Andy Diaz ha vinto il suo primo titolo europeo all’aperto migliorando il suo record italiano con una misura di 18.15 m (+1,7 m/s), miglior prestazione mondiale dell’anno, ottenuta al secondo turno. Diaz è rimasto a soli tre centimetri dal record dei campionati di 18.18 m stabilito da Jordan Diaz a Roma 2024. La stella azzurra del salto triplo è salita al quarto posto nella lista mondiale di tutti i tempi, dietro al primatista mondiale Jonathan Edwards (18,29 m), Christian Taylor (18,21 m) e Jordan Diaz (18,18 m). Ora il record di Edwards realizzato ai Mondiali di Goteborg dista soltanto 14 centimetri.
Il campione del mondo di Tokyo 2025 Pedro Pablo Pichardo ha vinto la medaglia d’argento con 17.76 m. L’argento mondiale Andrea Dallavalle ha regalato la seconda medaglia all’Italia aggiudicandosi il bronzo con 17.37 m. Simone Biasutti si è fermato al primo salto per un infortunio.
Andy Diaz: “Volevo fare il record del mondo ma sono contento. Era un salto che stavo cercando da tempo. Avvicinarmi al record era tanto, anche se devo ancora lavorare. Sono contento perché ho dimostrato che ce la posso fare. Non a me stesso, io ero sicuro. Ormai ci siamo. Questa medaglia d’oro è una rivincita. È stata una rivincita con Pichardo che mi portavo dietro da Tokyo e poi da Roma.”
Maratona di marcia femminile:
La marcia italiana ha vinto cinque medaglie (due ori, due argenti e un bronzo) nella stessa mattinata di un Ferragosto speciale.
Sofia Fiorini ha vinto la medaglia d’oro europea nella maratona di marcia, frantumando il record del mondo con il tempo di 3:15:11. La ventunenne marciatrice italiana ha ampiamente superato il tempo obiettivo di 3:17:00 stabilito come record mondiale dalla World Athletics nel 2025. Fiorini ha tolto oltre 10 minuti al suo precedente primato personale. Lo scorso aprile aveva conquistato l’argento nella maratona di marcia ai Campionati mondiali di marcia a squadre a Brasilia in 3:25:42. Si era inoltre classificata quarta nei 10.000 metri di marcia ai Campionati Europei Under 23 di Bergen. Nata a Bibbiena, in Toscana, Fiorini concilia la carriera atletica con gli studi universitari in economia e management alla Bocconi di Milano.
Il tempo della vittoria di Fiorini è stato di quasi dieci minuti più veloce rispetto al precedente crono più rapido di sempre sulla distanza dei 42 km, migliorando il 3:24:37 stabilito da Paula Milena Torres ai Campionati mondiali di marcia a squadre a Brasilia lo scorso aprile.
La polacca Katarzyna Zdziebło ha vinto la medaglia d’argento in 3:19:50 davanti alla spagnola Raquel González (3:20:49). La greca Antigoni Ntrismpioti, campionessa europea della 20 e della 35 km a Monaco 2022, ha chiuso al quarto posto in 3:22:16.
Sofia Fiorini: “Mi sentivo felice e rilassata. Quando due mesi fa il mio allenatore mi ha chiesto quale fosse il mio obiettivo, non ho risposto solo una medaglia o il primo posto, ma il record del mondo. Mi sono allenata per questo perché sentivo di averlo nelle gambe. Sono così grata per questo percorso e per essere arrivata fin qui. Al 25° chilometro ho capito che potevo farcela. Orgogliosa di una gara bellissima, il coronamento di questo 2026 da incorniciare e mi sono fatta un regalo di compleanno in anticipo di quattro giorni visto che sono nata il 19 agosto… Le avversarie per fortuna hanno impostato il ritmo che mi ero prefissata con il coach Alessandro Gandellini, è stata quasi una tavola apparecchiata. La maratona richiede un po’ di attesa, anche se non è una mia dote, e allora ho aspettato fino al 28esimo chilometro. Poi ho avuto dai tecnici azzurri il segnale che potevo iniziare a divertirmi e l’ho fatto! Da ormai due anni vivo a Milano, lì ho trovato la mia dimensione. Questa è stata una stagione di costruzione sulla lunga distanza, tre maratone una più bella dell’altra, ma presto inizierò a pensare alla mezza che è nel programma delle Olimpiadi di Los Angeles. Il primo pensiero? Alle persone che due mesi fa, quando avevo detto che il mio obiettivo per questa gara era fare il record del mondo, mi hanno preso per pazza perché a un Europeo si deve puntare alla posizione, ma sono una testarda. Sono stata fortunata a gareggiare con due ragazze che hanno impostato la gara sul ritmo giusto. Al 25° km ero sicura che avrei battuto il record, sentivo di avere il controllo. L’atmosfera era straordinaria, non ho mai vissuto una gara così. La gente faceva il tifo, il percorso era fantastico. Massimo Stano, per noi atleti più giovani, è un idolo. Lo abbiamo guardato vincere le Olimpiadi nel 2021 a Tokyo. È stato fonte d’ispirazione. Gareggiare oggi sapendo che il mio compagno di squadra aveva vinto una medaglia è stata una grande motivazione per andare avanti. Ho finito la mia gara con il sorriso, pensando che non solo Massimo aveva vinto l’oro, ma anche io. È un grande momento per la marcia in Italia. Chiedevo a tutte le persone sul percorso: ‘Chi ha vinto, chi ha vinto?’. Mi hanno detto che era stato Massimo, quindi ero superfelice per questo. Al traguardo ho pensato: ‘Finalmente la stagione è finita’. È iniziata a gennaio, questa è stata la mia terza maratona, quindi è stata una preparazione lunga. È un sollievo che sia finita, ma sono davvero orgogliosa di me stessa. Studio economia alla Bocconi. Sono alla pari con gli esami. Mi alleno a Sesto San Giovanni con Alessandro Gandellini. Sono grande tifosa dell’Inter. Sono abbonata e vado allo stadio San Siro. Ammiro il calciatore Nicolò Barella per la grinta che mette in campo. Mi rivedo un po’ in lui“.
Maratona di marcia maschile:
Massimo Stano ha vinto la maratona di marcia in 2:56:49 davanti allo spagnolo Miguel Ángel López (2:56:57). Aurélien Quinion ha conquistato la sua prima medaglia internazionale di rilievo prendendosi il bronzo in 2:59:29.
A metà gara Stano si trovava a quasi un minuto di distacco da Bence Venyercsán, ma è venuto fuori alla grande nella seconda parte per andare a vincere.
Il marciatore azzurro completa così la sua collezione di grandi titoli internazionali su diverse distanze, dopo aver vinto la 20 km ai Giochi Olimpici di Tokyo 2021 e la 35 km ai Mondiali di Eugene 2022. Stano diventa inoltre il terzo atleta italiano nella storia capace di vincere la medaglia d’oro in tutte e tre le principali manifestazioni internazionali (Giochi Olimpici, Campionati Mondiali ed Europei), unendosi ad Alberto Cova (10.000 m) e Gianmarco Tamberi (salto in alto).
Stano aveva dovuto saltare i Campionati Europei di Roma 2024 a causa di un infortunio, mentre a Berlino 2018 si era classificato quarto per un solo secondo.
Massimo Stano: “È qualcosa di fantastico! Il Campionato Europeo era quasi una maledizione per me. Finalmente questo oro attorno al collo, me lo meritavo, e sono felicissimo per un tempo inaspettato su un percorso davvero impegnativo. A 34 anni si può proprio dire ‘old but gold’… La stagione non è stata facile, ho avuto vari problemi fisici e sono stato molto conservativo per arrivare qui nel miglior modo possibile. Penso di aver fatto un ottimo lavoro e ho gestito le mie energie durante la gara grazie alla mia esperienza. A essere onesti, ieri sera non ho guardato la gara di Gimbo Tamberi perché dovevo dormire, ma quando mi sono svegliato e ho visto che aveva vinto l’oro mi ha dato una carica incredibile, proprio come a Tokyo. In più mia moglie era sul percorso con i bambini, che stanno iniziando a capire cosa sta succedendo, mi davano il cinque… Troppo bello!“.
Mezza maratona di marcia femminile:
La spagnola Marta Perez ha vinto la medaglia d’oro europea nella mezza maratona di marcia femminile stabilendo il nuovo record del mondo con il tempo di 1:30:06. Perez ha sferrato l’attacco decisivo all’undicesimo chilometro, iniziando a costruire un solido vantaggio di 14 secondi sulla campionessa olimpica di Tokyo 2021 Antonella Palmisano al 14° km. Al 18° km, Perez ha incrementato il suo distacco sulla più diretta inseguitrice a oltre un minuto.
Perez è passata al traguardo dei 20 km in 1:25:30, eguagliando il suo record spagnolo su questa distanza, per poi tagliare il traguardo finale in 1:30:06.
L’azzurra Alexandrina Mihai, campionessa europea Under 23 a Bergen 2025, ha conquistato la medaglia d’argento in 1:31:04, superando l’ucraina Lyudmila Olyanovska, che ha vinto la sua seconda medaglia di bronzo europea consecutiva in 1:31:07. Palmisano, campionessa uscente di Roma 2024, si è classificata al quinto posto con ii record personale di 1:32:10 dopo essere stata a lungo in seconda posizione prima di un calo a cinque chilometri dalla fine. Nicole Colombi si è classificata all’undicesimo posto in 1h35’36” dopo una sosta di due minuti in penalty zone. Michelle Cantò ha tagliato il traguardo al sedicesimo posto in 1h37:59.
Mezza maratona di marcia maschile:
Lo spagnolo Paul McGrath, bronzo mondiale a Tokyo 2025, ha vinto la mezza maratona di marcia europea con un attacco decisivo al nono chilometro togliendo quasi due minuti al suo primato personale con il tempo di 1:23:23. McGrath ha allungato nell’ultimo chilometro per contenere il ritorno dell’azzurro Francesco Fortunato, che ha tagliato il traguardo al secondo posto in 1:23:36. Fortunato sale per la seconda volta sul podio agli Europei migliorandosi rispetto al terzo posto di Roma 2024. L’Italia ha conquistato anche la medaglia di bronzo grazie ad Andrea Cosi (campione alle Universiadi lo scorso anno), che si è piazzato terzo in 1:23:49. L’ucraino Mykola Rushchak ha chiuso al quarto posto con il record nazionale di 1:24:12. Gianluca Pichiottin si è classificato al quindicesimo posto in 1h29:14.
Finale del lancio del giavellotto maschile:
Il tedesco Julian Weber ha tenuto il meglio per ultimo, vincendo la finale del lancio del giavellotto maschile con il record dei campionati e la miglior prestazione europea dell’anno di 90.40 m al sesto tentativo. Weber ha conquistato la sua seconda medaglia d’oro europea quattro anni dopo la vittoria a Monaco 2022. Aveva vinto anche l’argento a Roma 2024. L’ex giocatore di pallamano di Magonza ha iniziato la sua stagione 2026 in ritardo, a metà luglio, con una vittoria a Lucerna con 87.04 m dopo che alcuni problemi fisici avevano condizionato la sua preparazione.
Nick Thumm ha completato la doppietta tedesca vincendo la medaglia d’argento con il suo primato personale di 83,76 m. Il lettone Patriks Gailums ha conquistato la medaglia di bronzo con 82,97 m. Il romagnolo Giovanni Frattini si è classificato al nono posto con 76.56m.
Julian Weber: “È stato semplicemente fantastico. All’inizio della gara ho faticatomolto. Ho avuto un problema con la rincorsa. Non riuscivo a trovare il ritmo, quindi non potevo lanciare lontano. Sapevo che dovevo solo stare calmo, essere pronto e che il momento sarebbe arrivato. Sono così felice di esserci riuscito all’ultimo lancio. L’ultimo è stato semplicemente perfetto. È stata una sensazione incredibile. Ho stupito me stesso con quell’ultimo lancio. Non potevo crederci. Sapevo di poter lanciare così lontano, sapevo che se avessi spinto davvero forte, avrei potuto farcela. Sono così grato, così felice che abbia funzionato. È una sensazione fantastica riprendersi il titolo. Certo, Monaco quattro anni fa è stata davvero speciale in casa. Ma a Birmingham la sensazione è la stessa girando per lo stadio, è un ricordo davvero speciale”.
Salto in alto femminile:
La campionessa olimpica e primatista mondiale Yaroslava Mahuchikh ha superato la misura di 1.97 m vincendo la sua terza medaglia d’oro europea nel salto in alto.
La polacca Maria Zodzik ha vinto la medaglia d’argento con 1.95m, superando Marija Vukovic (Montenegro) grazie a un minor numero di errori complessivi. Asia Tavernini si è classificata al settimo posto con 1.88m. Idea Pieroni si è clasificata al tredicesimo posto con 1.83m.
Con questa storica triipletta (Monaco 2022, Roma 2024, Birmingham 2026), Mahuchikh eguaglia la leggendaria spagnola Ruth Beitia come tre volte campionessa continentale all’aperto.
Yaroslava Mahuchik: “Voglio dimostrare alla gente che è possibile saltare ancora più in alto di 2.10 metri. Non sono del tutto soddisfatta della misura del salto di oggi qui ai Campionati Europei di Birmingham. Voglio spingermi sempre oltre“.
Finale 400 metri femminili:
Henriette Jaeger ha vinto i 400 metri femminili migliorando il suo record nazionale con la miglior prestazione europea dell’anno di 49.04Jaeger aveva stabilito il suo precedente primato personale di 49.15 al meeting della Diamond League di Londra lo scorso luglio, e aveva corso in 49.71 nelle semifinali di Birmingham.
Henriette Jaeger: “È pazzesco essere qui con il mio secondo oro europeo di questi campionati. Dopo il quarto posto a Roma nei 200 metri, è incredibile essere qui come campionessa. La gara è andata bene. Ho dato assolutamente tutto in pista. In questo momento sono piena di emozione e stupore. Prima della gara continuavo a ripetermi che potevo farcela, che dovevo solo spingere e credere in me stessa. È esattamente quello che ho fatto ed è per questo che ho l’oro. Il mio nuovo gruppo di allenamento con le olandesi ha dato i suoi frutti. È così stimolante fare i raduni con loro perché mi spronano tutte. Non sono solo le mie compagne di allenamento, ma anche mie amiche, e sono così felice di poter stare con loro“.
La campionessa in carica Natalia Bukowiecka ha vinto la medaglia d’argento in 50.04 secondi, due anni dopo aver conquistato l’oro a Roma. L’olandese Lieke Klaver si è aggiudicata la medaglia di bronzo in 50.15 secondi, ripetendo lo stesso risultato della precedente edizione di Roma.
Finale staffetta 4×100 femminile:
Il quartetto britannico composto da Dina Asher-Smith, Amy Hunt, Success Eduan e Imani Lansiquot ha vinto la staffetta 4×100 femminile con la miglior prestazione europea dell’anno in 42.05 Hunt ha completato la tripletta (100m, 200m e 4×100) eguagliando Asher-Smith, che aveva ottenuto lo stesso bottino di tre titoli a Berlino 2018. Asher-Smith ha eguagliato il record assoluto della velocista polacca Irena Szewinska con un totale di 10 medaglie ai campionati europei.
Amy Hunt: “Sono al fianco della vera GOAT (“greatest of all time”, la più grande di tutti i tempi). Lei Asher-Smith è l’atleta europea più decorata della storia. Sono accanto a donne straordinarie”.
Eduan è un’ostetrica, fa nascere i bambini. Lansiquot ha scritto un’opera teatrale. Siamo tutte fantastiche. È stato splendido unirsi e correre insieme. Mi sono divertita come non mai”.
Il quartetto svizzero formato da Geraldine di Tizio Frey, Fabienne Honke, Léonie Pointet e Salomé Kora ha conquistato la medaglia d’argento in 43,12 secondi. Ewa Swoboda ha guidato la Polonia come ultima frazionista verso la medaglia di bronzo in 43,15 secondi, davanti all’Italia (43,21) e al Belgio (43,31). Il quartetto azzurro composto da Zaynab Dosso, Gloria Hooper, Dalia Kaddari e Alessia Pavese è arrivato a soli sei centesimi di secondo dal podio.
Alessia Pavese: “C’è tanto rammarico perché la mattina avevamo dimostrato il nostro reale valore correndo un grandissimo tempo (42.22) con cambi fluidi. In finale purtroppo la fluidità nei passaggi del testimone è venuta meno. Nelle staffette i millesimi e la precisione fanno tutta la differenza del mondo e stasera abbiamo commesso qualche piccola imprecisione di troppo.”
Batterie della staffetta 4×100 femminile:
Il quartetto azzurro composto da Alice Pagliarini, Gloria Hooper, Dalia Kaddari e Alessia Pavese ha realizzato il secondo miglior tempo italiano della storia con 42.22 arrivando a soli otto centesimi di secondo dal record italiano di 42.14. Questi sono gli split ufficiali delle azzurre: Pagliarini (11.34), Hooper (10.34), Kaddari (10.30) e Pavese (10.24).
La Svizzera si è imposta nella seconda batteria della 4×100 femminile in 42,38 secondi davanti alla Polonia (42,63) e all’Ungheria, che ha stabilito il record nazionale con 42,84.
Il Belgio ha fatto registrare il primato stagionale in 42.98, qualificandosi per la finale grazie al ripescaggio dei tempi.
Finale staffetta 4×100 maschile:
Il quartetto britannico composto da Jeremiah Azu, Louie Hinchliffe, Zharnel Hughes e Romell Glave ha conquistato lamedaglia d’oro europea nella staffetta 4×100 in 38.45. La Germania ha conquistato la medaglia d’argento in 38,64 davanti al Belgio, che si è aggiudicato il bronzo in 38.70. Il quartetto azzurro formato da Erik Marek, Eseosa Desalu, Lorenzo Patta e Samuele Ceccarelli ha tagliato il traguardo al quinto posto ma è stato successivamente squalificato per aver perso il testimone nell’ultima frazione in seguito all’infortunio di Samuele Ceccarelli quando l’Italia era in buona posizione per vincere una medaglia. Ceccarelli ha accusato un problema ai polpacci. A causa del forte dolore, l’atleta si è contratto e ha perso il testimone a pochissimi metri dal traguardo, terminando la propria corsa zoppicando. Il regolamento prevede la squalifica immediata se il testimone non viene portato oltre la linea d’arrivo.
Louie Hinchcliffe: “I tempi non contano, la cosa principale è conquistare l’oro, quindi aver preso l’oro significa lavoro fatto. È stato bello scendere in pista e vincere una medaglia. Sapevamo che in finale sarebbe stato complicato, non è stata una gara veloce come la batteria, ma questo è dovuto alle condizioni meteo, dato che siamo a Birmingham a tarda notte“.
Batterie della staffetta 4×100 maschile:
La Gran Bretagna ha vinto la prima batteria della staffetta 4×100 in 38,29 secondi. Grecia e Polonia hanno registrato entrambe il tempo di 39,17. La Grecia ha conquistato l’ultimo posto disponibile per la qualificazione automatica per soli due millesimi di secondo.
L’inedita formazione italiana composta da Erik Marek, Eduardo Longobardi, Lorenzo Patta e Samuele Ceccarelli ha vinto la seconda batteria della 4×100 in 38.50 secondi davanti alla Germania (38,57). Questi gli split cronometrici degli azzurri: Marek (10.52), Longobardi (9.40), Patta (9.27) e Ceccareili (9.41). Il Belgio si è preso il terzo posto per la qualificazione automatica. L’Irlanda è avanzata grazie al ripescaggio dei tempi con 39,13. La Polonia ha guadagnato il secondo posto di ripescaggio con 39,17. Entrambe le squadre irlandesi della 4×100 (maschile e femminile) hanno raggiunto un posto in finale.
Eptathlon femminile:
L’irlandese Kate O’Connor ha vinto la medaglia d’oro europea stabilendo il record nazionale con 6751 punti. L’olandese Emma Oosterwegel ha conquistato la medaglia d’argento con 6713 punti. La campionessa mondiale indoor Sofie Dokter ha regalato una seconda medaglia ai Paesi Bassi prendendosi il bronzo con 6664 punti. Annik Kälin, vincitrice a Götzis e Ratingen quest’anno, si è piazzata quarta con 6630 punti, davanti alla leader della prima giornata Adrianna Sułek-Schubert, che si è dovuta accontentare di 6375 punti.
Kälin ha vinto la prova del salto in lungo con la misura di 6.81 m ventosa (+3,8 m/s), guadagnando 1109 punti. La tedesca Sophie Weißenberg è balzata a 6.56 m (1027 punti). Kate O’Connor ha stabilito il proprio primato personale con 6.55 m (1023 punti). Sofie Dokter è saltata a 6.51 m ed Emma Oosterwegel ha migliorato il proprio record personale con 6.50 m. Dopo cinque prove, Kälin guidava la classifica generale con un solo punto di vantaggio su Dokter (4955 punti). O’Connor si trovava cinque punti più indietro a quota 4949. Weißenberg era a soli 17 punti dalla vetta.
Nel lancio del giavellotto, O’Connor ha scagliato l’attrezzo a 50.16 m, classificandosi al secondo posto della prova dietro a Jessica Barreira (51.19 m). Anche Oosterwegel ha superato la barriera dei 50 metri con una misura di 50,01 m.
O’Connor si è presentata agli 800 metri finali con un vantaggio di 51 punti: per assicurarsi il titolo europeo doveva tagliare il traguardo entro 3,5 secondi di distacco da Emma Oosterwegel.
Oosterwegel ha vinto gli 800 metri in 2:10.87. O’Connor ha tagliato il traguardo in 2:11.74.
O’Connor aggiunge così questo titolo alla sua bacheca, che include già l’argento mondiale a Tokyo 2025 e l’oro ai Giochi del Commonwealth a Glasgow 2026.
Kate O’Connor: “Quelli sono stati gli 800 metri più logoranti per i nervi di tutta la mia vita. Sapevo di avere un compito da portare a termine, proprio come ho avuto diversi compiti da fare in queste ultime settimane. Alcuni li ho eseguiti bene e altri no, quindi ero nervosa prima della corsa. Qualche anno fa non avrei mai sognato che tutto questo potesse accadere. Sono stati due anni lunghi, ci sono state molte medaglie ma anche la crescente pressione che accompagna ogni competizione, e ognuna di queste è stata diversa“.
L’azzurra Sveva Gerevini ha realizzato 6.25 nel salto in lungo, la misura di 45.32 m nel giavellotto e 2:11.11 negli 800 meri totalizzando lo score di 6371 punti, ad un sola lunghezza dall’ottavo posto e a 42 punti dal re record italiano realizzato a Goetzis lo scorso Maggio.
Sveva Gerevini: “Uscire da un eptathlon così competitivo con il nono posto in Europa e il terzo punteggio personale di sempre mi rende fiera. C’è un pizzico di amaro in bocca per quell’unico punto che mi separa dall’ottava posizione di Maria Vicente, ma nelle prove multiple ogni centimetro e ogni centesimo contano e questo fa parte del gioco.”
10.000 metri maschili:
Lo svedese Andreas Almgren ha vinto i 10.000 metri maschili stabilendo il record dei campionati in 27:23.44. Almgren si è staccato dal resto del gruppo dopo un primo chilometro molto lento coperto in 3:16.9. L’atleta svedese aggiunge questo titolo al bronzo mondiale conquistato nei 10.000 metri. Detiene inoltre i record europei di 12:44.27 nei 5000 m stabilito a Stoccolma nel 2025 e di 26:45 nella 10 km su strada ottenuto a Valencia.
Andreas Almgren: “È stato davvero fantastico, oggi volevo assolutamente provarci. C’era una bellissima atmosfera in tutto lo stadio, quindi ho pensato che valesse la pena tentare il tutto per tutto per il record dei campionati”
Lo svizzero Dominic Lobalu ha vinto la medaglia d’argento con il primato stagionale
di 27:42.67. Il campione del mondo Jimmy Gressier (Francia) ha conquistato il bronzo in 28:07.90, precedendo l’azzurro Yeman Crippa (campione europeo dei 10.000 m a Monaco 2022 e di mezza maratona a Roma 2024), che ha chiuso al quarto posto in 28:08.56.
1500 metri maschili:
Il campione europeo Under 23 Stefan Nillesen (Paesi Bassi) ha corso l’ultimo giro in 53.5 secondi vincendo il titolo europeo dei 1500 m in 3:35.70. Lo svedese Samuel Pihlström ha vinto una volata serratissima per la medaglia d’argento in 3:36.16, superando di un soffio l’irlandese Andrew Coscoran (3:36.24). Jake Heyward (Gran Bretagna) è finito quarto in 3:36.40 precedendo i connazionali Arlo Ludewick (3:36.65) e Jake Wightman (3:37.18).Pietro Arese ha concluso la finale all’undicesimo posto in 3:38.15.
Il norvegese Narve Gilje Nordås era in testa al suono della campana prima che Heyward prendesse il controllo nell’ultimo giro, ma Nillesen ha sprigionato tutta la sua potenza negli ultimi 100 metri per andare a vincere.
Stefan Nillesen: “Questo sorriso non svanirà dalla mia faccia per molto tempo. Questa medaglia d’oro è semplicemente pazzesca, a dire il vero ho sorpreso un po’ anche me stesso con quella volata finale. Sapevo di stare bene, ma non puoi mai sapere come si sentono gli altri. Sono rimasto coperto a lungo e sapevo che se fossi riuscito a uscire mi sarei trovato in una buona posizione. A 150 metri dalla fine ho pensato: ‘OK, ora devo uscire da questo gruppo. Devo creare il varco, ma non posso rischiare l’interno’. Sono andato all’esterno e ai -100 metri mi sono detto: ‘Diamo il massimo, andiamo!'”.
Turno di qualificazione del salto in lungo femminile:
Malaika Mihambo ha realizzato la migliore misura delle qualificazioni con 7.10 m ventoso (+3,3 m/s) al suo terzo tentativo, ottenendo la miglior misura del turno di qualificazione. La campionessa mondiale indoor Agate De Sousa (Portogallo) ha raggiunto la seconda miglior misura con 7,00 m con vento regolare. L’azzurra Larissa Iapichino, argento europeo in carica, si è qualificata con la terza misura complessiva di 6,94 m (salto ventoso di +2.2 m/s). La campionessa in carica dei Giochi del Commonwealth Jazmin Sawyers (Gran Bretagna) ha saltato a 6.90 m ventoso. Molly Palmer ha migliorato il proprio primato personale sino a 6,72 m, raggiungendo la connazionale Sawyers in finale. Anche la francese Hilary Kpatcha si è guadagnata l’accesso alla finale con un salto ventoso da 6.88 m.
Larissa Iapichino: “Dopo Tokyo non la considero una formalità. La qualificazione non è mai scontata, quindi sono molto contenta di averla centrata subito al primo salto“.
Batterie 1500 metri femminili:
Ludovica Cavalli si è qualificata per la finale grazie al quarto posto nella prima batteria dei 1500 metri femminili in 4:10.32 nella gara vinta dalla grande favorita Georgia Hunter Bell in 4:08.97 davanti alla polacca Klaudia Kazimierska (4:09.61) e alla portoghese Salomé Afonso (4:10.07). L’altra lusinana Patricia Silva ha realizzato il miglior tempo con 4:08.10 nell’altra batteria davanti all’irlandese Sarah Healy (4:08.12) e alla francese Agathe Guillemot (4:08.17). Gaia Sabbatini è stata eliminata con 4:11.71.









