World Athletics anticipa il nome dei due atleti dell’anno

    Tra due giorni l'assegnazione ufficiale degli Awards mondiali

    FASTWEB

    Mercoledì 1° dicembre ci sarà la grande serata degli Awards di World Athletics, vale a dire l’assegnazione di vari premi nell’ambito di quel che è stata la stagione agonistica 2021 dell’atletica e, ovviamente, i riconoscimenti più prestigiosi saranno per i due, uomo e donna, che riceveranno il titolo di atleta assoluto dell’anno.

    Come ben noto, l’elenco iniziale comprendeva 10 nominativi, tra cui a sorpresa nessun azzurro nonostante i trionfi olimpici, e mercoledì scorso sono stati comunicati i 5 definitivi finalisti, per sesso, scaturiti sulla base dei voti del World Athletics Council, che sono valsi per il 50%, e di quelli del World Athletics Family e delle piattaforme social, attribuiti dai tifosi di tutto il mondo, entrambi con valore del 25%.

    Subito dopo tale annuncio, World Athletics ha pubblicato ogni giorno 1 scheda descrittiva di un atleta maschio e un’atleta femmina di quelle in lizza per il massimo riconoscimento finale e l’ultima di queste 5, pubblicata ieri, è stata dedicata al campione olimpico nonché primatista del mondo dei 400 ostacoli, Karsten Warholm e alla campionessa olimpica dei 100 e 200 metri Elaine Thomson-Herah.

    Apparentemente una proclamazione anticipata, di cui avremo la conferma o meno nelle prossime ore, anche perché i due fenomenali atleti hanno goduto dei favori del pronostico da subito per la loro incredibile stagione agonistica 2021 che vogliamo ripercorrere brevemente a seguire.

    Elaine Thompson-Herah

    La velocista giamaicana è diventata la prima donna nella storia a vincere due volte la medaglia olimpica sia nei 100 che nei 200 metri.

    Elaine ha esordito nel 2021, nei 100 metri, con 10″76 ventoso e poi 10″78 all’inizio di maggio ma è stata sorprendentemente battuta, su 100 e 200 metri ai Trials, anche se i suoi terzi posti con 10″84 e 22″02 le hanno fatto guadagnare il pass per i giochi olimpici.

    Nelle gare successive in Europa, per continuare la preparazione per i giochi, la sua condizione è però cresciuta tantissimo come testimoniato  dalla vittoria sui 100m alla riunione di Continental Tour Gold di Szekesfehervar dove ha corso in 10″71 sui 100 metri, appena un centesimo sotto il suo personale ma, soprattutto, battendo agevolmente la sua connazionale e campionessa del mondo Shelly-Ann Fraser-Pryce.

    Nella sua ultima gara prima di volare per Tokyo, Thompson-Herah ha avuto anche una grande iniezione fiducia sulle sue possibilità nei 200 metri, vincendo i 200m nella riunione di Wanda Diamond League a Gateshead e confermando che era pronta a difendere i suoi titoli olimpici in entrambe le distanze veloci, conquistati a Rio nel 2016.

    nella sua prima gara a cinque cerchi, i 100 metri, ha esordito in batteria con un facilissimo 10″82 per poi cominciare a volare in semifinale con 10″76 e infine dominare l’atto conclusivo, nonostante il vento contrario di -0,6, con il crono di 10″61 che le è valso anche il nuovo record olimpico.

    Elaine Thompson-Herah (foto World Athletics)
    Elaine Thompson-Herah (foto World Athletics)

    Dopo un giorno di riposo era di nuovo in pista per i 200m, ha corso un comodo, anche se rischioso 22″86 in batteria ma poi è esplosa nella semifinale con un eccezionale 21″66, realizzato anche rallentando negli ultimi metri.

    In finale poi si è ulteriormente superata con un superlativo 21″53 che le ha regalato anche il record giamaicano e la seconda miglior prestazione mondiale di tutti i tempi.

    Le sue parole dopo questo ennesimo trionfo: “Gli alti e bassi (dalle Olimpiadi del 2016) sono stati così tanti. Venire qui cinque anni dopo e vincere due gare è semplicemente incredibile“.

    Ma non è finita qui ed Elaine ha coronato la sua sensazionale Olimpiade con il terzo oro, tre giorni più tardi, nella 4x100m con un altro record nazionale di 41″02.

    Chiunque avrebbe allora pensato che Thompson-Herah dopo questi successi a ripetizione avrebbe potuto chiudere la sua stagione e invece ha stupito il mondo ancora una volta nella sua prima gara dopo i giochi, sui 100m alla riunione di Wanda Diamond League ad Eugene, realizzando l’ennesimo suo personale dell’anno con 10″54 e consolidando la sua posizione di seconda donna più veloce nella storia.

    Ha completato la sua stagione con un 10″64 a Losanna, finendo seconda dietro alla Fraser-Pryce e con le vittorie a Parigi (10″72) e nella finale della Wanda Diamond League a Zurigo (10″65), scendendo per la quindicesima volta sotto gli 11 secondi nell’anno.

    È stata una lunga stagione“, ha detto alla fine la 29enne. “Ma il prossimo anno, il record del mondo è sicuramente nella mia mente“.

    Karsten Warholm

    La finale dei 400m ostacoli maschili a Tokyo è stata, senza dubbio, un momento indimenticabile di questo 2021 dell’atletica mondiale..

    La finale dei Mondiali del 2019 aveva fornito solo un piccolo assaggio di cosa aspettarsi quando il norvegese Karsten Warholm aveva tenuto testa all’americano Rai Benjamin per vincere il suo titolo.

    Benjamin è stato il primo a mostrare le sue carte nel 2021 realizzando un ottimo 47″13 da leader mondiale all’inizio di maggio a cui ha fatto seguire la vittoria al meeting della Wanda Diamond League di Doha.

    Warholm, nel frattempo, ha aperto la sua stagione all’aperto battendo il proprio record mondiale nei 300m ostacoli con 33″26.

    Benjamin ha poi risposto con un 46″83 per vincere  i Trials Olimpici degli Stati Uniti, ma Warholm, nella sua prima gara di 400m ostacoli dell’anno, ha finalmente realizzato ciò che sognava da tempo e ha battuto il record mondiale di Kevin Young con 46″70 al meeting Wanda Diamond League di Oslo.

    Karsten Warholm (foto World Athletics)
    Karsten Warholm (foto World Athletics)

    Le sue dichiarazioni dopo il suo primo record: “Con tutto il rispetto per i miei concorrenti, è molto speciale e bello per me essere stato in grado di essere il primo a battere quel record mondiale. Era importante per me e anche molto bello farlo qui a Bislett di fronte a una grande folla. Penso davvero che ci sia di più in ogni caso nel mio serbatoio“.

    Warholm ha iniziato la sua avventura olimpica di Tokyo, vincendo la batteria in 48″65 e la sua semifinale in 47″30, crono più veloce di quello che gli aveva dato la  medaglia d’oro ai campionati del mondo 2019 e ai campionati europei 2018.

    Tutti i grandi contendenti, compreso Benjamin, hanno comunque fatto delle ottime prestazioni per arrivare a una finale che si preannunciava veramente esaltante.

    E così è stato, i due grandi avversari hanno corso in maniera sensazionale ma Warholm alla fine si è dimostrato il più forte, spingendo al massimo nelle fasi finali per tagliare il traguardo vittorioso.

    Poi la gente ha guardato il cronometro e per un breve momento è sembrato che le cifre potessero essere sbagliate in quanto sembrava impossibile che un essere umano potesse aver rotto la barriera dei 46 secondi sui 400 ostacoli. Ma poi, il suo tempo vincente è stato confermato in uno sbalorditivo 45″94.

    In quello che può essere definito come uno dei più grandi momenti nella storia dell’atletica, anche tutti gli altri finalisti hanno realizzato tempi sorprendenti con Benjamin finito secondo in 46″17 ben sotto al precedente record del mondo, e il giovane brasiliano Alison dos Santos con il bronzo in 46″72, meglio del record di Young. Gli atleti in quarta, quinta e sesta posizione hanno tutti finito sotto i 48 secondi.

    Le parole di Warholm dopo il trionfo olimpico: “Questo è di gran lunga il più grande momento della mia vita. Ieri sera prima della gara ho avuto una sensazione speciale di quando sono nervoso. È la sensazione che avevo da bambino di sei anni la vigilia di Natale. È una sensazione che non pensi che avrai mai più, ma io l’ho avuta ieri sera.

    Ho vinto i campionati europei, ho avuto il record mondiale, il record europeo ed ora la medaglia d’oro olimpica. Sapevo che questa gara sarebbe stata la più difficile della mia vita, ma ero pronto”.

    Ha mantenuto la sua striscia vincente sui 400m ostacoli dopo le Olimpiadi, rivendicando la corona della Wanda Diamond League a Zurigo in 47″35 prima di concludere la sua stagione con la vittoria al meeting ISTAF di Berlino.

    Sport OK Junior