Audrey Werro ha vinto l’attesissima finale degli 800 metri femminili nella quinta giornata degli Europei di Birmingham stabilendo il record dei campionati con 1:54.81 con una gara condotta in testa fin dall’inizio, dopo essere caduta nella semifinale di ieri ed essere stata riammessa in finale solo in seguito a un ricorso. La ventitreenne svizzera ha conquistato la sua prima medaglia d’oro europea senior dopo le vittorie ai Campionati Europei Under 20 nel 2023 e ai Campionati Europei Under 23 nel 2025.

Werro è da sempre seguita dalla stessa allenatrice Christtiane Berset Nuoffer, che la segue da quando aveva nove anni. La guida tecnica di Berset Nuoffer ha portato l’atleta di Fribourg ai vertici mondiali negli 800 metri. Audrey è nata da padre svizzero e da madre ivoriana. Le sue prossime gare saranno le tappe di Diamond League di Losanna e Zurigo e il Galaathletics dove il pubblico svizzero è pronto a farle una grande festa.

Audrey Werro: “Sapevo che un giorno avrei potuto essere campionessa europea. Spero di correre sempre più veloce l’anno prossimo. Quando ero bambina mio papà mi diceva sempre che dovevo essere un leone. Non dovevo essere timida e lasciare che le altre atlete mi superassero, così ho deciso di fare questa esultanza quando taglio il traguardo”.

La fuoriclasse britannica Keely Hodgkinson ha vinto la medaglia d’argento in 1:55.01, due anni dopo aver conquistato l’oro a Roma 2024. Femke Bol Broeders si è aggiudicata la medaglia di bronzo, eguagliando il record olandese di Ellen Van Langen con il tempo di 1:55.54.

Keely Hodgkinson: “È stata una grande gara e ho dato il massimo. Entrando negli ultimi 100 metri pensavo davvero di poterla riprendere, ma a volte semplicemente non ne hai abbastanza ed è stato così oggi. Ovviamente sono molto delusa, ma è stata una gara fantastica”.

La lituana Gabija Gabyudite ha conquistato il quarto posto in 1:59.12, superando Jemma Reekie per tre centesimi di secondo. La primatista italiana Eloisa Coiro si è piazzata sesta in 1:59.42 dopo aver strappato il record italiano a Gabriella Dorio con 1:57.56 in batteria

Eloisa Coiro: “Assolutamente no, è stata una sorpresa totale anche per me! Sapevo che il livello in Europa quest’anno era spaventoso e che per passare il turno non si poteva fare calcoli, bisognava spingere da subito. Durante la corsa non ho guardato un singolo passaggio; ho solo cercato di correre con intelligenza tattica, coperta dal vento all’interno. Quando ho visto il cronometro alla fine non ci volevo credere. Quel record lo cercavo da tanto tempo, battere un’icona come Gabriella è un onore che fatico ancora a realizzare a pieno. Correre in questo stadio è stato pazzesco, il pubblico britannico si fa sentire tantissimo. Affrontare atlete come la Hodgkinson ti spinge a dare il 110%. In pista siamo rivali e ognuna dà il massimo, ma c’è un rispetto reciproco enorme fuori. Ragazze come Keely sono una fonte d’ispirazione continua, ti dimostrano quanto sia alto il livello mondiale e ti spronano a non metterti più alcun limite. Tra noi c’è una bella atmosfera quando siamo in call room prima delle gare”.

400 metri ostacoli maschili:

Karsten Warholm ha conquistato la sua quarta medaglia d’oro europea consecutiva, migliorando il suo stesso record dei campionati con il tempo di 46.63. Warholm , primatista mondiale, tre volte campione del mondo e campione olimpico nel 2021, è arrivato a soli due centesimi di secondo dal suo primato stagionale di 46.61 stabilito al meeting della Diamond League di Londra. Warholm ha conquistato la sua seconda medaglia d’oro consecutiva in questa edizione dei Campionati Europei, dopo la vittoria nella staffetta 4×400 mista nella prima giornata.

Karsten Warholm: “Sinceramente, questo è il motivo per cui lo faccio: venire qui davanti alla gente, riconfermare il titolo e correre un record dei campionati, il tempo più veloce che abbia mai fatto in questa manifestazione. Sapete, conta sempre il grande momento. Non è facile come sembra là fuori, non prendo nessuna medaglia per scontata, ma oggi è stato davvero speciale per me perché nessuno ne ha mai vinte quattro di fila. Oggi ero incredibilmente concentrato. Nei campionati le medaglie contano sempre più dei tempi. È molto importante perché è questo che arricchisce il curriculum e resta per sempre. I tempi sono la parte divertente. Per me è importante continuare a far crescere questo sport in Norvegia. Ora siamo una grande squadra”.

Warholm ha vinto con oltre un secondo di vantaggio su Emil Agyekum, che ha fatto fermare il cronometro a 47.87, abbattendo la barriera dei 48 secondi per la quinta volta in questa stagione. Agyekum aveva migliorato lo storico record tedesco di Harald Schmidt correndo in 47.45 al meeting della Diamond League di Londra lo scorso luglio. Il turco Ismail Nezir si è aggiudicato la medaglia di bronzo in 48.26.

Alessandro Sibilio si è piazzato all’ottavo posto in 49.83 nella sua seconda finale europea consecutiva dopo il secondo posto nell’edizione casalinga di Roma 2024 quando vinse l’argento con il record italiano di 47”50 alle spalle di Karsten Warholm

Salto in alto maschile:
L’italiano Gianmarco Tamberi ha conquistato la sua quarta medaglia d’oro europea all’aperto stabilendo il primato stagionale con 2,32 m, nel giorno del primo compleanno di sua figlia Camilla.

Le medaglie del salto in alto maschile si sono decise quando soltanto Oleg Doroshchuk, Matteo Sioli e Gianmarco Tamberi hanno superato la misura di 2.27 m.
Sioli e Doroshchuk hanno mantenuto un percorso perfetto superando 2.18 m, 2.23 m e 2.27 m al primo tentativo. Tamberi ha avuto bisogno di due prove per superare la misura d’apertura a 2.18 m, ma ha poi saltato 2.23 m e 2.27 m al primo colpo. Doroshchuk ha superato 2.30 m al primo tentativo portandosi in testa, ma Tamberi ha valicato le misure di 2.30 m e 2.32 m al secondo tentativo, siglando il suo primato stagionale. Tamberi ha così conquistato la sua quarta medaglia d’oro europea all’aperto, aggiungendo il titolo di Birmingham ai suoi precedenti trionfi di Amsterdam 2016, Monaco 2022 e Roma 2024.
Doroshchuk ha fallito tre tentativi a 2.32 m, aggiudicandosi la medaglia d’argento. Sioli non è riuscito a superare il suo primo tentativo a 2.30 m prima di ritirarsi dalla competizione
a causa di un infortunio al bicipite femorale. Il ventenne atleta italiano ha conquistato la sua prima medaglia europea senior all’aperto, dopo aver vinto il titolo europeo under 23 con 2,30 m nel 2025 e la medaglia di bronzo agli Europei indoor di Apeldoorn 2025.

Dopo la gara Tamberi ha cantato “Happy Birthday” durante l’intervista con il presentatore Iwan Thomas per festeggiare il compleanno della figlia Camilla.

Gianmarco Tamberi: “Ho usato la mente e la mia forza per cercare di dare il massimo quando contava davvero. Questa sera avevo davvero bisogno del supporto di tutti. Posso dirvi che non è stato facile venire qui a lottare quando non ti senti pronto per farlo. Mi è sembrato che il pubblico mi sostenesse allo stesso modo degli atleti britannici. Oggi è il compleanno della mia piccola, mia figlia Camila. Questo è il mio regalo di compleanno per lei

10000 metri femminili:

Nadia Battocletti ha completato la sua seconda doppietta consecutiva ai Campionati Europei vincendo i 10000 metri, tre giorni dopo aver conquistato la medaglia d’oro nei 5000 metri. Ha così difeso i titoli dei 5000 e dei 10000 metri che aveva già vinto a Roma due anni fa davanti al pubblico di casa. Battocletti ha sferrato l’attacco decisivo a 250 metri dalla fine, staccando le avversarie e andando a vincere in 31:41.17. L’olandese Maureen Koster ha conquistato la medaglia d’argento in 31:45.76 davanti alla belga Jana Van Lent, che si è aggiudicata il bronzo in 31:47.81. Elisa Palmero si è classificata al quinto posto in 32:00.06 precedendo Federica Del Buono, sesta in 32:01.42.

La britannica Megan Keith ha chiuso all’ ottavo posto in 32:04.81 dopo aver tirato il gruppo a ritmo sostenuto a metà gara fino ai 9000 metri, momento in cui è stata staccata da Battocletti, Van Lent e Koster.

Nadia Battocletti: “C’era molto vento e dovevo stare attenta: il segreto dei 10.000 metri è la calma e la pazienza e, quando me la sono sentita, ho aumentato il ritmo. È forse il cambio di marcia più netto che abbia mai fatto; la gara dei 5000 metri mi ha dato una vera spinta. Non mi sarei mai aspettata di raggiungere il record di quattro medaglie d’oro”.

200 metri maschili:
Il tedesco Owen Ansah ha vinto la medaglia d’oro in 19.95, diventando il primo atleta tedesco ad abbattere la barriera dei 20 secondi, sebbene il tempo sia stato assistito da un vento a favore di +2.5 m/s. Il britannico Zharnel Hughes si è aggiudicato la medaglia d’argento in 20.16. Eseosa Desalu e Timothé Mumenthaler hanno condiviso la medaglia di bronzo con il tempo di 20.26. Il ventenne Filippo Dezza, campione italiano a Firenze davanti a Desalu, si è classificato all’ottavo posto in 20.58 all’esordio in una finale europea.

Owen Ansah: “Spero che ora tutti conoscano il mio nome. Questo era l’obiettivo: lasciare gli Europei con due medaglie; un bronzo e un oro è qualcosa di fantastico per me. Lo stadio oggi è pazzesco. Prima della gara mi avevano detto che lo stadio era tutto esaurito e volevo regalare uno spettacolo a Birmingham. Ci sono riuscito”.
Eptathlon femminile:

La polacca Adrianna Sulek Schubert chiude in testa la prima giornata dell’eptathlon femminile con 3968 punti, davanti all’olandese Sofie Dokter (3944) e all’irlandese Kate O’Connor (3926).

La svizzera Annik Kaelin ha conquistato la vittoria nei 100 metri ostacoli fermando il cronometro in un eccellente 12.59 nella gara di apertura dell’eptathlon femminile, battendo Oosterwegel (12.98) e la campionessa mondiale del pentathlon indoor Sophie Dokter (13.01). Kaelin si è portata in testa con 1187 punti, davanti a Oosterwegel (1127) e Dokter (1123). La grigionese è arrivata a soli quattro centesimi di secondo dalla migliore prestazione mondiale di sempre nei 100 metri ostacoli in una gara di eptathlon.

La spagnola Maria Vicente ha vinto la prima batteria dei 100 metri ostacoli in 13.38. L’ungherese Szabina Szucs ha concluso al secondo posto con il primato stagionale di 13.60, precedendo Adela Tkachova (13.67). La due volte campionessa del mondo Katarina Johnson-Thompson (Gran Bretagna) ha aperto la sua competizione con il primato stagionale di 14.00.

La lituana Beatrice Juskeviciute si è aggiudicata la vittoria nella seconda batteria con il primato stagionale di 13.09. La primatista italiana Sveva Gerevini ha migliorato il proprio record personale portandolo a 13.16. La tedesca Sophie Weissenberg ha stabilito il primato personale in carriera con 13.19. Anche la medaglia d’argento mondiale Kate O’Connor ha fatto registrare il proprio record personale in 13.30 due settimane dopo aver conquistato la medaglia d’oro ai Giochi del Commonwealth di Glasgow.

Adrianna Sulek-Schubert e Kate O’Connor hanno entrambe superato la misura di 1,86 m nel salto in alto. O’Connor ha migliorato il proprio record personale, mentre Sulek-Schubert ha eguagliato il suo primato stagionale. La giovane croata Jana Koscak e Katarina Johnson-Thompson hanno superato entrambe l’altezza di 1,83 m, guadagnando 1016 punti.

Sveva Gerevini si è portata al nono posto dopo le prime quattro prove con 3725 punti. Dopo il record personale sui 100m ostacoli di 13.16m l’atleta cremonese ha superato la misura di 1.74m nel salto in alto, ha lanciato il peso a 12.89m e ha corso i 200 metri in 23.78 cn vento a favore di +2.4 m/s. Gerevini è in vantaggio di nove punti sulla tabella di marcia del suo record italiano realizzato quest’anno a Goetzis.

Qualificazioni del salto con l’asta maschile:

Il primatista mondiale Armand Duplantis ha superato la misura di 5,60 m conquistando agevolmente il suo posto nella finale del salto con l’asta maschile. Oltre allo svedese gli altri atleti in grado di superare tutte le misure al primo tentativo sono stati il greco Emmanouil Karalis, il tedesco Bo Kanda Lita Baehre e il belga Ylio Philtjens. Il due volte campione italiano Matteo Oliveri si è qualificato grazie alla misura di 5.60m superata al terzo tentativo.

Batterie della staffetta 4×400 maschile:

Il quartetto azzurro formato da Edoardo Scotti, Luca Sito, Mohamed Soudassi e Lorenzo Benati ha vinto la prima batteria della 4×400 maschile in 2:58.10, stabilendo il record dei campionati, la miglior prestazione europea stagionale, la quinta migliore prestazione europea di sempre e il record nazionale. Il precedente record dei campionati (2:58.22) era stato stabilito dalla Gran Bretagna a Spalato nel 1990. Scotti, Sito, Soudassi e Benati hanno cancellato dopo cinque anni il precedente primato italiano di 2:58.81 stabilito dal quartetto formato da Davide Re, Vladimir Aceti, Edoardo Scotti e Alessandro Sibilio in occasione del settimo posto alle Olimpiadi di Tokyo 2021.

Scotti ha lanciato l’Italia con una prima frazione in 45.1 partendo dai blocchi. Sito ha corso la seconda frazione in un eccellente 44.1 prima di passare il testimone al diciannovenne Soudassi, che ha fermato il cronometro in 44.8 confermando l’ottimo momento di forma dopo la vittoria ai Campionati italiani under 23 di Molfetta in 45.10. Benati ha completato il capolavoro correndo l’ultima frazione in 44.1. Il risultato entra tra le prime quattro nel periodo di qualificazione per i Mondiali di Pechino 2027.

Lorenzo Benati: “Sul rettilineo finale ho pensato solo a spingere il più possibile, senza voltarmi. Sapevo che stavamo volando, ma 2:58.10 è un tempo da finale olimpica, farlo in una batteria continentale è pazzesco. Questo record italiano ci ripaga di tantissimi sacrifici. Abbiamo dimostrato il valore assoluto della staffetta del prof. Di Mulo. Non abbiamo ancora fatto nulla, domenica ci giochiamo qualcosa di enorme e vogliamo un’altra grande notte.”

Edoardo Scotti: “Un risultato inatteso per certi versi, è arrivato perché forse stavamo ancora dormendo e non volevamo svegliarci! Scherzi a parte, sapevamo di stare bene ma correre un tempo simile già in batteria fa davvero effetto. Volevamo fortemente riscattarci dopo la mancata qualificazione diretta alle World Relays di Gaborone, e aver messo al sicuro la qualificazione per i Mondiali di Pechino 2027 in questo modo ci dà una fiducia immensa per la finale”.

Luca Sito: “Siamo scesi in pista estremamente concentrati, determinati a prenderci la finale con il miglior tempo possibile. Quando ho visto il cronometro all’arrivo non ci volevo credere. Correre in 44″1 lanciato dimostra che la condizione è al top. Questo record europeo della manifestazione, che resisteva dal 1990, è la prova che questa squadra ha una profondità straordinaria. Ora però azzeriamo tutto: la testa va subito alla finale”.

Mohamed Soudassi: “Per me è un’emozione indescrivibile far parte di questo quartetto e firmare una pagina di storia dell’atletica italiana. Sentivo una grande responsabilità al cambio, ma i ragazzi mi hanno lanciato alla perfezione. Abbiamo corso con il cuore, e battere nazionali storiche come il Belgio in batteria dimostra che non dobbiamo avere paura di nessuno. Dedico questo record a tutta la squadra e a chi ha sempre creduto in noi.”

Il Belgio ha concluso al secondo posto con il primato stagionale di 2:59.35. La Germania ha conquistato il terzo posto utile per la qualificazione automatica con il primato stagionale di 3:01.07. L’Ungheria si è piazzata quarta con il record nazionale di 3:01.24.

I Paesi Bassi sono rimontati vincendo la seconda batteria in 3:00.08. Jonas Phijffers ha corso l’ultima frazione in 44.38.

La Francia ha concluso al secondo posto con il primato stagionale di 3:01.17. La Gran Bretagna si è qualificata in sicurezza per la finale piazzandosi al terzo posto con 3:01.24. La Polonia si è classificata al quarto posto in 3:01.33 davanti alla Spagna (3:01.41). I due tempi di recupero più veloci per i non qualificati direttamente sono andati all’Ungheria, che ha stabilito il record nazionale di 3:01.24, e alla Svizzera (3:01.91).

Batterie della staffetta 4×400 femminile

La Gran Bretagna ha vinto la prima batteria della 4×400 femminile con il miglior tempo assoluto delle batterie con 3:22.25, staccando di oltre quattro secondi la Spagna (3:26.41) e la Francia (3:26.44). Il Belgio ha chiuso al quarto posto con il primato stagionale di 3:26.59.
Emily Newnham, medaglia d’argento europea dei 400 metri ostacoli, ha corso la frazione d’apertura in 50″8, prima che Lina Nielsen (finalista dei 400 ostacoli agli Europe) facesse registrare un parziale di 49″8 in seconda frazione.

La campionessa europea dei 400 ostacoli Emma Zapletalova ha corso la seconda frazione in 49″3, trascinando la Slovacchia al nuovo record nazionale di 3:27.02.
I Paesi Bassi si sono aggiudicati la seconda batteria in 3:25.00.

Il quartetto italiano composto da Ilaria Accame, Anna Polinari, Sara Cirillo e Alessandra Bonora ha conquistato un eccellente secondo posto in 3:25.99grazie ad una grande rimonta, davanti alla Germania (3:26.24) e alla Norvegia (3:27.71). Accame ha aperto la gara con una frazione cronometrata in 52.1 (quarto miglior crono parziale). Polinari ha guadagnato una posizione con una frazione in 50.4 prima di passare il testimone alla ventiduenne Sara Cirillo, che ha consolidato la seconda posizione con una terza frazione cronometrata in 51.6. Bonora si è fatta superare dall’ultima frazionista della Germania ma ha sferrato il controsorpasso sul rettilineo finale con una frazione finale cronometrata in 51.9.

“Il record dei ragazzi ci ha caricate tantissimo, abbiamo letteralmente urlato di gioia durante il riscaldamento”, hanno detto in coro le quattro staffettiste azzurre dopo la gara.

Batterie dei 1500 metri maschili

Il britannico Jake Heyward ha vinto la prima batteria dei 1500 metri maschili in 3:35.49, resistendo al ritorno del campione del mondo Isaac Nader (3:35.67) e del francese Azeddine Habz (3:36.06). Joao Bussotti è stato eliminato con l’undicesimo posto in 3:39.01.

Lo scozzese Jake Wightman ha corso l’ultimo giro in 52″37 per vincere la seconda batteria in 3:41.57, precedendo il tedesco Robert Farken (3:41.65) e Samuel Philstrom (3:41.84). Il primatista italiano Pietro Arese si è qualificato per la finale grazie al quinto posto in batteria in 3:41.94.

Lancio del giavellotto femminile
La ventunenne elvetica Leonie Hugli ha stabilito il record svizzero con 62,33 m al terzo tentativo, superando la misura di qualificazione diretta fissata a 61.00 m.
La tedesca Julia Ulbricht ha ottenuto la seconda miglior misura con 60.86 m. La croata Sara Kolak ha strappato il pass per la finale con 60.82 m, mentre la turca Esra Turkmen ha superato la barriera dei 60 metri con un lancio di 60,43 m. Elina Tzengko, campionessa europea a Monaco 2022, è avanzata con il primato stagionale di 59.85m. La due volte medaglia d’argento europea Adriana Vilagos si è qualificata con la decima misura complessiva (57.25 m). L’azzurra Paola Padovan si è qualificata con la dodicesima misura di 56.90m al terzo tentativo.

È rimasta invece clamorosamente esclusa dalla finale la medaglia d’argento olimpica Maria Andrejczyk, che ha chiuso al 18° posto.