Tortu contro Jacobs oggi a Rieti per la supersfida

10 secondi o forse meno durante i quali trattenere il respiro

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Ormai da tempo quando si parla di Filippo Tortu e Marcell Jacobs lo si fa come di un grande evento, la sfida che appassiona migliaia di tifosi di atletica, e non solo, perché si sa che i 100 metri sono la gara per eccellenza, quella che catalizza in modo particolare l’attenzione, in quanto la velocità massima che un essere umano può raggiungere è sempre qualcosa che affascina e incuriosisce.

Filippo e Marcell, ne ho parlato tante volte, sono due grandi avversari, due ottimi atleti, due compagni di nazionale ma, soprattutto due italiani che stanno riportando, con le loro imprese, l’atletica italiana a dei livelli di attenzione mediatica che non si raggiungevano da decenni, e si sa come la conseguenza logica sia la moltiplicazione dell’interesse da parte di tanti sportivi.

Questo pomeriggio allora, con batteria alle ore 16 e finale fissata per le 17.15, nello stadio Raul Guidobaldi di Rieti in una gara ad inviti organizzata all’interno di un meeting regionale, si correrà quella che ormai è diventata una supersfida, e credo che il modo migliore per presentarla sia di mostrare una bella immagine dei due velocisti nel Khalifa Stadium dei mondiali di Doha 2019, per far capire una volta di più il significato che tale genuina rivalità possa rivestire.

L’aggiornamento delle 13 di oggi

Un improvviso infortunio all’adduttore della coscia sinistra costringe Marcell Jacobs a saltare la gara di oggi pomeriggio a Rieti, dove ci sarebbe stata la supersfida con Filippo Tortu.
L’azzurro si è sottoposto questa mattina a una risonanza magnetica all’Istituto di medicina dello sport del CONI all’Acqua Acetosa (Roma) e queste le dichiarazioni del medico federale Andrea Billi.
L’atleta ha riportato una distrazione di primo grado dell’adduttore della coscia sinistra  e i tempi di recupero previsti sono di quindici giorni, previa risonanza magnetica di controllo da eseguire al termine del trattamento fisioterapico”.
Marcell sarà costretto, ovviamente, anche a saltare gli Europei a squadre in programma nel prossimo weekend a Chorzow in Polonia.
Il problema muscolare è emerso nel corso dell’ultimo allenamento, a Rieti, e cliccando qui potrete avere maggiori dettagli.

In realtà i due atleti avrebbero già dovuto gareggiare insieme, lo scorso 13 maggio a Savona, per la decima edizione del meeting Ottolia diventato famoso proprio per le loro sfide, ma poi un piccolo risentimento muscolare al bicipite femorale destro ha consigliato a Filippo di rinunciare, nell’ottica di una prudenza legata al fondamentale appuntamento olimpico e sia chiaro che, per un velocista rinunciare a un 100 metri dove è sicuro al 100% di trovare il vento a favore, è un atto di grande coraggio e responsabilità.

Marcell Jacobs-Filippo Tortu (foto SprintAcademy)
Marcell Jacobs-Filippo Tortu (foto SprintAcademy)

Se di Filippo si sa praticamente tutto, specie dopo che il 22 giugno 2018 divenne il primo italiano a scendere sotto i 10 secondi netti nei 100 metri, battendo con 9″99 il record di 39 anni prima di Pietro Mennea, di Marcell si è cominciato a parlare tantissimo da quando, a marzo, ha vinto il titolo europeo dei 60 indoor con il primato italiano e, dopo aver ottenuto anche quello dei 100 metri a Savona, con 9″95, la sua popolarità è ovviamente esplosa ai massimi livelli.

Per presentare allora la gara di oggi che, per la prima volta nella storia dell’atletica, vedrà di fronte due italiani che hanno dei personali sotto i 10 secondi, voglio dare qualche dato statistico sulla carriera dei due atleti, evidenziando come la media dei 10 migliori tempi ottenuti sia leggermente a favore di Filippo, 10″06 contro 10″074 e come, di queste 10 gare a testa prese in esame, Marcell abbia avuto 6 volte il vento a favore di più di un metro, mentre Filippo solamente 1 volta.

Le sfide dirette tra i due, per quel che possono valere, dicono che 6 volte ha vinto Filippo e 1 volta Marcell, mentre a livello di piazzamenti nelle massime manifestazioni internazionali, il desenzanese vanta la medaglia d’oro nei 60 degli Euroindoor 2021, mentre Filippo il 5° posto dei Campionati Europei di Berlino 2018 e il dei Mondiali di Doha 2019.

Ma venendo nel dettaglio alla sfida odierna tra questi due autentici fenomeni nostrani a cui auguro veramente di poter coronare il sogno di un finale olimpica, cerchiamo di capire come potrà andare a finire, analizzando la situazione personale di entrambi.

E’ ovvio che le condizioni di Marcell, da un punto di vista di efficienza fisica, siano eccellenti anche perché questa forma è di fatto quella dimostrata agli Euroindoor di Torun, al ritorno dai quali l’atleta desenzanese dovette anche stare fermo, per una decina di giorni, a causa di alcuni casi di Covid riscontrati nella squadra, che lo costrinsero a una quarantena forzata.

Dalla fine di marzo, quindi, l’allenamento da lui svolto non potrà essere stato di ricarico inteso come un’attività di costruzione che appesantisce, ma sarà stato un lavoro molto brillante, con l’obiettivo di fargli mantenere quello stato di forma che gli consentisse di partecipare alle World Relays, dei primi due giorni di maggio, al meglio e così è stato come si evince anche dai rilievi ricevuti, secondo cui le frazioni dell’atleta sono risultate velocissime, pur se non è noto il vento che certamente soffiava a favore.

A Savona, poi, Marcell ha continuato a beneficiare di questo stato di grazia e, con un buon vento a favore di 1,5 m/s, ha ottenuto la miglior prestazione della carriera migliorandosi di 8 centesimi rispetto al 10″03 di Padova del 2019.

Marcell Jacobs (foto Colombo/FIDAL)
Marcell Jacobs (foto Colombo/FIDAL)

Dal 13 maggio sono passati solo 9 giorni e, presumibilmente, la sua condizione dovrebbe essere ancora molto buona, oltre ovviamente quella psicologica perché la realizzazione del primato gli avrà certamente dato una ulteriore forza interiore anche se, talora, possono capitare in queste circostanze delle cadute di tensione che dovrebbero essere compensate dalla presenza in gara dell’avversario.

Di Filippo, invece, essendo al debutto assoluto in gara singola dal settembre dell’anno scorso, quando fu terzo al Golden Gala Pietro Mennea, si possono ricavare delle sensazioni solo dalle frazioni della staffetta di Chorzow e, nella semifinale, la finale non fa testo perché ricevette il testimone quasi da fermo, fu molto brillante con un tempo di lanciato, che gli fu attribuito, di pochissimi centesimi superiore a quello di Jacobs, ma è un dato che vale sino a un certo punto anche per la mancanza della conoscenza del vento.

Le caratteristiche fisiche di Filippo, poi, atleta che corre molto di elasticità con un fisico non eccessivamente muscoloso, gli consentono di entrare in condizione molto presto per cui, se avrà recuperato al 100% dal suo fastidio muscolare, ritengo possa fare una grande gara al limite delle sue possibilità, anche perché certamente, vista la sua natura da grande agonista che si esalta nelle gare che contano, la voglia di riprendersi il primato sarà subito fortissima.

In definitiva, a mio avviso, una sfida da godere centimetro dopo centimetro e che potrà risolversi a favore dell’uno o dell’altro, per pochi centesimi, come sempre accaduto nelle ultime occasioni.

Ovviamente tutto è saltato per quanto aggiornato sopra.

Filippo Tortu (Madrid foto Sprint Academy)
Filippo Tortu (Madrid foto Sprint Academy)

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