera Hayes in 49”78, davantio ad una straordinaria Allyson Felix, che si è qualificata per la sua quinta Olimpiade 17 anni dopo l’argento olimpico sui 200 metri ad Atene 2004, con il tempo di 50”02 precedendo di un centesimo di secondo Wadeline Jonathas (quarta ai Mondiali di Doha 2019).

    Hayes e Felix hanno fatto il giro d’onore insieme portando in braccio i loro figli. Felix potrà arricchire la sua bacheca che annovera già nove medaglie olimpiche.

    Per la trentacinquenne californiana sarà la prima Olimpiade da quando è diventata mamma di Camryn. Soltanto tre atlete statunitensi Gail Devers, Amy Acuff e Willie Whyte hanno partecipato a cinque Olimpiadi.

    Felix è iscritta anche sui 200 metri. Dopo l’argento sui 400 metri a Rio 2016 dietro a Shaunae Miller Uibo, Allyson dovrà decidere se gareggiare sui 200 e sui 400 metri perché il programma orario olimpico non permetterà di doppiare le distanze.

    Quanera Hayes: “Ancora non ci credo. Sono contenta di aver qui a fianco mio figlio, che ha potuto vedermi da vicino. Sapere che era lì ad applaudirmi mi ha fatto andare ancora più forte.

    Dopo la gara ho ringraziato Allyson per tutto quello che ha fatto per le atlete che hanno avuto figli. E’ sempre stata un esempio durante la mia carriera. L’ho sempre ammirata molto ed è davvero speciale poter condividere questo momento con lei”.

    Allyson Felix: “E’ stata una sfida arrivare fino a qui. Molte cose sono successe negli ultimi anni prima di questi Trials. Ho partecipato a cinque Trials olimpici ma non mi sono mai divertita così tanto come in questo momento.

    Volevo dimostrare a mia figlia che tutto è possibile con il carattere e la forza di volontà. In questi anni Camryn è stata la mia forza e la mia motivazione. Tante volte non avrei mai pensato di farcela a raggiungere questo traguardo. Sarà la mia ultima Olimpiade perché escludo di gareggiare fino a Parigi 2024”.

    Entrano nella squadra olimpica della staffetta 4×400 Kendall Ellis (quarta 50”10), Kaylin Whitney (50”29) e Lynna Irby (50”35).

    Michael Norman si è qualificato per la sua prima Olimpiade vincendo la finale dei 400 metri in 44”07 battendo Michael Cherry (44”35) e il neo campione NCAA Randolph Ross, terzo in 44”74 una settimana dopo il trionfo ai Campionati NCAA sulla stessa pista in 43”85. Ross emula il padre Duane, semifinalista olimpico sui 110 ostacoli ad Atene 2004.

    Norman correrà a Tokyo nella terra natale di sua madre.

    Michael Norman: “Nel 2016 gareggiai ai Trials senza alcuna aspettativa. Volevo solo divertirmi. Quest’anno avevo un vero obiettivo. Prima di Tokyo gareggerò ancora a Szekehervar il 6 Luglio”.

    La rivincita di Kendra Harrison

    Kendra Harrison si è presa la rivincita vincendo la finale dei Trials olimpici sui 100 ostacoli in 12”47 cinque anni dopo il sesto posto nell’edizione del 2016 che la estromise dai Giochi di Rio. Harrison ha preceduto di un centesimo di secondo la campionessa olimpica in carica Brianna McNeal.

    Christina Clemons ha staccato il terzo biglietto per Tokyo in 12”53 precedendo al photo-finish Gabby Cunningham per cinque millesimi di secondo. E’ stata la gara di più alto livello nella storia ai di fuori delle Olimpiadi e dei Mondiali con quattro atlete al di sotto dei 12”54 e tutte le otto finaliste al di sotto dei 13 secondi.

    Dopo tre titoli nazionali consecutivi, l’oro ai Mondiali indoor di Birmingham 2018 e l’argento ai Mondiali di Doha 2019, Kendra è pronta a vincere il titolo olimpico. Harrison, nata nel Tennessee il 18 Settembre 1992, è cresciuta in una famiglia numerosa con dieci figli. E’ stata adottata da Gary e Karon Harrison.

    Prima di dedicarsi all’atletica alla Clayton High School ha giocato a calcio e ha fatto la cheerleader.

    Kendra Harrison: “Ho lavorato duramente per cinque anni per questo appuntamento. Sono davvero felice. Ho messo alle spalle il passato. So quanto posso valere”.

    Kendra Harrison (foto World Athletics)
    Kendra Harrison (foto World Athletics)

    Scantling vince il decathlon

    Anche Garrett Scantling ha dovuto aspettare cinque anni per riscattare la delusione per il quarto posto ai Trials 2016. Scantling ha vinto con 8641 punti (ottava migliore prestazione statunitense di sempre).

    Dopo aver guidato la classifica generale fin dalla seconda gara Scantling ha iniziato la seconda giornata con due record personali nei 110 ostacoli (13”88) e nel lancio del disco (48.17m).

    Ad una gara dalla fine aveva già totalizzato 8074 punti dopo il 64.71m nel giavellotto. Steven Bastien, quarto dopo la prima giornata, si è qualificato per Tokyo grazie al secondo posto con 8485 punti dopo aver corso 14”24 sui 110 ostacoli e 4’22”24 sui 1500 metri.

    Zach Ziemek (settimo alle Olimpiadi di Rio 2016) si è qualificato per la seconda volta ai Giochi Olimpici con il terzo posto migliorando il primato personale di 8471 punti dopo una seconda giornata di ottimo livello nella quale ha superato 5.55m nel salto con l’asta.

    Winkler batte il record nord americano del lancio del martello

    Rudy Winkler ha battuto dopo 25 anni il record nord americano del lancio del martello di Lance Deal realizzando l’eccellente misura di 82.71m.

    Winkler ha aperto la gara con il primato dei campionati di 80.75m al primo tentativo e ha superato la barriera degli 80 metri altre tre volte arrivando fino a 82.10m.

    Daniel Haugh e Alex Young hanno migliorato il record personale con 79.39m e 78.32m. Hal Connolly è stato l’ultimo statunitense a vincere l’oro olimpico nel lancio del martello a Melbourne 1956. Lance Deal vinse l’argento ad Atlanta 1996.

    Orji migliora il primato dei campionati nel triplo femminile

    La primatista statunitense del salto triplo Keturah Orji ha migliorato il primato dei Campionati con 14.52m al sesto tentativo dopo aver guidato la gara fin dalla prima prova con 14.40m. Tori Franklin si è piazzata al secondo posto con 14.38m.

    La campionessa mondiale indoor di Portland 2016 Vashti Cunningham (figlia d’arte della leggenda del football americano Randall Cunningham) ha vinto il salto in alto femminile con 1.96m.

    Dopo aver passato la quota 1.99m Cunningham ha mancato tre prove alla quota di 2.02m, che le avrebbe permesso di realizzare la migliore prestazione mondiale dell’anno.

    Vashti Cunningham (foto world athletics)
    Vashti Cunningham (foto world athletics)
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